Diamo la parola a questi ragazzi che hanno sfornato un Ep, in attesa del full lenght!
1) Ciao Ragazzi! Benvenuti! Presentatevi ai nostri utenti!
S: Ciao, io sono Stefan e negli Shade mi occupo della parte strumentale e tecnica dei brani.Ovvero arrangiamenti e tutto ciಠche riguarda la registrazione/produzione. La scrittura delle canzoni avviene quasi sempre a quattro mani,invece,con Derfel che si occupa della parte melodica e dei testi. In questo modo abbiamo trovato un connubio perfetto che si manifesta nell’estrema naturalezza con la quale riusciamo a comporre.
D. Ciao io sono Derfel , sono il cantante della band, mi occupo di testi e melodie.
2) Perchè avete scelto “The Shade” come monicker?
S: Volevamo qualcosa di semplice, elegante ed essenziale. Che fosse diretto nell’arrivare, apparentemente semplice e lineare, ma che in realtà , osservando ciಠche si cela dietro di esso rivela dettagli e sfaccettature inaspettate. Proprio come la nostra musica.
3) Avete fatto uscire un Ep, “The Shade”; la copertina, con quel grigio e quelle inferriate sullo sfondo è molto futuristica e cyber…perà², a livello di impatto (le labbra di un blu shocking) e la composizione “geometrizzata irregolare” rimanda anche a certa grafica New Wave…
D. bella vero? abbiamo una grafica americana , che tra l’altro è anche la nostra manager, si chiama Candy Rosenbaum, molto talentuosa, e siamo soddisfatti del suo lavoro. Ci ha permesso anche di avere una certa esposizione negli States. I pezzi dell’ep sono sbarcati sui dancefloors di New York, Chicago, Detroit etc. La grafica della copertina dell’ep ci piace moltissimo
4) Definite la vostra musica “Nu-New Wave/Pop Noir”; in sede di recensione ho posto l’accento sul fatto che rimandate ai Cure del periodo “Japanese Whispers”, con la danzabilità del Synthpop, ma rifuggite la seriosità del minimal; infatti la vostra musica è sempre “emozionale”, in continua “rotazione” quasi fosse un prisma; non si trova traccia di asetticità o seriosità “da laboratorio” alla Kraftwerk.
S: Beh quando dici “Japanese Whispers†so che per fortuna non ti riferisci a “LEt’s go to bedâ€, vero?? Scherzi a parte, sicuramente volevamo unire atmosfere decadenti a pezzi che potessero essere anche trascinanti. Anche nelle canzoni dove l’elettronica è preponderante c’è sempre molta passione e un vena romantica (vedi Immoral Ground). L’asetticità cristallina di alcuni suoni che abbiamo usato viene compensata e addolcita talvolta dalla voce e talvolta da tappeti pi๠eterei, creando una miscela tra organico e sintetico ma sempre palpitante.
D: non saprei non ho mai pensato a “japanese Whispersâ€. In realtà il nostro background parte da molto prima di quel disco e forse si riferisce pi๠a certe sonorità synthpop della prima ora inglese, ma in ogni caso va bene, ognuno ci veda quel che gli pare. Tra l’altro è interessante il fatto che nessun “recensore†o addetto ai lavori abbia detto la stessa cosa. Tu parli di Japanese Whispers , ma sei stata la prima a farlo, altri parlano di cose completamente diverse e mai della stessa. Questo è bene, significa che vi abbiamo creato un pಠdi confusione, che non vi è ben chiaro cosa stiamo facendo e che comunque , nonostante l’innegabile matrice wave 80s (nessuno si nasconde dietro un dito qui), in realtà non esiste una vera e propria band di riferimento.The Shade non sono i cloni di nessuno insomma.
5) Che argomenti trattate, nelle lyrics? Dai titoli come “Maximize” o “A calling Spaceship”, oltre che all’effettistica spesso robotica, direi che siete interessati ad argomenti futuristici…
D: Non esattamente. In realtà io scrivo in modo molto istintivo, non intendo nè dare messaggi politici nè dare lezioni di vita a nessuno. Maximize, che puಠapparentemente sembrare un furbo testo a sfondo sessuale è in realtà l’unico pezzo dei 4 dell’ep ad essere davvero autobiografico. Si riferisce a una situazione che ho davvero vissuto in passato. Solo non ho sentito l’esigenza di essere chiaro. E anche per questo non ne parlerಠnel dettaglio. A Calling Spaceship invece gioca con immagini iconiche dello sci-fi, nel cinema e nella musica. E’ un testo ironico che fa riferimento proprio a quella corrente di primi anni 80 estremamente futurista. E’ ricco di citazioni anche divertenti. Ma se te le rivelassi si perderebbe il gusto di scoprirle da soli
6) In fase di bio avete scritto che a breve uscirà il vostro cd; volete “recensirlo” voi? Avete anche intenzione di fare uscire dei video?
S: il cd è quasi ultimato e dovrebbe contenere le 4 tracce dell’EP pi๠altre 7. Ci saranno altri pezzi piuttosto tirati e qualche episodio pi๠atmosferico. Abbiamo assolutamete in programma di reallizzare dei video, a cominciare da quello di Maximize.
D: Credo che l’album rivelerà tutti gli aspetti e le varie anime degli Shade. Completerà il quadro di insieme. Siamo molto soddisfatti dei pezzi che verranno inclusi al suo interno.
7) Voi siete di Milano; nella bio avete scritto che vi siete già esibiti live allo Shelter…vorrei anche chiedere a Stefan se vuole parlarci della sua precedente band Seventh Shadow, e chiedere a Derfel qualcosa a riguardo della sua esperienza a nome Xilema e Diva Suicide.
S : Non credo che nella bio ci sia scritto che abbiamo suonato allo Shelter, o almeno spero, perchè non è vero! I Diva Suicide era la band in cui militavo prima di formare gli Shade, con base a Londra. Iinsieme a me c’era Nika Skarekrow che ora ha fondato i “Death makes prettyâ€. Siamo amici da una vita e abbiamo quasi sempre suonato insieme. Problemi di formazione e di logistica hanno fatto sଠche prima io e poi lui lasciassimo i Diva, ora il motore della band è Sandra e porta avanti lei il progetto.
D: Io ho suonato allo Shelter, ma non con Stefan. Sulla Bio c’è scritto che io e lui ci siamo conosciuti nel 1995 alla serata inaugurale dello Shelter. Gli Xilema erano una band alternative con venature wave nella quale ho militato in quegli anni. La band successivamente firmಠper la Sony Music. Oggi non esiste pià¹, perಠall’epoca nella line up c’era anche Orax, del progetto elettronico omonimo. Da qui si deve la mia amicizia di lungo corso e la sua partecipazione all’ep con le chitarre di Maximize. Ci saranno molti altri suoi interventi nel full length
8)Bene! Concludete a vostro piacimento la nostra chiacchierata!
S: Grazie mille per il tempo che ci avete voluto dedicare e un saluto a chi ci legge. Spero di vedervi presto ai nostri concerti, a cominciare da quello del primo marzo al Theatre di Milano!
D: Ha gia detto tutto stefan. Ringrazio anche io.