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The Black Veils – Dealing With Demons (2017)

The Black Veils - Dealing With Demons (2017)
9Punteggio totale
Voti lettori: (1 Vota)
4.4

THE-BLACK-VEILS_cdCosa deve avere un disco per colpire nel segno nel 2017? Già tutto è stato fatto, rimane ben poco da inventare. Forse è impossibile trovare qualcosa di nuovo, una chiave di lettura che letteralmente sia in grado di creare un punto di rottura con il passato, per dare inizio ad un nuovo periodo musicale.
I bolognesi The Black Veils – Grégor Samsa (voce), Filippo Scalzo (basso) e Mario d’Anelli (chitarra, synth e drum machine e batteria) – questo concetto lo devono aver metabolizzato molto bene, prima di aver cominciato a lavorare sul loro secondo album “Dealing With Demons” che segue, a meno di due anni di distanza, il buon esordio “Blossom” e costituisce la prima pubblicazione della nuova label bolognese “Atmosphere Records”. I Demoni, punto focale dell’album, energia/entità positiva o negativa in grado di manifestarsi/impossessarsi del corpo dell’essere umano per esprimersi nella loro massima potenza, esibendo quel narcisismo positivo che ne costituisce l’essenza stessa. Questa è l’impressione che si ha ascoltando le 11 tracce (più la spoken ghost song) che compongono l’album. Tutto è stato fatto senza scendere a compromessi, ma cercando di raccogliere subito, senza ingabbiare né strozzare, quell’urgenza creativa che i membri della band sentivano di dover esternare.
Il risultato è davvero sorprendente per il modo con il quale riesce a colpire nel segno sin dal primo ascolto, grazie ad una forma canzone che non risulta mai banale o stantia ma che fa della dinamicità il suo punto di forza. La lezione dei Cure, periodo “Wish” unita alla freschezza interpretativa del primo Morrissey solista, sono gli ingredienti che i Black Veils hanno messo sul piatto per far esplodere la loro personalità. La ricerca costante della melodia del basso che prova a rubare la scena alla trama della chitarra, non è certo stata inventata dai nostri, ma nell’economia del disco non risulta un cliché; ne costituisce al contrario un valore aggiunto. Nascono così splendide gemme, destinate a imprimersi nella memoria dell’ascoltatore, come l’incipit post punk di “The Persistence of Memory” o la meravigliosa “Nothing Is Pure” così vicina al periodo Cure citato sopra ma allo stesso tempo così originale. La bellissima voce calda di Grégor, colora ogni singolo brano conferendogli la dinamicità necessaria per durare nel tempo, e costituisce sicuramente un forte marchio rappresentativo per la band. La title track “Dealing With Demons” colpisce per il suo impatto emotivo, facendoci rimpiangere quelli che furono gli Editors e anche quando i tempi rallentano, come nel caso di “The Disintegration of Persistence of Memory”, l’interesse dell’ascoltatore rimane sempre alto.
In definitiva siamo di fronte ad un ottimo ed onesto lavoro che non è frutto solo della passione ma della consapevolezza dei propri mezzi da parte di una band che, già al secondo disco, è in grado di distinguersi dalle numerose band prive di personalità che popolano la scena indie, calamitando l’attenzione anche dell’ascoltatore più esigente.




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