Ottima band italiana con carisma e personalità, gli Avant-Garde hanno accettato di parlare con noi del loro mondo e della loro particolare visione lirica/artistica.
Attualmente sono distribuiti dalla Manic Depression Rec, che li sta facendo conoscere anche all’estero…
1) Ciao, presentatevi ai nostri lettori!
Ciao lettori di Darkitalia! Siamo gli Avant-Garde, dark wave band di Roma, oggi composta da 4 elementi: Alessio (voce e chitarra) Alessandro (basso) Viviana (synth) e Valentina (batteria). Per saperne di più, continuate a leggere questa intervista…
2) Sarei curiosa di sapere perché avete scelto “Avant-Garde” come monicker. è un termine che si usa spesso per identificare una cosa che va al di là delle etichette convenzionali, o spesso, delle aspettative più diffuse.
Alessio: “L’Avant-Garde” era il titolo di una rivista anarchica francese di metà ‘800. Scelsi questo nome proprio per una questione politica e storica. E’ capitato che qualcuno pensasse (e scrivesse) che fosse una nostra auto proclamazione di “originalità”; negli anni 90 molte band della scena goth erano orientate su modelli ai quali noi, cantando in italiano e con un sound più scarno e minimale, non ci ispiravamo. Eravamo però ben riconducibili al suono dark anni 80, quello dei Cure e dei Diaframma pre-Siberia, quindi la nostra idea di “avanguardia” non riguardava assolutamente la musica o i suoni che stavamo producendo.
3) Potete riepilogarci la vostra biografia?
Alessio: Il primo nucleo del gruppo nasce nel 1994, come duo (voce/chitarra, basso e drum-machine).
Tra il 1994 e il 2000, si sono avvicendati 3 bassisti. Dopo tre demo, nel 1999 abbiamo avuto il vero debutto discografico con la pubblicazione di un 12” EP omonimo limitato a 300 copie.
Dal 2000 al 2003 di fatto la band non è più esistita in quanto mi sono dedicato a altri progetti.
Ho ripreso le attività come solista alla fine del 2003 e nel 2004 ho realizzato “Cyanure”, il primo album a nome Avant-Garde. Proprio in concomitanza dell’uscita del disco è arrivato Alessandro al basso e dal quel momento abbiamo ripreso un’attività di gruppo vera e propria, incentrata soprattutto sui live.
Proprio per avere un migliore impatto sonoro e scenico dal vivo, decidemmo di introdurre una seconda chitarra. Si unì a noi per un breve periodo Gianmarco Bellumori, sostituito poi da Antonio “Severance”.
Con questa formazione abbiamo realizzato “D’inverno EP” nel 2007 e l’album “Iron in Flesh” nel 2008, pubblicato dalla In The Night Time. Nel 2009, per una serie di problemi personali ho deciso di fermare la band. Abbiamo ripreso alla fine del 2010 con un importante cambio di formazione; Viviana al synth, che andava a sostituire la seconda chitarra, permettendoci di esplorare soluzioni sonore per noi del tutto nuove.
Dopo una serie di live in giro per l’Italia e l’Europa, abbiamo iniziato a registrare il nostro terzo album in studio, “Antitesi”, stavolta però con un vero batterista (di nuovo il nostro amico Gianmarco Bellumori), pubblicato poi nell’aprile del 2013 per l’etichetta francese Manic Depression Records.
A settembre del 2013 Valentina si è unita a noi in maniera stabile alla batteria. Nel 2014 per celebrare i 20 anni del gruppo, è uscita una ristampa del nostro primo EP, stavolta intitolato “94.14”, e nel 2015 Swiss Dark Nights e Manic Depression hanno dato alle stampe “Il Buio Su Roma”, il nostro primo CD live ufficiale.
4) Due cose colpiscono subito di voi: la scelta di cantare in italiano e la dedizione totale che portate all’essenza primordiale della musica Dark Wave: atmosfere nebbiose e liquide, spesso dai tratti pulsanti e torbidi, se non morbose e ossessive (“Mare di Silenzio”, “Epoque”), quell’aria tipica di “fantasmitudine” che emerge dagli echi, dalle chitarre liquefatte…
Sembra un vero e proprio manifesto di vita, di passione, più che una semplice scelta di suonare “semplicemente”; si percepisce proprio una forte attitudine mentale ancor prima che musicale. In generale, la musica ha spesso valenza catartica. è così anche per voi?
Alessio: Decisamente sì. Soprattutto “Antitesi” che è il risultato di anni decisamente difficili e sofferti.
Al termine delle registrazioni eravamo letteralmente svuotati di tutto quanto avevamo dentro…
Scegliere di cantare in italiano è proprio per poter esprimere al meglio un’idea, un concetto o un sentimento. Inoltre è un bellissimo idioma. Sicuramente potrà averci penalizzato da un punto di vista “commerciale”, ma ce ne importa il giusto.
