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Last Movement – Bloove (Bloodrock Records)

Last Movement - Bloove (Bloodrock Records)
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a1724167273_10Capita raramente di ascoltare un disco d’esordio e ritrovarsi completamente in armonia con il sound, con le atmosfere, con i colori che evocano le melodie, è un po’ come sentirsi a casa, come fosse una playlist, una di quelle che usiamo quando il resto del mondo ci ha spremuto fin troppo e abbiamo bisogno di staccare un attimo da tutto. Questo è il primo pensiero che mi viene in mente ascoltando Bloove (Bloodrock Records), primo full-lenght dei romani Last Movement, un disco il cui trascina e allo stesso tempo ti porta via con la mente. Eppure questo Bloove non suona sempre uguale, non è il classico disco da 9 tracce che seguono un po’ sempre la stessa linea, è un disco che si evolve, che cresce e si spegne, che ruggisce per i primi due brani “Hollow Party” e “Fear/Paranoia” e poi si spezza, diventando a tratti più romantico, più new wave, più soffice, un po’ come in “Your Icon”, con una chitarra dagli accordi aperti e un ritornello che per quanto sia energico e rumoroso (passatemi il termine) ha come contrasto una linea vocale canticchiabile, e un riff che ricorda qualcosa dei primi U2. I rimandi alla New Wave (già citata precedentemente) e al rock psichedelico anni 80/90 ci sono e si percepiscono, credo sia nel DNA del gruppo, come anche le sbavature shoegaze/dream pop che in “Floating Islands“ si sentono eccome. Proprio per questo è difficile collocare Bloove in una categoria, e sono certo che ognuno di noi ascoltandolo troverebbe sfumature diverse, un disco che attraversa le ere musicali e che le amalgama in modo originale e convincente senza cadere nell’errore di scopiazzare questo o quell’altro gruppo per darsi un riferimento o un tono. E’ un disco scritto anche in momenti diversi, e il cambio della line up negli anni ha fatto in modo che questo potesse ancor di più aiutare la crescita e le contaminazioni che a mio avviso vanno dalla Wave anni 80, allo shoegaze, al grunge, al progressive rock. Bellissima la ballata “New Love” che ha il merito di unire una strofa spudoratamente dream pop a un’esplosione shoegaze nel ritornello, con chitarre acide fino all’inverosimile e che mi piacerebbe molto ascoltare in un live. Davvero un ottimo lavoro quello dei Last Movement quindi, non ci rimane che seguirli live. Let’s go!

 




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