1) Â Ciao Davide e benvenuto sul nostro sito! Partiamo dalle presentazioni….e del significato del tuo nome d’arte, se vuoi svelarcelo…!
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Grazie a voi per l’interesse nel nostro progetto. Albireon è nato nell’estate 1998, dal mio bisogno di esprimere me stesso in musica e parole, dopo la fine di The Path, il gruppo doom/prog in cui avevo investito sette anni di vita e impegno. Albireon è la stella alpha della costellazione del Cigno, la croce che domina i cieli estivi nel nostro emisfero. Ho scelto questo nome perchà© nei giorni in cui il primo embrione del mio nuovo progetto musicale prendeva forma, Albireon era la stella che mi appariva pi๠bella e luminosa del cielo, quasi una nuova speranza di poter creare musica intima e personale. Carlo Baja Guarienti si è unito al progetto qualche mese dopo, mentre nel 2001 ho incontrato Stefano Romagnoli, che ha completato il nostro suono con i suoi suoni cupi e atmosferici. Dal vivo siamo anche stati spesso aiutati dalle percussioni di Lorenzo Borghi.
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2) Hai già alle spalle una lunga gavetta, e i tuoi lavori sono stati spesso top demo/album su :Ritual: ; ti va di esporre brevemente “il tuo curriculum”, parlandoci dei tuoi primi passi fino a quelli attuali?
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Abbiamo fino ad ora realizzato tre demo tapes, quattro album completi, un mcd, uno split 10†e abbiamo preso parte a oltre una decina di prestigiose compilation. Pur nella crisi totale di vendite e di attenzione in cui versa il mercato discografico, non posso che essere estremamente soddisfatto di quello che abbiamo pubblicato. Sono dischi impregnati di emozioni e vissuto e, pur essendo la creazione un atto estremamente personale e privato, è sempre una emozione fortissima scoprire di aver toccato in profondità la sensibilità di alcuni ascoltatori. Io ho iniziato sin da bambino a creare musica, frammenti di testi, suoni anche solo con oggetti o melodie su carillon o strumenti musicali rotti. Ho sempre sognato una musica “triste, fatta di tastiere e rumori†come scrivevo su un quaderno a otto anni. Ora, oltre trent’anni dopo, sto ancora perseguendo quel sogno. Sono un autodidatta e ho sempre imparato quello che mi serviva per realizzare le mie visioni, prima con il metal pi๠oscuro, le chitarre elettriche distorte e i suoni pesanti, poi la ricerca di un approccio pi๠cantautorale, l’uso della chitarra acustica, delle tastiere, dei suoni ambientali… Un suono forse pi๠lieve, ma teso alla ricerca emotiva. E questa ricerca, fortunatamente, continua.Â
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3) Prima di introdurre i tuoi nuovi progetti pi๠nello specifico, parliamo della copertina molto “Dark Cabaret” di “Mr Nightbird hates Blueberries”, un cd uscito nel 2010…. Chi è Mr Nightbird?Inoltre la dicitura in copertina dice: “A Dark comedy or a folk drama about drunks birds, mocking spider, empty bottles and lost souls” e… quell’orsetto è tuttaltro che un rassicurante “sweet teddy bear”!è forse una metafora della crudeltà che si cela anche nell’infanzia? O pi๠in generale, è cosଠche vedi la vita? Una “Dark Comedy o un Folk Drama”?
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Credo che “Mr.Nightbird hates blueberries†sia il disco pi๠importante realizzato fino ad ora da Albireon, sia per la intrinseca malinconica bellezza dei brani sia per il magnifico “cast†di artisti che hanno prestato la loro voce per dar vita a questa strana favola di dolore e redenzione. Mr. Nightbird è chiunque abbia offerto amore e devozione e abbia in cambio ricevuto tradimento e dolore. Qualcosa che è capitato a tutti prima o poi, ma che nel disco è trasfigurato in un racconto da ubriachi che si rendono ridicoli mescolando vino e lacrime, risate e pianto, raccontando la loro storia con un sottofondo musicale tra il neo folk, il dark cabaret e l’ambient. E’ l’amarezza stemperata in un sorriso triste da clown, nella risata folle del matto, nel grigiore dei postumi di una notte di bagordi. In questo, David E. Williams, Sonne Hagal, Die Weisse Rose, Lloyd James dei Naevus e Bard di Future Whirl/Oberon, sono stati perfetti compagni per condividere questa torta ai mirtilli…Già , gli odiati mirtilli, simbolo del tradimento su labbra scure, come quelle di un cadavere, il cadavere di un amore… La copertina di Massimo Romagnoli rispecchia l’ambivalenza dell’amore e della vita…Una ragazza seminuda ma spettrale, un pacioccoso orso da circo con i denti aguzzi. E per questo parlo di commedia e dramma…L’ambivalenza e la bipolarità sono alla base della storia di Mr. Nightbird e cosଠdoveva essere questo disco, con una notevole dose di humour grottesco e feroce autoironia! Doveroso anche sottolineare quanto sia stato importante il supporto di Old Europa Cafe per la realizzazione del pi๠“internazionale†dei nostri dischi.
