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Le Ombre dell’Eros – Ivano Galletta

Le Ombre dell'Eros - Ivano Galletta
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galletta-libro-cover-26-1383845422Per gli amanti del dark e del genere horror la lettura di questo libro rappresenta un punto di vista forse conosciuto, almeno in parte; di sicuro è un’indagine affascinante a tutto campo in cui possono trovarsi a proprio agio. Per i neofiti le tematiche, poco esplorate e spesso tabù, illustrate senza censura artistica, sarà scioccante accorgersi che il male che evitano di guardare sullo schermo o su un quadro può albergare con risvolti molto tragici il cuore dell’uomo. Spietate dark lady che distruggono le vittime sedotte, serial killer, stupratori, necrofili, diventano l’oggetto di un’analisi senza veli, al fine di capire che senza più l’arte (in tutte le sue forme) non rimane che l’abbrutimento senza ritorno.

Dopo “Il Dark -Guida alla Musica Oscura-” Ivano Galletta ha curato l’affascinante connubio tra Eros e Thanatos (che accompagna l’umanità fin dalla notte dei tempi…) in “Le Ombre dell’Eros: Percorsi tra le eclissi del cuore”.

Il pregio principale è l’innumerevole (anche se circoscritta) mole di spunti e argomenti:

Si passa dal notissimo (ma poco conosciuto) Munch, qui analizzato servendosi degli strumenti conoscitivi della psicanalisi, a Félicien Rops, Alfred Kubin (Alfieri di una sessualità davvero macabra e compiaciuta dell’orrido) per poi passare da nomi noti come Klimt (analizzato soprattutto per le opere più oscure). Non mancano collegamenti a casi di cronaca nera (serial killer italiani; e in forma più estesa questo argomento viene anche trattato nel capitolo dedicato alla Necrofilia e alle perversioni; a mio parere la parte più interessante è quella dedicata alle donne serial killer), a citazioni bibliche o mitologia greca/classica (Lamie, Empuse, Ecate, Circe, Sirene, Arpie…) o orientale (Lilith, Eva) .

Si passa poi all’analisi della scultura funeraria (soprattutto sul Cimitero Staglieno a Genova): peccato però non aver riportato, in questo capitolo, anche qualche verso poetico dei grandi poeti cimiteriali o della Scapigliatura (ne abbiamo proprio tantissimi anche in Italia!) e di costume.

Non mancano i riferimenti al cinema: oltre ai titoli citati in filmografia, Ivano analizza soprattutto “Buio Omega” di Joe D’Amato, “Kissed” di Lynne Stokewich (del quale ricordo, anni fa, un immagino ultra cut passaggio su Italia 1 a tarda notte…) “Nekromantik” di Buttgereit e “Aftermath” di Nacho Cerdà. Moltri altri riferimenti a horror moderni come Hostel o la filmografia giapponese.

L’ultima parte è un’analisi psico-sociologica, che però mi pare anche l’unica parte “debole” del libro: la complessità dell’argomento non si può esaurire in poche pagine, e sicuramente la personalità femminile (anche in merito alle cosidette “devianze”…) è molto più complessa e variegata, anche rispetto a quello che vorrebbe far credere certa psicologia bacchettona da talk-show.

Questa è la panoramica degli argomenti trattati; a livello stilistico, Ivano Galletta ha anche “il dono della sintesi”: con poche ma concise parole, riesce a dipingere (è proprio il caso di dirlo!) in modo completo ed esaustivo i diversi aspetti trattati.

Unico “difetto”… le foto dei dipinti sono in bianco e nero (e in formato molto piccolo)! Indubbiamente questo non permette di godere appieno della foto (al di là che la descrizione che Ivano fa di ciascun opera è sempre precisa e certosina). Peccato, davvero!

In conclusione, un saggio davvero interessante: consiglio di leggere prima “Il Dark” che può servire come “introduzione estesa” all’argomento, per poi passare a “Le Ombre dell’Eros” (tra l’altro, l’Autore rimanda al Gothic anche in questo libro) che lo analizza nei dettagli.

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