Il film inizia con una citazione di Camus And never have I felt so deeply at one and the same time so detached from myself and so present in the world, tradotto in “non mi sono mai sentito allo stesso tempo così distaccato da me stesso e così presente nella realtà”.
La storia si svolge in tre settimane in un liceo statunitense di una delle tante aree periferiche degli Stati Uniti in progressivo degrado culturale e sociale prima che economico: adolescenti violenti e senza speranza predestinati al fallimento e all’emarginazione sociale sono la scoria prodotta da una società in cui i genitori hanno perso cognizione del pur minimo senso della vita.
Il protagonista Henry Barthes è un insegnante supplente prigioniero del suo passato di bambino che ha subito il suicidio della madre rimasta sola a crescerlo. Henry si prende cura del nonno con cui è cresciuto dopo il suicidio della madre, il quale, in seguito a quell’evento, ha perso il senno.
Durante lo svolgimento del film emerge un fatto inconfessabile: la madre si è suicidata a causa del male di esistere originato da una violenza subita dal padre da bambina. Questa colpa angustia il nonno senza più memoria, ma con la consapevolezza interiore di essere causa del male della figlia.
Nella classe di Henry vi è, tra gli altri, una alunna – Meredith – dotata di una notevole sensibilità artistica (è appassionata di fotografia) ma disperata per via delle umiliazioni subite dai compagni e da suo padre riguardo alla sua obesità e alla sua passione. Meredith, in un tentativo di comunicare il proprio dispiacere e le proprie difficoltà a Henry gli dedica una fotografia che lo ritrae senza volto in una classe vuota.
In altri termini la fotografia ritrae Henry in una non classe come una non persona. Meredith, dopo essere respinta anche dall’unica persona che lei reputa in grado di capirla, si suicida. Henry a quel punto capisce che la sua vita da “distaccato” è non vita e dopo un fortissimo travaglio interiore decide di cambiare andando a trovare la bambina prostituta (Erica) che gli si era legata ma dalla quale lui aveva deciso di “distaccarsi”.
A volte non serve urlare per evidenziare il malessere della società moderna. Questo film, con la sua malinconia e i suoi sussurri, ce lo insegna in maniera eccelsa; l’ambientazione all’interno di un istituto scolastico è solo un pretesto per darci una lezione si, ma di vita. Un film drammatico, pessimista, cupo all’ennesima potenza, ma tanto reale da far male. Protagonista è un grande Adrien Brody. Vi avviso: lascerà tanto amaro in bocca, ma perdersi questa perla del cinema contemporaneo è un delitto.