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4) “Il volo insonne” è del 2005; Cos’è un “Volo insonne”?è un titolo fortemente esistenziale; d’istinto lo collegherei alla famosa frase “Il sonno della ragione partorisce mostri”… anche un “Volo insonne”, quindi per definizione, un riposo non sereno, visto come un volo della mente, che si distacca dal sè corporale, puಠportare a “partorire mostri”? E non mi riferisco unicamente al significato attuale della parola “mostri” ma al significato primigeno del termine, ovvero “prodigio”; Che ne pensi? E cosa simboleggia l’inquietante copertina?
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Non amo particolarmente spiegare nei dettagli i significati delle nostre opere. Questo perchà© c’è una fortissima radice inconscia in ciಠche scrivo e quindi non posso essere nemmeno sicuro di un significato che è irrazionale e che va colto per analogie e intuizione emotiva. Preferisco che sia la sensibilità unica e personale di ognuno a stabilire cosa significhino i nostri brani, anche se naturalmente un filo conduttore c’è. Si, hai colto nel segno, “Il volo insonne†è un viaggio inquieto tra i propri ricordi, visti velati e deformati attraverso cortine di pioggia. La memoria modella il passato e i nostri ricordi spesso sono ciಠche vogliamo che siano, piuttosto che i fatti reali. E sà¬, il sonno della ragione genera mostri, quando il fanatismo prende il sopravvento sull’umanità e sulla compassione. Non per niente, il disco contiene il brano “Teratogenesiâ€, il cui titolo dovrebbe spiegarsi da solo. La copertina rispecchia una visione alterata dei ricordi di infanzia, che non sono solo gioia e gioco, ma spesso anche inquietudine e angoscia.
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5)”Ballata delle rovine” è una NeoFolk song che fluttua appesantita sotto riverberi e fruscii “metallici e post-umani”; sembra evocare una sorta di canto, magari proprio dell’ultimo uomo sulla terra, che, tra amarezza e disillusione, si ferma a declamare non solo la propria esistenza, ma anche ciಠche esisteva prima delle rovine che ora osserva, “tristemente quieto”;questa idea, mi sorge anche ascoltando “Canto del Vento lontano”…Cos’è che ti affascina delle rovine? Mi verrebbe da riportare queste frasi di Aleksandr Herzen, tratte da “Dall’altra sponda” (1850):Â
“Non costruiamo noi, noi demoliamo, non annunciamo una nuova rivelazione, disperdiamo bensଠla vecchia menzogna” e “La vita dei popoli diventa un gioco vacuo, un modellare incessante con la sabbia, con le pietre, perchè poi tutto crolli nuovamente a terra, perchè gli uomini strisciando da sotto le macerie ricomincino da capo…ottenendo nel corso dei secoli, con lunga fatica, un nuovo crollo”
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Grazie per le tue parole: mi fanno ricordare quanto io sia ancora legato alle canzoni de “Il volo insonneâ€. “Ballata delle rovine†è legata a “Teratogenesiâ€â€¦ E’ una visione disincantata della storia umana come un susseguirsi di rovine, di crateri di bombe, di città devastate e vite disperse a causa della cecità dell’uomo, capace di muoversi solo attraverso il tatto e, attraverso le proprie dita insensibili, di distruggere vite, popoli e nazioni. “Canto del vento lontano†è la canzone con cui ancora oggi apriamo i concerti… E’ pura malinconia, è un collage di immagini di ricordi e sogni. Un brano piuttosto subsconscio, che amo profondamente e che riesce ad emozionarmi ogni volta che la suoniamo. Anche musicalmente è un pezzo che particolare, vagamente lo-fi, ma estremamente emotivo. La citazione inziale è tratta da un film che ho amato molto, “Brucio nel ventoâ€.
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6) Chi è “Li๔?
