Viaggio nei meandri più oscuri e fetidi in circolazione grazie all’operazione raccolta messa in atto dalla Cold Spring. Su questo cd vengono assemblate l’opera omonima Book Of Delusion con le canzoni firmate Burial Hex degli split con Kinit Her e Zola Jesus.
Cercavate un bel viaggio tenebroso in campo dark ambient/noise? (ma anche tanto altro) Con questo cd lo avete di fatto proprio trovato.
La parte Book Of Delusions (che comprende i primi quattro brani in scaletta) è quella che non concede respiro, quella che getta addosso all’ascoltatore chili e chili di pece nera impossibile da levare. Il bello di questa prima parte è la capacità di creare alternative alla costante colorazione negativa, si finisce inghiottiti in un vortice con le prime due tracce per poi venire “puniti” sulle note di una “bestiale” Crowned E Conquering Child dove il flagello viene portato a livelli intensi e altamente punitivi (bellissimi gli squarci pianistici tormentati da una prova vocale sofferta e straziante), livelli d’assoluta sacralità che devono essere necessariamente assaporati con il calare della notte. La title track agisce in maniera elettronica, introspettiva e persuasiva chiudendo una prima parte davvero intensa.
Ma di bello ne deve ancora venire, mi riferisco a due brani in particolare, due brani che mi hanno folgorato seduta stante stupendomi non poco. Clay Ruby mette in mostra una nuova faccia, una faccia sotto certi aspetti suadente e raggelante, musica in grado di sconvolgere inevitabilmente, un flusso in grado di sconfiggere anche la difesa sensoriale più chiusa in se stessa. Sto parlando di “Storm Clouds” e “Go Crystal Tears”, due gemme che tutti dovrebbero provare sulla propria pelle per realizzare a cosa può portare un “semplice” ascolto musicale. In due parole: “gradita sofferenza”.
Mi rimangono solamente da citare “God Of War And Battle” e “Temple Of The Flood”, la prima apre il “reparto split” accompagnandoci per tutta la sua durata con sinistre note di piano sulle quali calano come un velo demoniaci vocalizzi gutturali, la seconda chiude il disco riportando l’attenzione su un dark ambient lapidario e vagamente tagliente/rumoroso a tratti (senza mai esagerare), funge anche da brano-monito, per non dimenticare da dove siamo partiti con questo percorso, perché alla fine è qui che resteremo con il ricordo.
Book Of Delusions mette sul fuoco parecchia carne, un ottima occasione per rimediare nel caso si fosse perso qualche pezzo della discografia Burial Hex. Un operazione che da anche modo di far scoprire una realtà che ha davvero molto da dire, una fabbrica che nel suo piccolo riesce a creare sinceri brividi e altrettanti sinceri incubi adatti ai “musicalmente insaziabili” di turno.
Nothing,Never,Nowhere
Ambient
2012
Burial Hex