Cyril Connolly fu critico letterario temuto e ammirato, nonché animatore di una leggendaria rivista, “Horizon”. Ma dietro il suo umore insofferente si celava uno scrittore clandestino, a cui Connolly permise una sola sortita, sotto lo pseudonimo Palinuro. Scritto a Londra durante la guerra, il romanzo è una mappa della sensibilità di un “egotista moderno” (V.S. Pritchett); è un autoritratto segreto, uno di quei testi dove si addensano i veleni dell’esperienza. Ciò che attira irresistibilmente Connolly verso la figura di Palinuro, l’infelice nocchiero di Enea i cui Mani devono essere placati, è “quel nocciolo di malinconia e di senso di colpa che dal di dentro ci distrugge”.
Cyril Connolly fu critico letterario temuto e ammirato, nonché animatore di una leggendaria rivista, “Horizon”. Ma dietro il suo umore insofferente si celava uno scrittore clandestino, a cui Connolly permise una sola sortita, sotto lo pseudonimo Palinuro. Scritto a Londra durante la guerra, il romanzo è una mappa della sensibilità di un “egotista moderno” (V.S. Pritchett); è un autoritratto segreto, uno di quei testi dove si addensano i veleni dell’esperienza. Ciò che attira irresistibilmente Connolly verso la figura di Palinuro, l’infelice nocchiero di Enea i cui Mani devono essere placati, è “quel nocciolo di malinconia e di senso di colpa che dal di dentro ci distrugge”.
“La tomba inquieta” (gran bel titolo!) è una raccolta di stralci poetici-filosofici assemblati dall’autore Cyril Vernon Connolly, in arte Palinuro, nei primi del ‘900. è quindi una sorta di diario, sofferto, sofferente, anche cinico. Il titolo deriva da una vecchia ballata anglo-scozzese, ma Palinuro era principalmente attratto dalla cultura classica, celebrata da numerosi riferimenti mitologici ed elegiaci. l’unico difetto di questo libro,(lo trovate edito dall’Adelphi) è che, per volontà del autore, i numerosi passi in francese non sono tradotti, quindi se non conoscete il francese, diventa arduo capirlo…
Nel libro, vi sono raccolti i pensieri filosofici dell’autore, oltre che interessanti rimandi ad altri autori, come Saint Beuve, Chamfort e Miller. “Talvolta di notte mi assale un senso di claustrofobia,mi sento soffocare dalla mia stessa personalità,asfissiare per il semplice fatto di essere al mondo”
“Solo evitando l’inizio delle cose, possiamo sfuggire alla loro fine”
e frammenti di poesie dello stesso Palinuro: “Ciuffi di giunchi, acqua salmastra…vortici di onde e spirali di vento..lei di gemmea bellezza triste e gravei nostri giorni furono funestati dalle tombe dei Lemuri su spiagge remote essi giacciono” Un libro forse non fondamentale, ma interessante.