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Li๠è la persona a cui è dedicato il disco del 2008, uscito su Palace of Worms. L’intero album è una terapia sull’accettazione del dolore della perdita, ma anche una indagine emozionale sulla morte, sulla fragilità della carne, sulle complesse dinamiche della fine di una vita. “I passi di lià¹â€ è un disco che non è stato composto ma è stato “ricevutoâ€: è frutto di sessioni quasi casuali, in cui le nostre mani sono state guidate da una energia sconosciuta. E’ un disco in cui il neo folk o il cantautorato si sono dissolti in basi ambientali stirate, rumorose, cupe, grandissima atmosfera secondo me. E’ stata una esperienza estremamente dolorosa concepire un album simile, ma necessaria. Ad oggi trovo ancora difficile ascoltarlo, a riprova di quanto sia vero e sentito.
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7) In Italia abbiamo una forte scena NeoFolk/Cantautoriale e Neoclassic: Ashram, All my faith lost, Ataraxia, Camerata Mediolanense, Roma Amor, Muro del Canto, Lia Fail, Rosa Rubea, Hexperos, e “i paladini” Ain Soph…ti senti in qualche modo parte di questa scena o hai avuto modo di condividere con loro qualche festival o serata?
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Siamo grandi ammiratori delle bands italiane che suonano musica d’atmosfera e ci riteniamo fortunati a godere dell’amicizia e della stima di entità come Ataraxia (il nostro primo demo è stato registrato nel loro studio personale con l’aiuto di Vittorio e Francesca nel 1999), Camerata Mediolanense (che erano a vederci suonare a milano in gennaio), e All My Faith Lost, con cui abbiamo condiviso una bellissima serata a Ferrara nel 2007. Devo dire che tra le ultime cose uscite sono stato favorevolmente impressionato dai dischi di debutto di Gargamella e Verdiana Raw con cui abbiamo recentemente suonato a Firenze, e da quello dei Lia Fail. Tra le bands che non hai citato amiamo ascoltare anche Ianva e Tears Of Othila. In generale penso che il livello delle bands neo folk/ neoclassiche o marziali italiane sia eccellente e con pochi pari a livello internazionale, anche se non mi sembra esista una vera e propria “scena†con intenti e idee omogenee, il che non è necessariamente un male, anzi credo che a nessuno interessi avere un panorama composto da progetti tutti uguali. Mi sembra di poter dire che l’Italia ha interpretato il “modello†dei Death in June o dei Sol Invictus imprimendo caratteristiche originali che rendono le nostre bands interessanti e variegate.
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8)Leggo nella tua bio che hai supportato i Sonne Hagal… Cosa ricordi di questa esperienza? E con Ian Read di Fire+Ice? Hai anche suonato al First Folk Alert di Firenze di supporto a Rome e Naevus…Vuoi parlarci della collaborazione con David E. Williams per “Mr Nightbird…” e dei tuoi rapporti con la “Grey Area”…
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La “Grey Area†forse è un termine in disuso, ma che per me rappresenta ancora quel settore musicale che va dal post punk al drone ambient, passando per il neo folk e il rumorismo industriale. Ascolto varie cose, forse senza soffermarmi troppo a pensare in che settore ricade la musica che mi piace. Quella con Sonne Hagal è una amicizia che risale al 2004 e che si è consolidata attraverso il concerto del 2005, diverse collaborazioni e  che va ben oltre la musica. Oliver ha prestato la sua voce su “Somewhere far from heaven†da “Indaco ep†e “Portrait of a dusty night†e “Shrimpy among the stars†da “Mr.Nightbird hates blueberriesâ€. Insieme abbiamo poi pubblicato lo split 10†“Ahren†su Final Muzik in cui il nostro brano, “Spigheâ€, non è altro che la versione italiana del loro classico “Eismhadâ€, e abbiamo registrato un’altra cover dei SH, “Un cavallo senza nomeâ€, sulla compilation OEC 100. Della serata di Modena ricordo…il mio nervosismo! Era il primo concerto di Albireon ed eravamo un po’ tesi, ma poi la serata organizzata da La Rose Noire andಠbenissimo. In pi๠Oliver ci raggiunse sul palco per eseguire con noi “Ala di falena†e io mi unii ai SH per “Eishmad†e questo è sicuramente indimenticabile. Ian Read è uno dei miei eroi ed adoro la sua voce da sciamano. Averlo come ospite su “Awakening dance†da “Indaco ep†è stato un onore e ho anche avuto occasione di parlare con lui di argomenti piuttosto profondi. Il “First Folk Alert†è stato un festival estremamente riuscito, svolto al Siddharta di Prato nell’aprile 2008, forse uno dei concerti pi๠belli di Albireon insieme al Rise!Rise!Rise! Festival di quest’anno. Per quanto riguarda David, l’ho conosciuto nel 2007 quando siamo stati invitati a prendere parte al tributo pubblicato da Old Europa Cafe, per il quale abbiamo registrato la cover di “No fun anymoreâ€. Io credo che nel suo sarcasmo amaro e surreale sia assolutamente un grande. Sono andato a vederlo a Londra nel 2009 e mi ha invitato sul palco a cantare “Summer was’nt made for you and meâ€: alla mia osservazione che avevo una voce terribile a causa della laringite, mi ha risposto tranquillamente (e al microfono): “Ma tanto tu hai SEMPRE una voce terribile!â€. Un gran personaggio.
