I ragazzi di Dresda tornano dopo quattro anni di silenzio, pubblicando un album interessante ed intenso, confermando per l’ennesima volta di essere una buona band.
La matrice Project Pitchfork è sempre presente nei loro lavori, soprattutto nella parte vocale, ma è solo una fonte d’ispirazione e gli Absurd Minds musicalmente hanno sempre proposto una musica leggermente superiore alle uscite di Peter Spilles e Co. (mi riferisco alle ultime pubblicazioni dei Project Pitchfork, che trovo molto piatti), ed è anche giusto sottolineare che gli allievi hanno da un bel po’ di tempo superato i maestri.
“Serve or Suffer” è un album che si presenta bene, offre le giuste dosi di calme emozioni electro oscure miste ad un dinamismo mai eccessivamente brusco (negli ultimi anni in campo electro dark si punta alla mattanza da dancefloor, non che sia un male, però realizzare una dozzina di song tutte uguali non ha senso).
Le tredici canzoni che compongono questa nuova uscita degli Absurd Minds sono ben orchestrate, suonate ottimamente, emozionanti, coinvolgenti. Il cantato è sempre presente, risultando una delle parti più salienti dell’album insieme al songwriting, il tutto unito da una musica molto intelligente. “Human Bomb”, “Deficit Mindset”, “S[Hell]S” e “Countdown” rappresentano al meglio lo stile degli Absurd Minds, con la loro dark electro perfettamente amalgamata tra parti slow e melodiche a parti più rabbiose.
La title track “Serve or Suffer” è la canzone di punta dell’album, ballabile al punto giusto, melodica e molto catchy. Altra chicca è “Somebody”, cover della mitica canzone degli Escape With Romeo, che in veste dark electro risulta succulente. L’album è davvero ottimo, e gli Absurd Minds non deludono mai.
Absurd Minds – Serve or Suffer