Diamo la parola a questa giovane Scrittrice, e al suo romanzo, “La Maledizione di Ondine”, che definirei un “Fantasy Parapsicologico”… vediamo cosa ci racconta Valentina!
1) Ciao Valentina! Benvenuta! Presentati ai nostri lettori!
Ciao a tutti! Sono una scribacchina e adoro raccontare storie fin da quando sono piccola.
2) Hai scritto “La Maledizione di Ondine”. In fase di recensione, ho riassunto la trama, e ho riportato qualche stralcio, per dare un’idea del romanzo, nello stile e nelle tematiche trattate. Ma vuoi essere tu stessa a recensire il tuo libro, magari soffermandoti su aspetti che a tuo parere andrebbero evidenziati maggiormente?
Vorrei solo aggiungere che la storia di Virginia è ispirata a quella della mia bisnonna. Rimase incinta, prima del matrimonio, del suo grande amore, ma fu poi costretta a sposare un’altro uomo. A quasi novant’anni continuava a sospirare pensando a lui! Tenne con sà© mia nonna nonostante i pregiudizi della società .
3) A mio parere, sei stata abile ad innestare alla vicenda principale (la storia di Ondine) anche un contesto di micro-storie. Mi riferisco ai tuoi riferimenti (che hai preso da eventi scientifici e/o misteriosi realmente accaduti), che dissemini via via, nello svolgimento della vicenda: dal ronzio del fantasma sonoro Taos Hum dell’ omonima città del New Mexico, ai bambini indaco, alla frequenza armonica dell’Universo (che purtroppo hai accennato solo in poche righe verso la fine del romanzo!) alla cospirazione dell’invasione aliena…quello che si nota, è un grande lavoro di ricerca e raccolta dei dati e di rielaborazione personale al fine della storia che hai raccontato. Un altro punto di forza è il fatto che hai cercato di dare spiegazioni psicanalitiche/parapsicologiche degli eventi. Ci sono alcuni passaggi dove Ondine viene ferita “nel corpo astrale”, per poi risvegliarsi, ferita, nel corpo fisico. Avevo letto (e tu stessa ne parli, in poche righe) che in effetti, in stato di ipnosi, è possibile “influenzare” l’inconscio in modo che nel corpo compaiano per davvero ustioni o ferite…
Ti ringrazio. Hai centrato proprio l’obiettivo della trilogia! Il seguito avrà come protagonista una Dogmatica, perಠun po’ particolare: sarà una discendente dei nativi di Taos Pueblo (quindi vedremo anche la riserva e i loro riti); avrà una visione religiosa che mischia il misticismo dei nativi americani alla religione cattolica. Infine l’ultimo libro sarà incentrato su una Gnostica e avremo un approfondimento anche su come funziona la percezione delle vibrazioni dell’universo!
La documentazione per me è fondamentale per rendere la storia pi๠verosimile possibile; ci sono degli studi che mostrano come la mente (sotto ipnosi) possa provocare delle lesioni fisiche.
4) Nei dialoghi tra Ondine (atea, addirittura!) e Padre Benjamin, è interessante (anche se compare saltuariamente) la “diatriba Parapsicologia Vs Religione Dogmatica”. Penso che se la sviluppassi ulteriormente, magari citando pi๠dati o fonti, o perchè no, anche la tua personale visione, potresti anche “ammantare” il tuo romanzo di una patina quasi filosofica!
Sଠl’intento è proprio quello. Nel primo è appena accennato, ma con le diverse visioni delle tre protagoniste della trilogia vorrei proprio arrivare a mostrare come un approccio filosofico puಠessere la sintesi del pensiero religioso e scientifico.
5) Vorrei chiederti se per caso sei appassionata di psicanalisi e/o parapsicologia: pi๠e pi๠volte le introduci (insieme alla chimica e alla teoria della cospirazione Stati/Alieni). Tra l’altro, è proprio un punto di forza e distinzione del romanzo, rispetto ad altre storie, sempre basate sugli spiriti, ma che virano o sull’Horror o sul discorso religioso…insomma, che argomenti ami leggere? Vuoi consigliare qualche libro o sito ai nostri lettori?
Non puಠmancare l’Interpretazione dei sogni di S. Freud in ogni casa! E poi anche Il Libro Rosso del suo allievo, Jung, Proprio quest’ultimo riteneva di avere delle premonizioni “collegandosi” all’Inconscio Collettivo; si dice che avesse persino avuto delle visioni sulla Seconda Guerra Mondiale.
6) Per curiosità , perchè hai tralasciato quasi del tutto elementi prettamente Horror? In genere, sono proprio collegati alle storie di fantasmi… anche se tu parli di Inconsci, e non di anime/spettri.
Perchà© la protagonista è “abituata” a vedere i fantasmi fin da quando è piccola. L’unico punto in cui forse ho calcato la mano con qualche venatura horror è la parte degli esorcismi, anche se Ondine cerca di dare una spiegazione razionale anche a quello.
7) Vuoi parlarci anche della copertina? è davvero molto bella!
L’illustratrice è fantastica davvero! E’ un’artista bulgara e i suoi lavori sono veramente molti evocativi. Infatti le copertine dei seguiti saranno sempre le sue! http://vanesagarkova.alle.bg/
8) Ho associato al tuo romanzo una canzone: “In Signo Mortis” dei Dargaard. Che ne pensi? E tu che colonna sonora assoceresti alla tua vicenda?
Non la conoscevo e ti ringrazio per avermela passata! Come colonna sonora mi immaginavo Last of the Wilds dei Nightwish!
9) Pensi di dare un seguito alla vicenda di Ondine? Il finale sembrerebbe suggerirlo… se sà¬, vuoi anticiparci qualcosa? Puಠessere interessante riprendere quel discorso degli Alieni o della frequenza armonica dell’Universo, che riporto qui: «In pochi sanno che l’universo ha una frequenza armonica di 432 Hertz. Un Do accordato a 432 Hertz è in armonia con il Tutto esistente. E 432 è un multiplo di otto: il battito del nostro pianeta o Risonanza Fondamentale e il DNA stesso, vibrano a 8 Hertz. Accade dunque che ogni organismo vivente è accordato coerentemente con il DNA di tutte le cellule e all’universo stesso.» Vuoi spiegarlo pi๠a fondo?
Sà¬, come dicevo prima ci sarà un seguito (anzi due visto che è una trilogia) e la questione della vibrazione dell’universo sarà ripresa soprattutto nel 3° libro. Mentre per quanto riquadra gli alieni e i complotti mondiali rimarranno pi๠in sottofondo, come teorie degli Scettici.
10) Se te la senti di parlarne… tu che visione hai della Morte? Come ti rapporti ad essa? Hai avuto una grande sensibilità , in certi stralci del romanzo, nell’introdurla, specialmente in riferimento ai rapporti famigliari.
Della Morte ne ho paura, forse come tutti. Da un lato ho la speranza che sia solo l’inizio di qualcos’altro in cui i nostri ricordi e le nostre coscienze non si dissolveranno, dall’altra la quasi-certezza che ci aspetti il Nulla.
11) Concludi a tuo piacimento la nostra intervista!
Vorrei ringraziare alcuni autori indipendenti che mi hanno aiutato in questa avventura: Lorena Laurenti, Luca Rossi e Riccardo “Tares” Pietrani.