Con una copertina onirica e sfuocata, inquietante, sui toni freddissimi e ghiacciati, questo duo francese chiamato Les Modules Etranges e formato nel 2007 da Azia (Vocals) e Jenn (guitars/programming), lascierebbe intendere fin da subito la direzione intrapresa: Dark Wave (per esempio, da sentire l’uggiosa Arya che funge da intro), in realtà poi il sound vira improvvisamente su toni Post Punk (You.Me.Intercourse) asincroni e diretti, sullo stile dei Teenage Jesus and The Jerks, anche se a tratti ricordano gli Inkubus Sukkubus/Cadra Ash, per una certa “tombalità” del suono (in effetti, pur essendo del 2007, questo cd suona registrato come un demo degli anni ’80, una tendenza seguita già da molte altre bands!) Misanthropy, per esempio, o Sub woman, “sporcati” da scorie “electro” (gran bei pezzi); l’aritmia è una certa vena pulsante vengono mantenute anche nella dissacrante Fire, Sick Tribe (impreziosita dai classici “ohoh” di sottofondo, molto alla Misfits) e Trapped (quest’ultima liquida come da tradizione).
A livello di stile vocale Azia rimanda soprattutto alla vocalità di Lydia Lunch (primo periodo): una voce fortemente interpretativa (non aspettatevi una Siouxsie però) spesso sfociante nell’improvvisazione sboccata tipica del Post Punk e in pura sperimentazione (Dweller on the Threshold).
Un altro nome che mi viene in mente sono i Kitchen and the Plastic Spoons, (per esempio in Surgery Girl, una vera e propria hit) oltre ai Bauhaus (ribadisco però che la band spesso “inquina”il tutto con derive Electro sperimentali come nell’intro di Brother Beware).
Ma c’è anche qualche pecca: un pezzo come Drawkwa è assolutamente indescrivibile: una sorta di calderone dove la band getta dentro un ritornello cantato prima con una vocetta pop e poi con una più “scream”, con delle sincopi/aritmie blippanti a condire il tutto….
ammetto che il primo effetto che suscitano è di forte cacofonia, anche se può darsi che questo modo di comporre possa avere i suoi estimatori (di fondo, comunque la band ha un approccio un pò schizofrenico alla musica, e si diverta a miscelare stili agli antipodi, anche se in genere il tutto suona “omogeneo”, a parte la citata Drawkwa …).
In No one is safe a prevalere è di nuovo la catalessi liquida (con samples di voci lontani) l’effetto è un pò alla Pornography dei Cure (proprio all’omonima ottava track) mentre Doublequick è il pezzo più “Inkubus Sukkubus-iano” di tutti, addolcito da frangenti liquidi. Anche Crimson Rabbit si inscrive in questa deriva, (sfido chiunque a crederlo un pezzo del 2012!) con bellissime chitarre liquide (se vogliamo, possiamo anche vederci l’influenza dei Corpus Delicti) e le vocals di Azia che come un funambolo, passa da uno stile più da “ossessa-spiritata” a uno più dolce e intimista.
Chiude il cd Drives (in collaborazione con Crimson Muddle) altra song che vira bruscamente tra una deriva liquida a una quasi “post punk jazz” (sentire per credere).
Band fortemente interessante, che se non altro ha “già un marchio di riconoscimento”: nota di merito.
Se li si ascolta una volta, difficilmente li si confonderà con altre band.
Per farsi un’idea dello stile proposto dalla band consiglio soprattutto Surgery Girl o Crimson Rabbit, tenendo presente però che pezzi come Drawkwa o Drives possono risultare indigesti: o li si ama o li si odia.
Citando la bio: “Aggressive and a bass, which comes up Cold and Dominating”