
Qual, solo-project del Maybelline dei Lebanon Hanover, presenta il suo “Ultimate Climax” con l’italiana Avant!Records, sviluppando le idee germinalmente contenute nel precedente album ed EP in attivo.
L’attitudine del dark si tramuta così in una compulsiva elettronica post-atomica, dove il disagio inquieto trova nella monomania di synth spersonalizzati i suoi nuovi mezzi di espressione.
Lo strascichio di catene e le batterie marziali di “Black Crown” ci introducono in un regno di decadenza, un terreno di sperimentazione di influenze a tratti contrastanti che intende rivisitare i tradizionali canoni della scena post-punk per proiettarli in un futuro digitale.
Ci ritroviamo dunque immersi nel ritmico malessere di “Take my Higher“, un loop di suoni monotoni e stringenti seguiti dalla gotica e baritonale “Disease X“. La melodia cede il passo ad un crescendo che arriva all’apice di “How Many Graves“, un incubo dipinto a chiazze nere su una mitragliata di bpm.
Maybelline ci mostra così tutte le sfumature del suo buio interiore, un gioco di sonorità in cui le ispirazioni del dark, del gothic e dell’industrial incontrano le istanze dell’ebm e della techno, così come il cantato metal nel growl di “Above Thee Below Thee“.
Le vibrazioni si susseguono nella schizofrenia dell'”Existential Nihilism” di Qual; “Ultimate Climax” è una sperimentazione che sanguina, una tabula rasa in cui si avvicendano suoni passati e contaminazioni contemporanee.
Se da un lato ciò mina l’omogeneità dell’album, facendolo apparire a tratti frammentario, dall’altro rappresenta un’ispirazione da raccogliere e declinare nella scena underground. Cocci del passato ricomposti in un immaginario utopico e distorto.