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Ad un passo da noi – Laura Scottini

Ad un passo da noi - Laura Scottini
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44310-36-1383602647«Ci sono ragioni che il mio cuore non trova, la mia mente, malata, incespica su frasi, ricordi, idee, pensieri e forme che non si materializzano eppure io so che da qualche parte c’è una ragione, da qualche parte tutto si ricompone in un perfetto disegno. Ma da quale parte?»

A un passo da noi descrive il difficile percorso di un’anima in ricerca, su cui preme la necessità della consapevolezza e l’urgenza del risveglio. Attraverso i vari aspetti di un io che ci collega tutti.

Laura Scottini è laureata in Lingue e Letterature Straniere e in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Ha pubblicato sette raccolte di poesie. Ha realizzato alcuni laboratori di lettura e scrittura poetica e numerose letture di poesie accompagnata da giovani musicisti.

 

“C’è qualcosa di più straziante che ritenere a torto che la propria vita sia senza fine, un lungo viaggio a volte scomodo, ma sempre in ascesa, verso le mete più ambite, ogni giorno messe meglio a fuoco? Allora mi ricordo per associazione di un altro settembre, una mattina quando il telefono ha buttato tra il cuscino e la parete la voce roca e incolore di qualcuno che diceva che Gilbert era morto, annegato su un’oscura spiaggia in Tunisia. Ma come era possibile, come e perchè? Ci sono ragioni che il mio cuore non trova, la mia mente, malata, incespica su frasi, ricordi, idee, pensieri, e forme che non si materializzano, eppure io so che da qualche parte c’è una ragione, sa qualche parte tutto si ricompone in un perfetto disegno. Ma da quale parte?”

“A un passo da noi” (Aletti Editore) è il primo libro di Laura Scottini (laureata in Lingue e Letterature Straniere e in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, Autrice di sette raccolte di Poesie) che da vita a un’indagine esistenziale nel dolore, nei ricordi, nei momenti che caratterizzano la vita umana, in diversi personaggi.
Il libro è scritto prediligendo il flusso interiore: monologhi, soliloqui, dettagliate analisi psicologiche, istantanee di pensieri, sul modello tradizionale di “La Coscienza di Zeno”, ma con una sensibilità maggiormente femminile; si può tentare un parallelo con l’opera in versi e quella narrativa dell’Autrice:
laddove nel primo caso a prevalere sono le forme essenziali, spesso frammenti (brevissimi come haiku), alla ricerca dell’Essenza Pura delle cose, oltre l’ingombrante aspetto materico o d’apparenza, nella prosa, la Scottini preferisce invece focalizzarsi sui dettagli anche di ampio respiro.

Si veda questo stralcio al riguardo:

“Ma cosa mi spinge a leggere, leggere con avidità queste righe, mi chiedo, cosa c’è dietro questi fogli, queste storie che mi appartengono, è vero, ma che io non voglio, non so ricucire. E poi perchè. Non c’è motivo che io ripeschi dalla memoria visi e gesti, parole dette e non dette, il silenzio di una sera d’estate che mi agghiaccerà le vene, le smisurate parole di un giorno di novembre, o di maggio, chi sa. Perchè ripercorrere quei sentieri,

perchè rivisitare luoghi, rispolverare ricordi, mi chiedo. Il fatto è che non sembrano ricordi: è come se qualcuno in me li vivesse di nuovo, li vivesse al presente, qui ora. Non posso riporli nel loro piccolo angolo in archivio se prima non li riafferro, e non li comprendo. Altrimenti tornano ad essere un brusio sordo, un rumore che a volte martella il cuore e impedisce il respiro. E devo leggere, qualcosa mi obbbliga a farlo, un automatismo perverso mi inchioda alla scrivania, a cercare quel sottile profilo, quella voce, quel livore. Ma non fa male, non fa più male. ”

Un viaggio, quasi un percorso iniziatico, nel dipanarsi della memoria, nei cunicoli dell’incoscio, solcato dai flashback, istantanee o vaghi presentimenti, come Cassandre dolenti, per cercare di dare un senso al mistero più grande che l’essere umano può trovarsi ad affrontare: se stesso di fronte all’asperità del dolore, all’angoscia del caso, all’incertezza del futuro; non resta quindi che fissare i ricordi con parole su fogli di carta.

“Ho visto il corpo del mondo con i suoi orribili percorsi neri opachi, sudici, corridoi maleodoranti, penose catene umane di derelitti e ho temuto di vedermi, di riconoscermi fra loro. Tutto intorno a me odorava di morte, un lezzo nauseante… mi inseguivano, esseri scuri e informi mi rincorrevano senza fare rumore su nere strade melmose e io correvo, correvo senza sapere il perchè….”

Un libro quindi fortemente esistenzialista ed intimista; un’ occasione per “leggersi dentro”, al suono delle parole e delle lenti espressive che la Scottini ha eternizzato in questo primo libro.

“Perchè era il cuore certo a non essere più gonfio, appassionato, perchè quella bava lattiginosa gli impastava la lingua? Che dire? Le parole consumate sembravano balbettii incomprensibili, linguaggio spezzettato che più non aveva senso…Sarebbero uscite tutte le lettere sconosciute di un alfabeto logoro e dentro, più dentro, gli sarebbe rimasta una zona inesplorata, luogo di pudore, di silenzio. Che cosa poteva dire?”

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