Partiamo dal nome . New Division che sicuramente a molti di voi farà storcere il naso. Il nome che a molti potrebbe sembrare un assurdo frullato tra Joy Division e New Order in realtà , ve lo dico subito , non ci azzecca molto con la musica che , credetemi , resta davvero alla larga da stupidi rimandi ed inutili cloni.
Sicuramente la musica contenuta in queste dieci ombre si avvicina a quella espressa dai mostri sacri sopra citati ma bisogna comunque evidenziare che il gruppetto californiano in questione ci sa fare eccome , iniettando in questo magic box tutte quelle sonorità così care ai nostri demonietti ed alla nostra oscura anima , ovvero quelle dei primissimi anni ottanta , sfoderando dieci pezzi che , si lo dico forte , fanno tranquillamente gridare al miracolo.
A dire il vero la musica a primo ascolto si avvicina un po’ più a quella elettronica-wave degli OMD ed appunto a quella espressa dai New Order che a quella criptica-claustrofobica espressa dai Joy Division complice anche una certa bravura nel far coesistere elementi cupi con elementi più sognanti , rasenti la malinconia . rasenti la spensieratezza che in un batter d’occhio tornano nell’oblio grazie a opache linee di basso e soprattutto grazie ad un’atmosfera semplice almeno quanto assurda.
Semplice. Mettete a fuoco questo termine. Semplice. Sicuramente potrebbe essere la chiave per capirci qualcosa di questo gruppo sconosciuto che viene da lontano. Un gruppo di ventenni che non hanno mai vissuto gli anni ottanta conosciutosi per caso all’università e che forse sono cresciuti come noi facendosi le “seghe” sopra Unknown Pleasure o davanti ad un vinile di Movement trovato per caso dentro un mercato a caso . In fin dei conti spesso è proprio il caso o il semplice a disegnare mondi che non esistono a far nascere emozioni dal nulla , dal niente.
Shadows è un album semplice , autoprodotto , sofferto , puro, Uno di quegli album ai quali giureresti amore aterno , uno di quei mondi musicali dove ti rifugi quando il mondo ti fa male , quando il sociale ti espelle o ti infetta. Tracce come Opium , Munich ti possiedono l’anima , dolcemente ed inesorabilmente, lasciandoti nel sogno che cambia i connotati proprio nel finire , si rigenera e si sospende come nel caso del finale della canzone della prima traccia , incredibile almeno quanto bello il gioco di tastiere ed elettronica dove lo spazio perde il tempo ed il tempo non è più signore del tuo mondo.
Incantevole True Lies , della quale troverete nel tubo anche il video ufficiale. Forse la traccia è davvero il simbolo della musica di questi quattro ragazzacci , malinconia e speranza si tendono la mano , se la tengono forte , si stringono così forte da unirsi in un unico corpo musicale sedotto dalle onnipresenti tastiere e dalla voce del frontman al quale vanno i miei complimenti per la sua performance e per la sua originalità.
Un disco da prendere , da vivere un mondo nel quale è possibile morire ma allo stesso tempo è possibile rinascere .