Sedicesimo album per Bryan Erickson cervello dei Velvet Acid Christ.A distanza di due anni da “Maldire” dove avevano ripreso quelle sonorità acide tipiche della band americana, esce ” Subconscious Landscapes” che per bocca dello stesso Bryan vuole spingere sempre più lontano i suoi confini musicali. Per farlo si ispira a band come Massive Attack e Delirium continuando quello stile che a sprazzi si era visto con “Slut” o “Ghost In the Circuit” per citarne alcune.
In realtà l’album è diviso in due, la prima parte ha un gusto romantico e gotico con le presenze alle vocal di Sabine Theroni e Malgorzata .L’opener “Barbed Wire Garden” è la giusta apripista, con un sound dolce e ammaliante dove Sabine danza sulle note orientaleggianti di Bryan, una traccia lontana dagli incubi VAC ma molto ben costruita. Malgorzata è invece la protagonista di “Taste de Sin” che duetta con Bryan (qui con voce horrorifica) in un brano opprimente e oscuro, traccia dallo stile che potrebbe essere poco coeso ma alla lunga funziona. Per sentire Bryan cantare in pulito dobbiamo aspettare dopo l’ipnotica “Grey” ed è il brano “The Last Goodbye”, una ballad elettronica intelligente e con un piacevole retrogusto dub in cui i beats assomigliano ad un elettronico battito cardiaco.
La seconda parte si chiama “Mauvais” che era la prima idea per il titolo dell’album, dedicata a sonorità da club e che richiamano più da vicino il passato dei VAC ma più precisamente il side project Toxic Coma. “Strychnine” parte a razzo, traccia senza fronzoli dinamica e muscolosa possibile hit per le piste alternative. “Zaflex” è un mood psichedelico denso e allucinato, degna testimonianza dei labirinti musicali che Bryan è in grado di eseguire. “Empusa” chiude ancora in maniera romantica e dai tratti gotichi, una canzone electro senza particolari complessità che chiude con un discorso “rude” dell’ottima Sabine.
In conclusione possiamo dire che questo è un album ben scritto e suonato, con ottime tutte le parti vocali e un Bryan in piena forma che conferma del perchè del suo sopranome (genio di Denver). Ha sperimentato è vinto anche questa volta, regalandoci ottimi momenti di musica e facendoci conoscere il suo lato più introspettivo. Subconscious Landscapes verrà ricordato anche per essere il primo cd dei VAC disponibile in vinile.
