Mulholland Drive è un film di genere drammatico, thriller della durata di 145 min. diretto da David Lynch e interpretato da Naomi Watts, Laura Harring, Justin Theroux, Ann Miller, Chad Everett, Robert Forster, Wayne Grace.
Prodotto nel 2001 in Francia, USA.
Mulholland Drive nasce da un’ idea di David Lynch per una serie tv, sul seguito del successo di Twin Peaks. Dopo la realizzazione di un episodio pilota, il progetto viene interrotto a causa del contenuto, considerato poco soddisfacente dall’emittente tv. Nel 2001, finanziato da Canal plus, Lynch realizza un lungometraggio con un’estensione della trama iniziale e delle scene precedentemente girate; il film gli varrà la palma d’oro per la migliore regia al Festival di Cannes e sarà considerato dalla critica un capolavoro. Contributo essenziale alla riuscita del film è la colonna sonora originale di Angelo Badalamenti, storico collaboratore di Lynch, che compare nel film con un cinico cameo.
Mulholland Drive è un film affascinante e magnetico che si allontana dalle pellicole visionarie e da incubo precedentemente realizzate da Lynch, spostandosi su un piano psicologico più complesso ed enigmatico. Marchiato dalle inconfondibili scelte stilistiche di Lynch, esplora la complessità della personalità della protagonista attraverso interrogativi irrisolti che generano un totale disorientamento in chi guarda il film.Un labirinto di avvenimenti, personaggi, ambienti ed indizi, porta lo spettatore in uno spazio oscuro nel quale le percezioni sensoriali si confondono con la lucida razionalità. Chi guarda il film per la prima volta non può non rimanerne catturato e disorientato dalla totale perdita di coordinate.
La trama, apparentemente alla deriva, ci porta in una Los Angeles finta e patinata nella quale una donna ha avuto un incidente automobilistico ed ha perso la memoria. Alla ricerca di se stessa incontra una giovane attrice, arrivata ad Hollywood nella speranza di diventare famosa. Le due donne si incamminano per una strada perduta, contorta e irreale, affollata da registi dominati da corrotti produttori cinematografici, polizia e malviventi sulle tracce di una donna scomparsa, uomini distrutti dai loro incubi, un corpo di donna in decomposizione, una scatola ed una chiave blu ed un club notturno, rifugio per anime inquiete. Nel momento in cui la donna sta per avvicinarsi alla sua identità il film sprofonda in una dimensione da incubo, angosciante, spietata e grigia in cui ritroviamo gli stessi personaggi con storie e vissuti differenti, ugualmente ed enigmaticamente legati tra loro.
L’arrivo delle due donne nel Club Silencio rimane un momento fondamentale del film nel quale lo spettatore si confronta con l’illusione. Nel surreale cabaret proposto dal club una donna canta una versione in spagnolo di “Crying” di Roy Orbison. Prima ancora che la canzone finisca, la cantante perde i sensi e sviene sul palco… la canzone continuerà a suonare (o il pubblico continuerà a sentirla).
Istanti dopo la chiave blu aprirà una scatola dentro la quale la rappresentazione scenica capovolgerà finzione e realtà.
Il film, in bilico tra dimensione onirica e realtà cruda e ossessionata dagli incubi, conduce inevitabilmente alla disperazione e all’illusione, illusione dalla quale lo spettatore non riuscirà a liberarsi facilmente. Chiunque guardi Mulholland Drive per la prima volta non può non sentirsi catturato dall’enigma e dalla necessità di trovare una logica, ma al tempo stesso si sentirà perduto, disorientato da spazio e tempo narrativi poco coerenti, da una realtà che si rincorre con la finzione, e da un cinema vuoto e illusorio. Alla fine del film, proprio come Rita e Diane nel Club Silencio, continueremo ad ascoltare la registrazione nonostante la cantante abbia da tempo smesso di cantare.