A tu per tu con questa Leggenda Italiana, che ha deciso di tornare nel 2013 con un album davvero mastodontico!
1) Con immenso onore vi do il benvenuto sul nostro sito! Sono sicura che molti dei nostri utenti vi conoscono ormai dagli anni ’80, ma presentatevi comunque ai nostri lettori!
 Alex: potrei dirti una frase che ripeto spesso durante i concerti “Siamo i Bohà©mien e veniamo da lontano …â€. Il lontano perಠnon è da intendere in senso geografico o perchà© siamo un gruppo che si è formato negli anni ’80. Ha un senso pi๠metaforico, pi๠da viaggiatori immaginari di una macchina del tempo, come se i nostri suoni, spettrali o solidi che siano, pur essendo elettrici fossero prodotti da una strana alchimia a vapore e le nostre parole, anche se figlie della nostra contemporaneità , provenissero da un polveroso libretto d’opera dimenticato dentro qualche scaffale d’archivio. Questo per quanto riguarda i Bohà©mien … in quanto a noi (ride n.d.r.) siamo persone comuni alle prese con tutte le questioni della contemporaneità … i freni della macchina da rifare, la spesa al supermercato, l’adsl che va e viene …
2)Prima di parlare del vostro incredibile nuovo Cd, e dei vostri primi passi negli anni ’80… come ci si sente ad essere delle leggende?! Voglio dire, voi, i Symbiosi, i Carillon del Dolore, i Diaframma… avete praticamente fondato il movimento Dark qui in Italia! Attualmente il nostro paese puಠvantare parecchie band interessanti, che sono partite dai Capisaldi Classici per creare un proprio sound. Voi come vedete questa situazione? Io ho notato che moltissimi giovani, usufruendo di youtube scoprono non solo le band storiche, ma anche le band underground che all’epoca non andarono oltre una manciata di canzoni.
Alex: Leggende? Non esageriamo … già cominciare ad essere riconosciuti storicamente e artisticamente sarebbe un risultato gratificante. Purtroppo il dark e il punk in Italia hanno raccolto molto meno di quello che hanno seminato e avrebbero meritato, c’è una specie di pregiudizio “misterioso†che tende a rimuoverli dalle vetrine patinate. Le radici oscure di gruppi come Litfiba, Diaframma, CCCP, che hanno reinventato il rock in Italia negli anni ’80, vengono spesso dimenticate. Di conseguenza anche esperienze come la nostra e di altri gruppi come quelli che tu hai citato sono rimaste un po’ nell’ombra anche se il passaparola nel web e l’entusiasmo delle nuove generazioni le hanno riscoperte. Un esempio? Vale e JeanPaul vivono questi suoni e attitudini allo stesso modo di come le viviamo Lou ed io … anche se credo, vista l’età , che l’esperienza artistica pi๠forte dei loro anni ’80 sia stata la visione dei cartoni animati !
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3) Raccontateci tutto, ma proprio tutto!, dei vostri inizi anni ’80… Com’era l’Italia di allora, cosa ascoltavate, come passavate le vostre giornate, i vostri sogni, speranze, i live, il vostro demo “Sangue e Arena”!
