I Signori del Batcave in 10 inni scheletrici e nervosi plasmano la materia Oscura rivestendola di ragnatele e ritmi sghembi ( come in “I’m not mad”) con vocals disturbanti e sguaiate ( a un passo dallo scream).
Quanto questo disco abbia traghettato il punk al di là dei Sex Pistols, imbrattandolo con humor nero, ritmi traballanti e macilenti intervallati da vocals biascicate, maleducate ed irriverenti (in “I’m her Frankenstein” si coglie appieno l’eredità\influenza dei seminali Birthday Party di “Hee Haw”), con suoni di zampette di ragno (“Drive my rocket”) e sinfonie stonate poliritmiche, a un passo dalla cacofonia incontrollata ed anarchica, è evidente anche oggi, e fa dei coniugi Fiend una gang di allucinati psicopatici necromani ( ascoltate “Wild Women”!!).
Ora che la ricerca sonora è ampliamente sdoganata e nessuno si stupisce più di sentire puro rumore assemblato e reso musica (pensiamo a Xotox, Merzbow, al movimento TerrorCore…), ma pensate all’epoca che shock emotivo potevano dare questi zombi invasati al perbenismo borghese!
Allucinanti e provocatori, gruppi come questi hanno rappresentato il gusto per il macabro, il fetido, del resto già sdoganati qualche anno prima dal punk, invasandoli (la sublime “Lips can’t go”) però con pura follia sonora improvvisata – quasi una versione “blasfema” dell’improvvisazione Jazz!! –
Se volete rose rosse, velluto e canzoni bon ton rivolgetevi altrove perchè gli Alien Sex Fiend suonano lo stridore osseo dei cadaveri e il fetore marcio -e moltissima autoironia- vive tra le note di questo incubo in formato sonoro.
A livello di pura follia musicale\estetica\compositiva forse gli Alien Sex Fiend saranno superati solo dai Sex Gang Children…
Ad ogni modo, per entrambi i gruppi, si tratta di puro nichilismo iconoclasta che si diverte a stuprare la forma classica di musica e la concezione che il pubblico ha di essa.