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9) Cos’è “il Sole Nero”? Lo intendi in senso esoterico, mistico, o che altro?
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Se provi a guardare il sole direttamente, dietro alla luce accecante vedrai tenebre. Un disco nero. Quello è il sole nero: è l’altro lato. Io amo profondamente la vita e cerco di viverla in pieno, senza dimenticare che dolore, angoscia, perdita e morte fanno parte della vita quanto gioia, felicità e speranza. Perchè faccio musica? Forse solo per esorcizzare questi demoni, per tenere a bada la mia paura di perdere tutto in un solo istante, conscio che tutto puಠfinire da un momento all’altro e certo che fingere che queste cose non esistano o non ci possano toccare non serve a nulla. Per questo a volte, guardo il sole con gli occhi ben aperti.
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10) Parlaci dell art-movie a cui hai lavorato con la collaborazione del pittore Massimo Romagnoli (che cura anche tutti gli art work del tuo progetto).
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E’ stato un progetto che accarezzavamo da parecchio tempo, quello di unire suoni e immagini. Massimo  è un pittore straordinario, con una grande affinità emotiva con la musica di Albireon. Quando abbiamo terminato le registrazioni de “I passi di lià¹â€ ci siamo resi conto di come si potesse fare l’esperimento di realizzare un film, per il quale era già stata creata la colonna sonora. Quindi esattamente l’inverso di quello che si fa di solito. Abbiamo quindi montato riprese, dipinti e animazioni di Massimo e Stefano Romagnoli, per quello che alla fine è un unico sogno o incubo in cui le immagini e le suggestioni si rincorrono come una sequenza onirica e immaginifica. Visionata l’opera, Palace Of Worms ha quindi deciso di pubblicare il disco in una preziosa edizione limitata di 100 esemplari contenenti il cd ed il dvd. Credo che oggi sia ancora possibile trovarne qualche copia presso la label o qualche distributore specializzato, ma voglio ribadire di quanto io mi senta soddisfatto per la bellezza e la cura dell’edizione speciale de “I passi di lià¹â€.
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11) A livello di sensibilità personale, sono principalmente tre i modi di interpretare il Folk: la riproposizione degli standard classici e della tradizione secolare, la rielaborazione moderna e d’avanguardia attraverso il “contagio” (come puಠessere anche in riferimento alla tua musica) con derive Dark Ambient, Marziali, Industrial, o manipolazioni Noise, o ancora, un approccio pi๠scanzonato al genere, arrivando nei casi estremi a band come i Korpiklaani che “buttano” tutta la tradizione Folk in contesti da “osteria della birra e sagra del paese”; ma per te cos’è il Folk e cosa ami ascoltare nel genere?
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Io sono originario di una vallata dell’alto Appennino Emiliano, per cui per forza di cose il Folk per me è prima di tutto rappresentato da quelle melodie senza tempo che sentivo cantare dai pastori o dai boscaioli delle montagne. C’è inoltre una straordinaria tradizione  di melodramma popolare in quei luoghi chiamata “Maggioâ€, del quale faccio parte e che ha influenzato tantissimo il mio modo di sentire. Io perಠnon ascolto musica per trovare ispirazione: Albireon è sicuramente influenzato da molteplici ascolti e non nego che ci siano artisti che mi hanno toccato profondamente come Fabrizio De Andrè, Paradise Lost, Fire&Ice, Ataraxia, Canaan, Sonne Hagal, Black Sabbath, Angelo Branduardi e molti altri, ma alla fine quando registro musica cerco di essere personale ed esprimere me stesso. Attenzione, ho detto personale cioè intimo, ma non mi interessa essere originale in senso lato, cosa peraltro piuttosto difficile al giorno d’oggi. Per quanto riguarda i Korpiklaani o i Finntroll, che non mi dispiacciono affatto, apprezzo queste forme di folk-metal per la loro energia, anche se gente come gli Skyclad faceva queste cose già una quindicina d’anni fa. Il folk? Per me il folk è quello della gente, che esprime le proprie gioie e i propri dolori tramandando canti dolci e strazianti e che in certe zone d’Italia, come l’Emilia, è qualcosa di ancora vivo e sentito. Se poi devo riferirmi a progetti musicali folk, La Piva dal Carner, Bonifica Emiliana Veneta, La Cià pa Rusa e Tendachent sono sicuramente tra i migliori in circolazione in Italia. Ovvio che anche il folklore irlandese, scandinavo e francese hanno un posto nel mio cuore con Loreena McKennitt, Clannad, Chieftains, Malicorne e molti altri.