 Lou: nel 1985 eravamo 4 amici, tutti della provincia di L’Aquila, patiti di musica. Affittammo un appartamento a Roma per frequentare l’università . Vivendo tutti insieme e lontano dai nostri genitori puoi immaginare come passavamo le giornate … Dentro casa, lo stereo a tutto volume, per il resto ….. sorvoliamo. Quanto alla città …. giravamo Roma in tutti gli angoli, in tutti gli orari, muovendoci a piedi, con gli autobus notturni o facendo l’autostop .. già l’autostop .. altri tempi .. ci piaceva tanto. Quante volte siamo andati in autostop a Firenze o a Bologna per vedere i concerti .. quello di Siouxsie … che concerto, che giornata ! Mettere su un gruppo fu inevitabile … anche se la scintilla nacque per caso … ospitavamo di tutto a casa nostra. Con un gruppo di turisti spagnoli nacque un’amicizia vera, pensa .. ci vediamo ancora oggi. Alex ed io pensammo di comporre per loro una canzone .. giusto cosଠ.. chitarra e voce. Venne fuori “Sangue e Arenaâ€. A casa c’era una delle tante feste estemporanee .. La suonammo, fu un successo… I presenti ci dissero “fate un gruppo !†.. andಠcosଠ… cercammo un batterista .. EntrಠWalter nella nostra vita, l’unico di Roma all’epoca .. Venne a vivere con noi .., Stavamo sempre insieme, sempre uniti, con i soldi contati e qualche beata illusione .. per questo scegliemmo di chiamarci Bohà©mien. E’ difficile spiegare in poche parole quanto l’Italia fosse diversa da oggi .. in tarda sera il centro di Roma era buio, spesso deserto.. i locali aperti davvero pochi .. la polizia ci fermava spesso .. ma non ci importava .. ci piaceva girare di notte per scoprire la città ..per incrociare nostri simili assetati di libertà … ricordo una memorabile partita a calcetto di mezzanotte sotto la Galleria Colonna .. a pochi passi da Palazzo Chigi. le serrande del negozi erano le porte .. immagino che oggi non sia pi๠possibile!
4) Il vostro nuovo cd è un Capolavoro: ci troviamo tutti gli aspetti della pura tradizione Dark: atmosfere velate dalla nebbia, canti lamentosi, ritmi lenti e mesti, chitarre liquide e scheletriche… il tutto amalgamato con un’ispirazione che sfiora il sublime. Fin dalle prime note! pezzi come “Le Foglie Tremule”, “Attacco Psichico”, “Lo Spettro della Rosa” lasciano esterefatti! Si direbbe che avete accumulato l’intero spirito degli anni ’80, il meglio del meglio, per poi “farlo esplodere” nel 2013, condensandolo in un unico Cd!
Lou: grazie per le tue parole … personalmente non posso dare giudizi, è giusto che li diano gli altri. Quello che posso dirti è che noi amiamo profondamente questa musica .. è stata il vessillo della nostra emancipazione, delle nostre inquietudini, ci ha segnato la vita .. è un patrimonio che abbiamo dentro .. è naturale che venga fuori. Sul piano compositivo, ci piace stimolare pi๠registri emozionali. Cerchiamo il giusto equilibrio tra brani semplici e fluidi con altri ricchi armonicamente con soluzioni insolite e improvvisi cambi d’umore. àˆ stato cosଠsin dal tape del 1985 … direi che in questo approccio fantasioso della musica oscura si traduce la nostra italianità . A proposito del nuovo album ….. abbiamo voluto dare il segno di una nuova fase del gruppo, quella che viviamo da un paio d’anni con l’arrivo prima di Giampaolo e poi di Valentina nella band. Dopo la fase del 1985-1987 immortalata dal tape “Sangue e Arena†e dopo quella della reunion del 2003-2006 con il CD “Danze Pagane†e l’EP “La Parata del Circoâ€, disponendo ora finalmente di un nuovo batterista abbiamo voluto realizzare il nuovo album che è intitolato semplicemente “Bohà©mienâ€, cosଠ…. per rendere evidente questa ulteriore rinascita. Avevamo parecchio materiale buono su cui lavorare e, alla fine, abbiamo deciso di pubblicare 13 nuovi brani. Ne è venuto fuori un album corposo .. aumentare ancora il minutaggio sarebbe stato eccessivo e, quindi, per il momento abbiamo dovuto mettere da parte altri brani. E’ stato un lavoro duro, ma veramente gratificante soprattutto nella fase di missaggio quando abbiamo rintracciato Emanuele Donnini, lo stesso tecnico del suono con cui realizzammo il tape nel 1985. Nella successiva fase di mastering, c’è stata l’opportunità di lavorare presso gli studi Soundmasters di Londra con Kevin Metcalfe, uno dei tecnici pi๠celebri della storia del rock, e questa è stata davvero una grande soddisfazione.
