Oniric: interessante band italiana, dedita ad una sorta di Folk/Cabaret macabro e oscuro – si senta Found love in a pain(t) (you make me feel), echeggiante il Sopor Aeternus “menestrello”-, molto atmosferico, spesso dotato di un humour nero o di mood retrò (Sensazioni, Little James, due song dalle influenze “funebri/liscio” -incredibilmente riuscito!- o 12Lune, molto “radiofonico primi anni del ‘900”). Tutto suona molto circense e deliziosamente melodrammatico, un connubio tra il Neo Folk per certe sfumature cantautoriali, (Suggestions don’t cost a penny, brevissima song) e un attitudine tra il Cabaret e lo Spleen, tanto che la band sembra quasi ispirarsi ai film muti, e ce li si figura volentieri in pose teatrali e recitanti, avvolti in atmosfere fumose e dai toni seppia o in bianco e nero. In Beyond the Others, i Nostri Carlo De Filippo e Gianpiero “GianVigo” Timbro, musicano una sorta di ballata liquida che spezza notevolmente il mood delle track precedenti. Come detto, il paragone più prossimo mi viene con Sopor Aeternus, (si senta My Oniric war machine, una sarabanda dark circense o Tomorrow the sorrow, condita con un bel carillon finale! o Nirvana you make me sick, una delle track migliori, per gli effetti vocali, ora recitati, ora languidi, ora come rantoli, e tutta la chiusa finale, molto neoclassica, con tanto da atmosfera “alla Notturni di Chopin”, -che si ripete anche nella funebre Requiem for a soldier– impreziosita dalla belle vocals femminili angeliche di Simona Giusti) anche se c’è da dire che la band ha una notevole vena personale, eclettica e “osa osare”, oltre alla produzione e al songwriting e alle vocals, che suonano molto professionali e mature. (questo è solo il secondo cd, tra parentesi). Stupisce questa maturità artistica. Una band stuzzicante: difficile non farsi catturare da una track come My Oniric war machine, eclettica e ben orchestrata nel suo fascino tra il circense e l’oscuro.
Ascolto consigliato, specialmente se si è alla ricerca di qualcosa al di là dai soliti schemi da clichè compositivo. Gli Oniric osano osare, cucinando un Neo Folk cabarettistico e a tratti transilvano (Macabre History, quasi una colonna sonora per un film della Hammer, lussuosa nella sua compiacenza sepolcrale!), un Neo Folk particolare e non “cosa di tutti i giorni”. La personalità artistica, saper osare (senza risultare caotici e “macedoniosi”) è qualità rara, e i Nostri sanno sfoderare bene le loro armi.