Altro capisaldo dark, dei F.O.T.N. , è un ascolto obbligato se volete calarvi nel Dark Ottantiano.
L’intro è cupo e scheletrico e anticipa le bellissime atmosfere dark rock del cd: “Slowkill”con la voce piena di pathos e liturgica, il basso costante, le chitarre sciolte e malinconiche, è il manifesto musicale estetico dei F.O.T.N. ; “Laura II” è un altro classico dei F.O.T.N. , selvaggio e frenetico.La voce è incalzante, la sezione ritmica scattante e scandita.
Il sound del gruppo è particolare, molto ben equilibrato tra parti rock selvagge e altre più cupe e liquide;le vocals sono spesso aggressive e “latranti”.
“Preacher man”, altro famosissimo inno, accattivante e trascinante, con la voce tombale e un refrain azzeccato, la rende quasi una macabra song “dark country”!
“Volcane” riprende le atmosfere di “Slowkill”: basso e chitarra si amalgano a vicenda e nel break centrale è dato rilievo alla voce, sempre molto “lirica”e “abbattuta”.
Con l’orecchio attuale, già si riconoscono i riff che saranno “saccheggiati” dai gruppi gothic rock moderni.
“Let for the insane” è una ballata oscura, fredda e cadenzata, narrata da una voce tormentata e sibilante.La song si chiude con un angosciante canto infantile.
“Secrets” è un’altra F.O.T.N.-hit, dove viene ripresa l’atmosfera trascinante di “Preacher man”.
“Dust” e “Reanimator” sono molto rock, più classiche e meno cupe.
“Power” è un altra hit accattivante, indomata e selvaggia e “The Tower” è una ballata funerea con le note di sax che aggiungono a questa song un’atmosfera straniante e metafisica.
“Dawnrazor”, gioiello sonoro del cd, è cupa, vibrante, quasi sacrale.Ottimo esempio di darksong con chitarre liquide, basso permanente, batteria scandita e voce avvolgente.
Voto: 9
Lunaria
Darkwave
1987
Fields of the Nephilim