Elisa Rescaldani è nata a Milano nel 1981, dove vive e lavora. Dopo essersi diplomata come operatore grafico pubblicitario si è laureata con lode presso all’Accademia di Belle arti di Brera in Decorazione applicata all’arredo urbano, specilizzandosi poi in Didattica per l’Arte Contemporanea. Ha partecipato a diverse collettive esponendo a Milano, Madrid, Firenze, Napoli, Venezia, Caserta, Roma, Torino, Ravenna, Lecce e numerose altre.
Elisa Rescaldani
– Elisa Rescaldani: un’artista neo barocca- di Alessio Brugnoli
” Ladislao Mittner nella sua ‘Storia della Letteratura Tedesca’ divide la storia dell’intelletto e della sensibilità umana in periodi orizzontali e periodi verticali. Nei primi, l’Individuo si guarda intorno, definendo dei canoni, strutture intellettuali che permettono di categorizzare il Mondo e la sua varietà, imponendogli una rete significati razionali.
Nei periodi verticali, invece, l’Individuo si ripiega in se stesso e come una molla scatta verso l’Assoluto: il Mondo non è nulla più che un trampolino di lancio verso l’Infinito.
Se i periodi orizzontali si privilegiano i concetti di Armonia e di Ragione, equilibri di forme e di pensieri, in quelli verticali di Dialettica e Volontà, scontri tra idee e principi. Per i periodi orizzontali, il limite è il confine che definisce le forme; in quelli verticali, è una gabbia che blocca il vita che anima ogni cosa.
I periodi orizzontali fossilizzano le tecniche e i linguaggi e si focalizzano sull’Uomo, misura di tutte le cose. Quelli verticali sperimentano, contaminano e cercano il significato dell’Essere in ogni cosa.
Il Post Moderno, a suo modo, è stato un periodo orizzontale, in cui però, per il suo approccio liquido e mercuriale, è mancata la capacità di creare una struttura organica che potesse interpretare e comprendere il mondo. Per reazione, il periodo verticale contemporaneo, spinge l’Individuo a creare delle nuove sintesi che possano dare un minimo di significato a ciò che lo circonda nel quotidiano.
Così nasce una sensibilità che ha molto in comune con quella Barocca: l’accomuna la ridefinizione del ruolo dell’Uomo, non più centro del Reale, ma fulcro di mutamento e l’attenzione spasmodica al tema della Morte. In cui, con lentezza e con determinazione, l’oggetto del rappresentare non è più il ritratto, il suo inconscio o la sua proiezione sulla Natura, il paesaggio, ma lo Still Life.
Elisa Rescaldani è una delle principali interpreti di tale sensibilità: pur apprezzando la pittura tradizionale, ha deciso di sperimentare il nuovo, accettando la sfida di quell’oceano tempestoso e dai confini incerti che è la Digital Art.
Ritiene infatti che questa nel suo essere un ossimoro tra percezione e immaginazione, sia perfetto specchio della natura umana, che è un contrasto di mezzi, metodi, misure e emozioni. Come diceva Eraclito
La guerra è il padre del mondo
La realtà è un perpetuo fluire e trasformarsi di tutte le cose. Lo stato di quiete che appare a volte nelle cose in realtà non è altro che un precario equilibrio fra forze opposte.
Questa consapevolezza rende Elisa espressionista. Per citare le sue parole
Mi sento espressionista nell’impeto con cui creo e nelle emozioni che determinano il mio creare, la mia arte nasce e vive per dare veri e propri pugni..
Devi colpire e sconvolgere, deve creare emozioni forti, contrastanti. La morte, il lasciarsi andare, la sofferenza, la pena, la malinconia, la solitudine sono i miei temi, sono miei per vita vissuta…
Alcuni direbbero purtroppo ma io son convinta che mi abbiano aiutato a crescere ed esser quel che sono; senza quelle sconfitte morali non sarei Elisa.
Questo espressionismo si esplica nelle Nature Morte, in cui l’Uomo appare soltanto tramite i suoi organi, più o meno pulsanti. Come nei quadri barocchi o in quelle di Cèzanne, domina il Teschio: ma se per questi rappresentano un memento mori, un ricordo della nostra transitorietà e fragilità, per Elisa hanno un valore opposto. L’affascina il cranio come contenitore del cervello pulsante di ragione e la scatola toracica come custode di tutte le vere passioni, quelle che secondo lei dovrebbero dominare il nostro vivere.
Così, guardando le sue opere, non può non tornare in mente il verso di Yeats
Una terribile bellezza è nata
Terribile perché rifiuta il grazioso, lo smidollato e il globalizzato, tombe di qualsiasi creatività, dando voci alle emozioni nascoste negli abissi dell’anima.”
OPERE
– Black Balloon,2012
– Wax, 2012
– Stardust, 2013
– Hate, 2013
– Essence,2012