Prima di iniziare la recensione vera e propria del disco in questione, mi sembra più che doveroso stendere alcuni cenni biografici sulla band che presento in questa sede: i Nadja.
Per i più attenti e nostalgici, questo monicker non suonerà affatto nuovo, infatti i Nostri si formano nella prima metà degli anni 80 e, assieme a tante altre band piu’ o meno conosciute, contribuirono alla nascita ed allo sviluppo della scena new wave Italiana.
Con sole 2 tape all’attivo (La Joie del 1984, ed EROS dell’anno seguente)la band attira l’attenzione di critica a pubblico grazie ad articoli e recensioni apparse su diverse testate e fanzine dell’epoca, oltre che a molte esibizioni live, spesso da spalla a band di spicco come ad esempio Virgin Prunes, Cocteau Twins, Everything but the girl.
Nel 1985, con l’entrata del cantante Maurizio Montemuri al posto di Osvaldo Lanata, il gruppo decide di evolversi musicalmente, e passa dal cantato in inglese a quello in italiano.
Nascono così i nuovi brani che la band, all’inizio del 1987, si accingeva a registrate in studio, ma qualcosa si rompe, e purtroppo, per una serie di sfortunate circostanze, i Nadja si sciogliono prima che le registrazioni vengano effettuate. Fortunatamente, queste nuove canzoni, vengono comunque registrate durante due concerti eseguiti all’epoca: un live con elettronica di studio (Teatro Astoria), ed un live show (Sala Dante); materiale mai stato prima rilasciato. Ed è proprio questo il contenuto di “FU”: la testimonianza, dopo più di 30 anni, di questo pugno di brani rimasti per troppo tempo impressi su una paio di audiocassette C46, ora riversati in digitale e coadiuvate da una confezione tanto semplice, quanto originale e d’impatto.
Vero e proprio materiale per collezionisti- solo 99 copie disponibili numerate a mano- il lavoro in questione mostra tutte le grandi potenzialità della band Ligure, che si avvicinava sempre più a quel “Nuovo rock Italiano” che proprio in quegli anni si stava sviluppando e concretizzando, regalandoci quei capolavori che tutti quanti conosciamo.
Musicalmente, infatti, i nostri non sono poi tanto lontani da ciò che band quali Diaframma, Underground Life e Viridanse proponevano all’epoca; una new wave contaminata da atmosfere dark, ma allo stesso tempo infarcita da una certa melodia tutta mediterranea, testi in italiano perlopiù ermetici ed introspettivi, intrisi di spleen e di poetica decadente. Alcune tracce, sono presenti sia nella loro veste incompleta, che in quella completa e ultimata (Distanze, Trame).
L’audio non è dei migliori, ovviamente; stiamo pur sempre parlando di registrazioni amatoriali e datate, estrapolate da nastri vecchi di 30 anni! Questo non deve essere per forza un punto a sfavore, anzi; tutto il fascino del vintage e del “nudo e crudo” farà sicuramente la gioia dei maniaci di tali prodotti.
Ora, la domanda che sorge spontanea è: si tratta solo di un’operazione nostalgica, oppure i Nadja, senza far troppo chiasso, si stanno preparando a ritornare sulle scene, magari con un nuovo album ed una serie di concerti?
Nell’attesa, noi ci gustiamo questo “nadja 87 (FU)“, piccolo gioiello da custodire gelosamente.
Nadja – nadja ’87 (FU)