Der Noir è il moniker di una interessante band romana che conduce le proprie estensioni creative attraverso territori contaminati di Cold wave e Darkwave allo stato più sintetico del termine grazie a suoni elettronici puliti e pulsanti che emozionano nell’esposizione melodica dei brani. Con strumentazione fra il moderno e il vintage e qualità vocali adattissime al genere proposto riescono, grazie ad una spiccata vena compositiva e creativa, a proporre suoni e atmosfere malinconiche e sognanti pregne di quello spleen quasi necessario per i graditissimi “vincoli” che tale musica richiede.
A dead summer racchiude nove tracce che sottolineano l’essenza e l’essenzialità della band. Parte subito con la cupezza disarmante di Private Ceremony, ideale assaggio introduttivo di un contesto sonoro che sviluppa un crescendo emotivo che sfocia nelle atmosfere di Done, ritmata e sospesa fra le chitarre e l’ispiratissima voce di Manuele Frau. Gli incroci vocali della traccia sono un valore aggiunto che attualizzano e diversificano un iter compositivo spesso ossessivamente riproposto da molte band del genere. Lontano dalle rive riesce a non distrarre dall’ascolto a causa del cantato in Italiano che, anzi, aggiunge ed esalta le qualità interpretative del cantante.
Da questo punto i Der Noir premono l’acceleratore e trasformano un ottimo disco in un “sogno sonico” grazie all’alternarsi di tre perle quali Stranger’s Eye, Oblivion e Another Day che, in una sequenza perfetta, racchiudono tutto il talento e l’arte che i tre del gruppo traspongono in musica. E’ l’esaltazione dei synth e delle drum machine di Luciano Lamanna, dei bassi ora elettrici ora sintetici di Manuel Mazzenga e della voce superba e padrona dei tappeti sui quali si adagia.
Cosa vedo, altra traccia cantata in italiano, esalta e rappresenta al meglio la capacità della band di manifestare e trasmettere stati d’animo malinconici e oscuri mentre la title track Dead Summer riesce ad essere superba anche senza l’ausilio della melodia vocale. Si conclude con Clouds of ’86 altra splendida espressione artistica ispirata e trasmessa per viaggiare fra i battiti, le pulsazioni e le atmosfere pacate di una traccia che prende in carico e riassume quanto di bello si è ascoltato durante tutto il disco.
I Der Noir propongono al meglio la loro musica accarezzando i canoni standard del genere senza esagerare con forzature e sperimentazioni deleterie che spesso stravolgono negativamente uno stile, un modo di concepire e intendere le proprie fonti ispirative. Una manna dal cielo per chi ama “il nero” e le sue sfumature, avanti così!