Levinhurst @Spazio 211 Torino 18/03/2010 – foto di black ossian
Per la prima volta in Italia i Levinhurst di Lol Tolhurst e Michael Dempsey, insieme a Robert Smith membri fondatori del primo nucleo dei Cure.
Lol Tolhurst è stato membro stabile dei Cure dagli esordi fino alla pubblicazione di Disintegration, nel 1989, oltre a produrre band come And Also The Trees e Baroque Bordello, e a pubblicare un album, Inside, con il progetto Presence. Verso la metà degli anni novanta, per trovare nuovi stimoli ed ispirazioni, si trasferisce nel sud della California, incontra Cindy Levinson e le chiede di diventare la voce dei Levinhurst e della sua vita. Nel 2009 entra nel gruppo Michael Dempsey, bassista in Three Imaginary Boys, album dei Cure del 1979, anni in cui si ponevano le basi del movimento dark wave. Dopo trent’anni dalla fondazione dei Cure, Lol e Michael si ritrovano di nuovo assieme, i Levinhurst pubblicano un nuovo album e partono per un lungo tour.
Il tour prevede una data a Torino, la sede del concerto è lo Spazio 211. Il locale alle 22.30 era già pieno di gente, età media del pubblico dai trenta in su, accorso li a vedere il tempo che trascorre inesorabile e dar sfogo alla propria passione per la musica che rimane sempre viva. Aprono il concerto i Sell System, band torinese di musica elettronica/synth pop, spesso presente negli eventi undergound della città ; suonano per circa 40 minuti, ma i loro brani mi sono apparsi tutti molto simili tra loro, batteria elettronica sempre con lo stesso tempo e poca fantasia con i sintetizzatori. Ma il gruppo è cresciuto molto negli ultimi tempi, sono bravi e credono in quel che fanno e sicuramente non aspetteremo molto per ascoltare loro lavori più interessanti. Salgono sul palco i Levinhurst, un cenno di saluto al pubblico di Lol, tutto molto semplice e tranquillo, quasi un’area familiare, sembrava di rivivere l’atmosfera che si viveva quando da ragazzi si prendeva basso, chitarra e batteria e ci si chiudeva in qualche casa di campagna o garage a suonare e gli amici che venivano a trovarti. Il concerto parte con due brani dal loro ultimo album Blue Star, Dark e Sargasso; Cindy Levinson ha molta verve nella sua voce e presenza scenica, il chitarrista Eric Bradley gioca molto con la sua pedaliera multi effetto mostrando tecniche e sperimentazioni derivate da suoi lavori con Alice in Chains e Young Royals, Dempsey padrone del suo basso e Tolhurst ride e si diverte alla batteria.
Terzo brano Play For Today, brano dal secondo album dei Cure Seventeen Seconds, subito riconosciuto dal pubblico che balla, canta e si entusiasma nel riascoltare Fire In Cairo, 10:15 Saturday Night, Three Imaginary Boys, Killing An Arab, Jumping Someone Elses Train, fantastiche colonne sonore di tanti anni fa, alternate ai nuovi brani dei Levinhurst, Mau Mau, Hope, Sorrow, Sandman, Empty; brani new wave, che devono molto alle esperienze precedenti, ma più sperimentali, colorati e vivaci. Dopo quasi due ore di spettacolo ripetono 10:15 Saturday Night, brano molto divertente da suonare, e finisce il live; i Levinhurst salutano e ringraziano il pubblico, raramente così partecipe, divertito e contento di aver vissuto l’evento.
Durante il concerto ricordavo quando ci si riuniva con gli strumenti e suonavamo A Forest, l’accordatura, i cavi e gli amplificatori e gli amici che portavano la birra; credo che questo sia il senso che Tolhurst vuole dare ai Levinhurst, divertirsi con gli amici attraverso la passione di sempre, la sua vita, la musica.