Interessante debutto discografico per i DarkLeech, band formata a Parma nel 2011 che, con questo omonimo EP di recente uscita, cerca di ritagliarsi uno spazio tra l’affollato panorama underground nostrano. In questi circa quattro anni la band ha coltivato una certa esperienza in sede live, nonché affinato sempre più il proprio sound, riconducibile si alle vecchie glorie del passato, ma non per questo privo di personalità e di una certa freschezza.
Sono solo quattro le canzoni che compongono questo EP, per un totale di 17 minuti che scorrono via piacevolmente perché, nonostante la proposta della band abbia radici ben radicate nell’oscurità, non manca mai di una certa orecchiabilità di fondo. Magistrale, soprattutto, il lavoro svolto delle tastiere, sempre presenti ma mai troppo invasive, che con i loro tappeti atmosferici sono il vero punto di forza di questa release, dando quel tocco in più e facendo la differenza.
La prima traccia “In This Damn Barred World” non lascia perplessità, e apre le danze con un gothic rock malinconico e ritmato, al contrario della seguente “Immortal Dreams”, dove sono le atmosfere oniriche e sognanti a farla da padrone.
Si ritorna a velocità più sostenute con il terzo brano “The Way of Darkness”: ottimi arrangiamenti, alternanza di ritmi “cavalcati” e ragionati, un ritornello che si stampa immediatamente in testa. Si chiude con “Illusion”, un dream-pop che ripesca le sonorità di “Immortal Dreams”, amplificandone ancor di più le atmosfere malinconica ed idilliache.
Una volta terminato l’ascolto di questo primo EP, l’unico dispiacere sarà quello della durata complessiva forse un po’ troppo breve, ma la prima prova è stata ampiamente superata.
Attendiamo ora una conferma sulla lunga distanza dai DarkLeech che, ne siamo sicuri, sapranno regalarci nuovamente emozioni intense e concrete.
DarkLeech – EP