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Safe Neighborhood (2016, di Chris Peckover)
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safe-neighborhood Un ragazzino angelico con problemi di sonnanbulismo, Luke (Levi Miller), viene lasciato dai genitori alle cure di una bionda babysitter adolescente, Ashley (Olivia DeJonge). E’ Natale, la televisione trasmette film dell’orrore e qualcosa sembra minacciarli dall’esterno. Ma, come la ragazza scoprirà presto, i pericoli si nascondono dove meno ci si aspetta.

Passato per ora all’Austin Fantastic Fest e visto anche al Torino Film Festival e al Paris International Fantastic Film Festival, Safe Neighborhood, il secondo lungometraggio del giovane regista indipendente Chris Peckover (Undocumented, 2010), è una sorprendente e cinica horror comedy australiana (co-prodotta con gli Stati Uniti) che gioca sugli stereotipi di genere e sul loro ribaltamento, con un vibrante senso del ritmo, molti spunti comici e che come stile idealmente si colloca tra Mamma ho perso l’aereo / Home alone (Chris Columbus, 1990) e Funny Games (Michael Haneke, 1997).

Il film è tutto praticamente ambientato in una casa, piena di luci sgargianti e addobbi natalizi, in un tranquillo quartiere residenziale dove si suppone non accada mai niente di brutto, e Peckover sfrutta al meglio gli spazi a sua disposizione scaraventando senza pietà i ragazzini protagonisti in una lotta claustrofobica costellata da continui ribaltamenti di fronte intrisi di una notevole perfidia. Quello che però comincia come un tradizionale teen movie ben presto prende una forma originale e inaspettata, giocando con sagacia con lo spettatore e mixando sapientemente lo slasher con l’home invasion (ma non solo) e riuscendo con successo a dire qualcosa di diverso, alternando momenti di puro divertimento con pugni nello stomaco ben assestati.

Caratterizzato da una regia brillante e da una fotografia coloratissima molto in stile anni Ottanta/Novanta, Safe Neighborhood si avvale anche di un’ottima performance dei giovani protagonisti: Olivia DeJonge, che interpreta la bella babysitter Ashley (già vista in The Visit, di M. Night Shyamalan, del 2015) e Levi Miller, nei panni dell’angelico Luke (Pan, 2015), con il supporto di Ed Oxenbould (anche lui presente in The Visit, 2015), nella parte di Garrett, l’amico nerd di Luke. Di rilievo assoluto chiaramente anche la sceneggiatura di Peckover, scritta a quattro mani con Zack Kahn, da un suo soggetto e al primo script per il cinema dopo la serie MAD, che dosa efficacemente i momenti comici con picchi di violenza inaspettata al gore più truculento e fantasioso, senza esagerazioni nè inutili dilungamenti (il film dura solo 85 minuti), ma non lesinando con il sangue quando è il caso.

Safe Neighborhood è squisitamente spietato e perverso, visivamente accattivante, incredibilmente esaltante, politicamente scorretto e con un finale beffardo, davvero non poco. Un gioiellino da non perdere insomma.




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