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Alex: vorrei aggiungere che il nuovo disco presenta, a mio avviso, alcune importanti componenti che lo collocano anche al di là del dark … non tanto come appartenenza o meno al genere, quanto invece come approccio. In modo naturale, quasi senza neanche accorgesene, ci siamo trovati quasi a ribaltare i nostri criteri ispirativi. Se prima, infatti, potevano essere visti come una sorta di traduttori in lingua italiana di suoni internazionali, oggi penso che il punto di partenza sia invece la canzone d’autore italiana, alla quale diamo una veste oscura e apprezzabile anche per chi ci sente da fuori Italia … è stato come riscoprire all’improvviso il nostro genius loci.
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5) Parliamo un po’ dei testi… cupissimi! Si direbbe che vi siete concentrati sul tedio esistenziale in “Un altro sabato ancora”, la malattia l’angoscia, la follia, l’ossessione, sulla morte (“Serial Painter”) …per esempio, chi è il Dr. Bleuler? E Clara e Petruska? Si direbbero un fantasma e una vampira, o sbaglio? Anche “Serial Painter”… è ispirata per caso a quel genere di Serial Killer feticista che realizza macabri trofei e sculture con le parti asportate delle sue vittime?
 Alex: Anzitutto ti faccio i miei complimenti perchà© avendo ascoltato e recensito il disco prima della sua pubblicazione ufficiale e, quindi, senza poter visualizzare le note di copertina hai colto subito alcuni aspetti importanti, non cosଠimmediati. Entro nel merito dei brani che hai citato, ma ogni canzone ha dei riferimenti piuttosto precisi. Il personaggio di Clara in “Come un gas†è effettivamente un fantasma, ma un fantasma contemporaneo molto attinente alla realtà : il brano è infatti dedicato a Clara Calamai, la prima attrice italiana con una scena di nudo nel nostro cinema, protagonista di film meravigliosi come “Ossessione†di Visconti, fino alla mitica interpretazione del ruolo di folle madre assassina in “Profondo Rossoâ€. Il senso del testo è che i personaggi del passato di cui disponiamo immagini quando li rivediamo sugli schermi della tv, del cinema o di un computer, si manifestano come presenze incorporee e immateriali, effetto a volte amplificato anche dal deteriomento delle pellicole originali … considerando che si tratta di persone morte da anni sono quindi vere e proprie visioni spettrali, riflessi filmati. Petruska è un personaggio di una storia dei “Balletti Russiâ€, un tema di ispirazione che rientra anche in altre canzoni come “Lo Spettro della Rosaâ€. La magia di queste storie, nate per essere interpretate dal corpo, senza parole, ci ha molto affascinato fino al punto di ricercare le fonti letterarie che avevano a loro volta ispirato questi balletti. Anche qui spesso si parla di apparizioni spettrali, oggetti che si animano improvvisamente … credo che sia stata una chiave per eleborare il lutto della scomparsa di Walter, che non era solo il batterista originale dei Bohà©mien ma anche il nostro amico pi๠caro. In tale contesto rientra il “misterioso†personaggio del Dr. Bleuler, Eugen Bleuler che è stato il primo psichiatra a diagnosticare la schizofrenia e ha avuto in cura il pi๠grande ballerino del tempo, Nijinsky, il cui talento infinito fu sconfitto solo dalla follia. Mi chiedevi, se non sbaglio, anche di Serial Painter … beh qui abbiamo immaginato il pittore Walter Sickert alla prese con una specie di confessione in cui ammette di essere stato davvero lui Jack lo Squartatore, seguendo le tracce di una ricostruzione storica di alcuni studiosi che identificano proprio in questo artista il terribile assassino seriale di Whitechapel. Alcune macabre immagini come i “logori ricordi appesi alle pareti†derivano perಠda un antico canto degli indiani d’America che, nel loro caso e aggiungo fortunatamente, si riferiva a trofei di caccia, quindi ad animali.