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12) E ora parliamo dei nuovi progetti!
“Le fiabe dei ragni funamboli”, è previsto per fine 2012…. Anche qui, ritorna il personaggio del ragno, che già avevi citato in “Mr. NIghtbird hates blueberries”. A parte questa citazione, vuoi descrivere gli spunti, le tematiche, insomma, tutto ciಠche i tuoi fans (e chi magari lo diventerà proprio avvicinandosi a te per questa release) troveranno? Cosa dobbiamo aspettarci dall’ “Albireon-sound” ?
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Già , ancora i ragni. Stavolta perಠsono i ragni della mia infanzia, quelli che correvano sulle pareti della mia casa tra i monti e che a volte popolavano i miei sogni. Se tutto andrà bene sarà un doppio cd, suddiviso in “Fiabe di rugiada†(cantato in italiano) e “Fiabe di vento†(cantato in dialetto emiliano). E’ il primo cd del quale gestisco interamente la registrazione, mentre la masterizzazione è stata affidata a Mauro Berchi di Eibon Records. Sarà un disco estremamente denso e poetico, alcuni brani sono del 2006, altri sono recentissimi. Non posso ancora rivelare label e data di pubblicazione, ma spero che entro la fine del 2012 il disco sia fuori.
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13) Stai anche curando il progetto Ekra; rispetto al tuo gruppo principale, Ekra è pi๠devoto al Dark Ambient intimista ma “frozen” (per esempio l’uso che fai della voce in “The Walnuts still dream of me”); “Pills for an illy silly heart” è il titolo del cd. Vuoi svelarci nei dettagli questa tua nuova creatura? Partendo dal significato del monicker…e anche del titolo: cosa sono “le pillole per uno stupido cuore ammalato”?Da quello che ho potuto ascoltare, sembra che tu abbia disgregato la musica concreta in evaporazioni fluttuanti di fragili suoni eterei, sfuggenti, inconsistenti e che lasciano a pelle un forte senso di “gelo”; dopo Albireon, hai sentito il bisogno di esprimere anche questo tuo lato?
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Ekra è stato un progetto che dovevo assolutamente realizzare…Devo quindi ringraziare la Disques De Lapin e il pittore Fabrice Billard che hanno creduto a questo disco. Ekra è un lavoro minimale, freddo, istintivo e impressionista. Anche Albireon è un progetto subsconscio, ma in Albireon la ricerca formale successiva alla scintilla creativa ha il suo peso, mentre Ekra è il frutto di brevi sessions, in cui il brano veniva abbozzato e completato in poche ore, con suoni volutamente minimali, piccole melodie distorte, suoni di giocattoli, oggetti percossi. Avevo bisogno di qualcosa di estremamente immediato per fissare sensazioni importanti, legate alle “piccole coseâ€â€¦ Come dice il titolo del disco, i brani sono pillole per un cuore ammalato di nostalgia, che non guarirà mai e che forse, non vuole guarire.
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14) Old Europa Cafe è un vero e proprio tempio assoluto del NeoFolk… ti rende orgoglioso vedere che la tua musica abbia trovato estimatori proprio là¬?
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Certo. Erano anni che desideravo realizzare qualcosa con Rodolfo Protti e la sua Old Europa Cafe e il suo entusiasmo quando gli ho presentato il progetto di “Mr.Nightbird hates blueberries†mi ha fatto molto piacere. La sua professionalità e serietà hanno fatto il resto.Â
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15) Bene, concludi a tuo piacimento la nostra chiacchierata!
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Non sono solito fare proclami, voglio solo ringraziare voi per la bella intervista e lo spazio concessoci e chi si fosse preso la briga di leggere fino a qui. Per chi fosse interessato le nostre opere sono disponibili presso di noi e presso vari distributori e labels, come Old Europa Cafe appunto. Vi chiedo solo di supportare la nostra musica, se vi piace, acquistando le copie fisiche dei cd che sono sempre estremamente curate. E’ l’unico modo per permettere a progetti come il nostro di sopravvivere. Grazie a tutti.
www.albireon.it