“Mitternacht- The dark night of the soul” è il dodicesimo album del progetto musicale SOPOR AETERNUS & THE ENSEMBLE OF SHADOWS, pubblicato lo scorso settembre. Dietro questo lungo nome si cela unicamente la figura di Anna Varney Cantodea, trans gender tedesco musicalmente attivo da ormai quasi 20 anni. Anna è un personaggio indubbiamente discusso, attorno al quale si è creato nel tempo un grande alone di mistero alimentato, per altro, da una estrema reticenza sia nel concedere interviste che presenza scenica. Ovviamente la presentazione di questa affascinante creatura è d’obbligo, anche se potrebbe risultare superflua per i cultori e seguaci dei generi gothrock, darkwave e neofolk. Ma, probabilmente, è anche estremamente riduttivo etichettare le produzioni di Sopor Aeternus: esse non sono il prodotto di una cultura goth elitaria, pacchiana, basata su luoghi comuni da dare in pasto ai media e alla commercializzazione del prodotto. C’è molto di più: unicità, indipendenza, irrealtà, nella sottile linea che fa del personaggio la sua musica e viceversa.
Ormai Anna ci ha abituati a produzioni con cadenza annuale, aspetto che non può lasciarci indifferenti, data l’intrinseca necessità di dare costantemente voce alle ombre ed ai fantasmi che popolano il suo mondo interiore.
Mitternacht (letteralmente mezzanotte) è un album ben strutturato, di elevata qualità, anche se forse non regge totalmente il confronto con opere del passato, pensiamo a “Dead Lovers’ Sarabanda” (1999) o a “Have you seen this ghost” (2011), apice stilistico. Pur tuttavia si impone maestosamente riprendendo quel gran filo conduttore dettato dall’oscurità, da suoni terribili e tristi che rappresentano la sua poesia e la sua arte. Atmosfere soffocanti, brani tra loro più similari che in altre precedenti produzioni. Si tratta di un lavoro fortemente introspettivo che affascina e trasporta l’ascoltatore, la voce è incostante, i toni dimessi. Non c’è chiasso. Ad ogni ascolto dei singoli brani sembra di avere di fronte un antico carillon dalle note delicate e romanzate che trascina in dimensioni oniriche e vagamente fantastiche.
Mitternacht non è estraneo a quelle influenze costanti nei lavoro di Sopor Aeternus: caratteristico uso di fiati ed ottoni, quartetti d’arco. Il brano “Under his light” è, di fatti, un chiaro esempio di suoni, per così dire, medievaleggianti e quanto modo anacronistici. Più dinamicità in “Its just my sadness” ed in “You cannot make him love you”, dal ritmo più inquieto ed incalzante. Non mancano, poi, le cover, alle quali Anna sembra essere affezionata. Una su tutte “Bang bang” (successo scritto da Sonny Bono nel 1966 e interpretato, tra i tanti, da Nancy Sinatra), cover assolutamente ben riuscita, per nulla scontata, fedele all’intera linea dell’album.
Questo nuovo lavoro funziona in toto, sebbene possa sembrare più vicino ad un “ascolto normale” piuttosto che a folli urla a cui l’artista ci ha abituati nel corso degli anni.
Attendiamo fiduciosi il 2015 per il consueto appuntamento annuale al quale Sopor Aeternus, sicuramente, non mancherà con la realizzazione di un tredicesimo potenziale album!
Sopor Aeternus & The Ensemble of Shadows – Mitternacht