Il 19 maggio 1845, l’Erebus e la Terror, due velieri agli ordini di Sir John Franklin e di Francis Crozier, salpano dall’Inghilterra alla ricerca del leggendario Passaggio a Nordovest. Rimaste intrappolate nei ghiacci, diventeranno l’unica protezione degli oltre cento marinai non solo contro il gelo artico, ma anche contro un’immonda e apparentemente immortale creatura carnivora.
Se ci si dovesse affidare al titolo italiano, si proverebbe un certo nervosismo nello scoprire che l’Erebus non scompare mai, almeno non nel modo che lascia intendere l’ignobile italianizzazione di “The terror”, titolo originale che racchiude in maniera tanto semplice quanto esemplare tutti gli argomenti trattati nel romanzo. Per fortuna, questa è l’unica pecca di un volume mastodontico che, per una volta tanto, si presenta splendidamente anche nella versione italiana, e non tagliato e ricucito come gli sbarchi italici degli ultimi lavori di Dan Simmons. Forse il prezzo, nella sua rotondità, potrebbe spaventare un po’ (e sicuramente la mother tenebrarum Mondadori avrebbe potuto essere più benevola), ma acquistare “La scomparsa dell’Erebus” (che titolo orribile: mi nascono herpes e disfunzioni organiche ogni volta che lo scrivo) è uno dei modi migliori per spendere venti euro.
Luca “Satanik” Rizzo