Quattro delinquenti fuggono, dopo una rapina e uno scontro a fuoco con la polizia, da una Parigi devastata da sommosse sociali alla vigilia del voto elettorale. Finiscono per cacciarsi tra le grinfie di una famiglia di pazzi, comandata da un folle ex-nazista. Dal massacro finale si salveranno solo in due; ma verso quale futuro?
Come in tutta questa nuova corrente cinematografica dell’orrore francese il finale lascia un certo amaro in bocca; anche quando, come in questo caso, la parte retributiva della vicenda viene ampiamente risolta. Frontiera di una nazione ingrata e xenofoba e frontiere dell’umana sopportazione s’intersecano in questa rilettura di The Texas Chainsaw Massacre / Non aprite quella porta, 1974 di Tobe Hooper, concepita con intelligenza da Xavier Gens (il thriller Hitman, 2007); il quale invece, come regista, si abbandona a uno stile troppo patinato, da videoclip, e a inutili riprese con la camera a mano che rendono certe sequenze di quasi impossibile visione.
Se questa ricerca estetica appare il peggiore dei suoi difetti, il lavoro di Gens offre il meglio nei molti momenti di grafica violenza (grazie al contributo degli effettisti, fautori del delirio ematico di À l’intérieur, 2007 di Alexandre Bustillo e Julien Maury), disseminando atrocità varie a piene mani all’interno di un racconto chenon manca mai di essere teso e avvincente.
Ottimi gli interpreti, dalla mirabile Karine Testa (The Shadow, 2009 di Federico Zampaglione) fino al raggelante Jean-Pierre Jorris (L’amour braque, 1985 di Andrzej Zulawski), perfettamente calati in ruoli vissuti con grande intensità.
Alla fine il risultato è un discreto horror, con diversi momenti di efficace presa emotiva.
Frontiere(s) (2007 – Xavier Gens)