Musicalmente parlando, decisi di formare il gruppo perché volevo semplicemente suonare dark-wave e nient’altro, utilizzando chitarre molto effettate per far sì che la musica sembrasse sospesa in una bruma…
5) Non mi pare che abbiate fatto uscire video ufficiali a parte il video live di “Fra i ruderi”; pensate di realizzarne qualcuno che sia più simile ad un piccolo film, e se sì, che genere di ambientazione o storia girereste? Ora avete un’etichetta, la Manic Depression Rec, chi vi sta promuovendo: siete stati ospitati su “Bipolar Sounds vol. 2”, che raccoglieva oltre a voi (col pezzo “Epoque”) anche Gitane Demone, Cemetary Girlz e Joy Disaster…
Forse con questa etichetta diventa più facile avere più risorse rispetto a quando si è debuttanti al primo demo…
Alessio: Ti confesso che ci stiamo pensando già da un po’.
Effettivamente “Epoque” e “Livido Livore” sono brani che si presterebbero bene alla realizzazione di un video clip, e qualche idea per la seconda l’avevamo avuta.
Allo stesso tempo ci frena il fatto di doverci affidare a qualcuno del settore, che potrebbe non conoscere sufficientemente la band, la nostra musica e la nostra personalità.
In poche parole, temiamo possa venire fuori qualcosa di preconfezionato e poco attinente, con il rischio di rendersene conto solo alla fine (un po’ quello che successe ai Cure con il video “Charlotte Sometimes” :-D)
Ad ogni modo, con un’etichetta alle spalle sarebbe più semplice la divulgazione, questo sì, e proprio questo potrebbe convincerci a fare questa esperienza.
Viviana: per quanto mi riguarda, più che un video che abbia una trama, mi piacerebbe ispirarmi al cinema cubista, nel quale una serie di azioni si ripetono continuamente seguendo il ritmo e dando vita ad una musicalità visiva che potrebbe essere interessante.
Alessandro: Oppure un video ispirato all’impressionismo tedesco…
6) Mi soffermerei anche a descrivere i testi… Traete ispirazione dalle vostre vicende personali, come lascia intendere “Epoque” (che poi, in effetti, era il pezzo migliore della compilation della Manic Depression…) o da quali altre fonti letterarie/artistiche amate attingere?
Alessio: Ah, grazie mille! Siamo lusingati…
Per la stesura dei testi non seguo una regola fissa. Spesso sono istintivi e scritti di getto, altre volte richiedono molto tempo prima di arrivare alla stesura definitiva.
Anche le tematiche possono cambiare in base a mille fattori diversi che poi, dopo tempo, magari neanche ricordo più.
Sicuramente “Antitesi”, sia per i testi che per le musiche, è il risultato delle nostre vicissitudini personali, e le liriche sono espressione di paura, perdita, allontanamento…
In altri casi invece, un testo nasce dopo aver letto una notizia o aver visto un’opera d’arte; ad esempio “Inerme e Lontano” l’ho scritta pensando alla statua del Cristo velato, mentre alcuni testi di “Cyanure” risentono forse della passione per le opere di Alberto Burri (“Clessidre” e “Brucia”, ad esempio)
7) Per curiosità, quali band amate ascoltare e potendo scegliere, con chi vi esibireste? E se doveste dare una forma alla vostra musica, quale dipinto scegliereste?
Alessio: Sono ancora legatissimo ai classici del post-punk e della dark-wave (Joy Division, Cure, And Also the Trees, Sound, Sad Lovers and Giants, Dead Can Dance, ma anche Coil, Death in June, Miranda Sex Garden e la wave italiana in genere)
Dal vivo abbiamo praticamente suonato con tutti i gruppi che amiamo: i già citati And Also The Trees e Sad Lovers And Giants, e poi Red lorry Yellow Lorry, Chameleons, For Against, Cinema Strange…
Come detto prima, le nostre radici sono anche nella new wave italiana, e spero un giorno di dividere il palco con Federico Fiumani e Gianni Maroccolo.
Per rispondere invece alla bellissima domanda del dipinto, “Il ponte di Charing Cross” e “Il ponte di Waterloo” di Monet credo possano rendere bene l’idea.
Viviana: se un giorno avessi la possibilità di suonare con degli artisti che stimo e sento vicini a me, vorrei che fossero i Current 93, magari proponendo un set acustico, con sonorità più eteree e dilatate…
Per il dipinto, (grazie per questa bellissima domanda…) trovo che i dipinti della serie ‘light, time, silence’ di Keisuke Yamamoto trasmettano un senso di angosciante e misteriosa attesa, la stessa che avverto in alcuni nostri brani.
Valentina: mi piacerebbe aprire per i 2:54 o i Blouse. Personalmente vedo gli Avant-Garde come un quadro di Paul Klee.
Alessandro: Per la prima parte della domanda, Crystal Castles o Royksopp. “La notte stellata” di Van Gogh invece per il dipinto.
8) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!
Ringraziamenti di rito… a te e tutto lo staff di Darkitalia per l’interessamento e a chi ci ha dedicato il suo tempo leggendo queste righe… A presto!