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6) Come pensate di supportare il cd? Farete dei video? Proporrete delle riprese live?
Alex: Stiamo lavorando con la RBL Music Italia, un’etichetta di cui apprezziamo molto la filosofia di trattare in modo “mainstream†materiale proveniente dall’underground. Il fatto poi di poter disporre di una distribuzione diffusa in modo capillare come quella della Edel ci soddisfa molto, anche perchà© in questo disco abbiamo profuso un notevole sforzo produttivo. Abbiamo realizzato il nostro primo videoclip ufficiale a supporto del singolo scelto per l’album “Un Altro Sabato Ancoraâ€, che ha un impianto narrativo, credo suggestivo, e un aspetto formale che ci riporta al cinema muto degli anni ’10. Siamo nello stesso universo iconico che contraddistingue le atmosfere dell’album, evidenziate anche dall’artwork dell’album, realizzato da un vero artista, Fabio “Clockwork Pictures†Meschini. Lo stesso Fabio ha collaborato al video accanto ad un collettivo di professionisti dell’audiovisivo chiamato Streampunk.
7) Volete parlarci dei vostri live? So che avete un’attitudine molto teatrale!
Alex: Siamo stati fermi un annetto per concentrarci sulla realizzazione dell’album … ci sembra un’enormità . Ora si ricomincia! E’ difficile descrivere … non so se ci hai mai visti o no! Comunque cerchiamo sempre di fare qualcosa di particolare, curiamo il pi๠possibile i dettagli dello show e l’attitudine sul palco, anche per via del nostro repertorio, non puಠche non essere teatrale, a volte pi๠seriosa altre pi๠autoironica … sfociando quasi nell’avanspettacolo (ride n.d.r.). Amiamo anche cercare il coinvolgimento del pubblico che viene invitato spesso a cantare insieme a noi i ritornelli dei nostri “classici†… anche in Spagna l’hanno fatto ed è stato bellissimo, davvero sorprendente.
8)Avete suonato moltissimo anche all’estero. Parlateci pure delle vostre esperienze al Drop Dead Festival di New York! In questi anni avete incontrando Nina Hagen, Nico, CCCP, Diva Destruction, Wire, Cinema Strange, UK Decay, Vanishing, New Days Delay, Skeletal Family e Lene Lovich! E se poteste scegliere un Artista, con chi vi piacerebbe suonare?
Alex: Tutte esperienze molto belle, interessanti, appaganti. A New York mi è capitato un fatto incredibile: mentre ero nel treno che mi riportava all’aeroporto per il volo di ritorno un tizio mi fermಠe salutಠriconoscendomi come il cantante dei Bohà©mien: una coincidenza incredibile in una città di cosଠtanti milioni di abitanti … ma in quel momento pensai di essere davvero in un altro mondo … stavo volando … pur non avendo ancora preso l’aereo. Tra gli artisti che hai citato e che abbiamo incrociato nel corso della nostra carriera vorrei soffermarmi un attimo su UK Decay e Cinema Strange che secondo me rappresentano il punto di partenza e quello di approdo del genere nel quale ci siamo sempre mossi, un dark dalle strutture composite e sottolineato da una forte teatralità . Con chi mi piacerebbe suonare? Beh … visto che un po’ di regine le abbiamo già incontrate …. sarebbe carino completare il cerchio con Siouxsie .. cioè il massimo !
9) Concludete l’intervista come preferite… da parte mia, non posso che farvi un inchino di riverenza 😉 !
Alex: contraccambiamo l’inchino … e un’unica raccomandazione per il futuro. La prossima volta meno domande sul passato, gli anni ’80, etc., altrimenti tocca rispondere sempre a me e a Lou … all’epoca Vale e JeanPaul erano ancora bambini!
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Lou: saremo in giro per l’Italia per suonare dal vivo. Già in passato ci è successo nei concerti di trovare un pubblico di varie fasce d’età , da reduci degli anni ’80 a giovanissimi. Ci piacerebbe che continuasse ad essere cosଠ!