Succede delle volte che ci si preferisce scegliere sempre lo stesso ristorante e lo stesso menu senza mai cambiare per anni, e c’è invece chi preferisce andare alla ricerca continua di nuovi “sapori” ed esperienze sempre differenti. Con i VNV possiamo affermare che siamo nel primo campo, una volta creata la ricetta che gli ha permesso di essere apprezzati e conosciuti al pubblico, i loro album dal 1995 non hanno quasi mai subito notevoli variazioni. Si potrebbe tranquillamente chiudere la recensione dicendo che se si è apprezzato il precedente “Automatic” questo piacerà altrettanto, ma ci sono alcune considerazioni da fare.
Il sound collaudato del duo Anglo/Irlandese sta subendo un lento e inesorabile ammorbidimento a discapito di velocità e ritmo, non che questo nuovo lavori manchi di pezzi “ballabili” ma i VNV stanno rafforzando quello che agli esordi era il loro obbiettivo primario e cioè emozionare e toccare quanto nel più profondo possibile l’ascoltatore. La voce di Ronan Harris si fa più intensa e calda quasi sognante proprio per far valorizzare i testi ora più che mai intimi e introspettivi.
La fortuna dei VNV è di realizzare melodie impeccabili e atmosfere sempre ricche di sfumature, tracce come “Retaliate” riassume l’intero album spaziando da un’ottima base di synth a un refrain che si lascia subito cantare.
Sicuramente chi ama la formula “FuturePop” avrà degli ottimi spunti e potrà apprezzare al meglio la proposta dei VNV, chi altrimenti ha da sempre avuto difficoltà a digerirla, quest’album non farà cambiare idea. Comunque un buon lavoro che riesce nell’intento di creare voli pindarici, cosa che nel mondo della musica di oggi è sempre più difficile.
Label: Anachron Sounds – ANA-CD-5
Formato: CD, Album