Nei turbolenti e ricchi anni novanta c’era un gruppo che faceva sognare quella nicchia di persone amanti dell’elettronica. Quel gruppo produsse una canzone che in poco tempo si tramutò in una vera e propria fenomenologia ottantina . Stiamo parlando dei Soerba e della loro sempre verde i’m happy.
La loro musica è divenuta in poco tempo imprescindibile per chi voglia cogliere al meglio le sfumature più raffinate della contaminazione new wave italiana. La loro coerenza , nonostante una partecipazione ad un San Remo di molti anni fa , e la loro voglia di non convenzionale ha allontanato in breve tempo gli avvoltoi commerciali , che di sicuro non hanno ben digerito la forsennata resistenza musicale dei Soerba a vantaggio di un sound sempre più elettronico , di ampio respiro wave , lontano dalle attenzioni del pubblico , soprattutto quello italiano che erano già rivolte altrove.
Luca Urbani , mente eclettica e geniale del duo italiano , dopo l’esperienza Soerba , dopo una grande vacuità di collaborazioni con il panorama musicale italiano e dopo la parentesi Zerouno , intraprende una carriera da solista che inizia con Electrodomestico e giunge a questo nuovo Catodico Praticante. Il titolo , geniale ed arguto , si riferisce alla visione della vita reale attraverso la televisione ed anticipa quel che sarà il suo contenuto , un’opera satirica – moralistica dell’attuale lobotomizzata società. Non solo musica dunque ma anche liriche che sfociano in pensieri e riflessioni in grado di amplificare l’esplosione emotiva che caratterizza tutto il platter.
Musicalmente parlando l’album racchiude in sé suoni , intrecci e soluzioni che esprimono tutta la personalità dell’autore : un’opera elettronica fortemente intimista. Luca non perde tempo nelle sperimentazioni mescolando impressioni , atmosfere ed emozioni che non ripudiano il suo passato anzi lo rinfrescano e lo lustrano maggiormente , grazie ad un’elettronica fenomenale sospesa tra influenze rigorosamente eighties e pop nostalgico. Il suo sound rispecchia la narcisa malinconia che si specchia nei vaporosi ricordi dell’italian wave 80 ( Garbo, Faust’o) coniugandolo con quello più recente ma di sicuro impatto ( Bluvertigo,Battiato).
L’ascolto è fluido grazie alla fruibilità della sua elettronica che spazia tra ritmi dai respiri estemporanei vicini a quelli dei Depeche Mode , in Bruciare, e quelli più criptici densi di una noia quasi estetica ed una scintillante apatia come in Sono Felice. Il gusto e la sensibilità mettono in evidenza la capacità espressiva di Urbani che in Chissà Mai , video tra l’altro girato in un inedito Garbo in cabina di regia , raggiunge il suo apice emozionale fra partiture di tastiere cadenzate con grande tatto e battiti sottili , mattutini , dai colori pastello.
Gli estatici synth e le chirurgiche iniezioni elettroniche lancinanti presenti in questo catodico praticante lasciano spazio anche a riff di chitarre dolenti ed al genio di Hellzapop ,aka Davide Cappelletti, dal
Un cd dal tatto leggero ed emozionale che squarcia il presente creando facilmente un gate per il passato. Inquieto e doloroso a tal punto da sembrare statico e glaciale. E’ con grande piacere parlare di Urbani e di artisti come lui in grado di rimanere praticamente intatti nonostante il tempo che fugge , che muta e che dimentica. Da sempre al di fuori dal mondo , da sempre al di fuori dall’Italia modaiola , da sempre in grado di creare musica nostalgica , pura e pulita.
Angel
Soerba – Catodico Praticante
Luca Urbani / Soerba
Angel– 2011
