1)  Ciao Ivano! Benvenuto sul nostro sito! Giusto qualche giorno fa ho recensito il tuo libro, e ora ti ritroviamo qui… per parlarci un pಠdei tuoi quadri :-)Â
La prima domanda non puಠche essere: da quando hai iniziato a dedicarti alla pittura?
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Grazie mille a te. Diciamo che non mi reputo nà© uno scrittore, nà© tanto meno un pittore. Qualcuno mi ricorderà forse per il mio libro sulla musica dark, ma quasi nessuno mi conosce sotto l’altra veste. Mi piacciono le arti
figurative in generale, ma ormai sono anni che nà© disegno nà© dipingo, e ciಠche ho fatto è venuto alla luce dal ’94 al ‘97. Â
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2)  A livello di mia interpretazione personale, suddividerei i tuoi dipinti in due “filoni”; nel primo “filone” hai dipinto personaggi malinconici come quel signore con bombetta, Ges๠flagellato e incoronato di spine, angeli che abbracciandosi formano cuori o cerchi di luce… la prima cosa che colpisce sono le espressioni intensissime dei personaggi, con quei tratti angosciosi e malinconici e i colori vivaci, ma tutt’altro che “solari” …. Nel secondo “filone”, invece si vedono delle scene ambientate in un modo da “favola dark”: per esempio c’è una bambina che gioca con un aquilone a forma di pipistrello, un’altra bambina con l’ombrellino che guarda sorridendo un uomo appeso a un precipizio, una mostruosa scimmia-donna che ghigna verso l’osservatore… ricompare nuovamente la figura degli angeli, ma questa volta oscuri e mesti quasi annunciassero l’Apocalisse; a prevalere sono i colori freddi: i toni del blu e del nero piombo…Ti ci rivedi in questa mia analisi, oppure intendi la tua pittura in modo molto pi๠omogeneo e meno schematico?
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Quello che hai notato si traduce anche dal punto di vista delle tecniche utilizzate. Nel primo caso tempera su cartone (pi๠raramente su legno), mentre nel secondo pastelli a cera su foglio da disegno nero. Tecniche molto
“povereâ€, ma dove comunque l’obiettivo non è mai fotografare una realtà oggettiva, ma interpretarla e scegliere soggetti, scene e colori fino ad arrivare a un qualcosa che lasciasse di stucco chi li vede. La scelta del
blu su foglio nero è un qualcosa di molto semplice, ma che trasmette atmosfere glaciali, o si presta a rappresentazioni oniriche. Anche la scelta di colori pi๠vivaci, nel primo “filone†di cui parli, non è mai solare: la
violenza del colore puಠfar vedere sotto un’altra luce anche soggetti tutto sommato pi๠convenzionali. Quel signore con la bombetta, una specie di clown dove prevalgono nero e blu, stride fortemente con lo sfondo con quel cielo infernale nero e rosso, e i contorni gialli e arancioni che lo delimitano non sono altro che il riflesso del tormento interiore che sta dietro quegli occhi malinconici.
3) Istintivamente, ti associo al movimento dell’Espressionismo Tedesco, un nome su tutti: Kirchner. I colori violenti, spesso stridenti, le forme stravolte dei visi, le proporzioni folli e “psicotiche”….ad ogni modo ti
confesso che mi piace soprattutto il tuo Gesà¹! Dipinto con tutto quel giallo disperato, mentre piange sangue, e si rivolge direttamente allo spettatore, è a dir poco da brividi!
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Ti ringrazio molto. Si, in effetti nelle raffigurazioni tradizionali spesso non enfatizzano molto la sofferenza di Cristo mediata dall’uso delle scelte cromatiche. Inoltre, già una piccola venatura di rosso negli occhi già
segnati dal dolore fisico e interiore, è un particolare che puಠfare la differenza. Tieni presente che all’altezza del costato la superficie del lavoro è stata volutamente lesa.
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4) …Eppure, quegli elementi da incubo… da incoscio disvelato… ti rivedi anche nel Surrealismo, almeno per la ricerca -evidente soprattutto in quei dipinti tendenti al nero/blu- di simboli, di messaggi criptici
inconsci? Per esempio… la bambina che attraversa quel ponte… puಠvoler dire molte cose…è una metafora della crescita? o dell’abbandono delle proprie illusioni felici? Non mi ricordo pi๠chi ha detto che il giorno che
si scopre che Babbo Natale non esiste, si abbandona per sempre l’infanzia…Eppure, abbiamo un esempio famosissimo di Adulto-bambino: Pascoli; poeta tanto mesto e sepolcrale in “Myricae”, quanto ingenuo e
innocente nel “Fanciullino”!
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Bravissima. Come avevo accennato, non intendo fotografare una presunta realtà oggettiva, ma puntare sul simbolo e sull’ambiguo. Cosà¬, mi piace raffigurare sia scene di forte impatto emotivo, sia altre che riproducono
atmosfere quasi oniriche. In realtà la scena del ponte è quella di una separazione: lei da un lato e lui dall’altro, di spalle ed entrambi molto
stilizzati. Tra i due una specie di blocco dai colori glaciali, a sottolineare la distanza, mentre degli occhi addolorati osservano la scena dall’alto.
Mi piace molto il tuo parallelismo con Pascoli, e in effetti convivono dentro di noi varie anime: siamo esseri complessi e a volte apparentemente contradditori, dove istinto, ragione, ingenuità , allegria e tristezza
convivono fino a rendere ognuno di noi un pezzo unico. Un altro lavoro mette in scena appunto i vari lati che possono convivere in noi, enfatizzando
quanto di negativo vi possa essere (rabbia, tristezza, ecc.)
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5) A proposito, perchè appare cosଠdi frequente questa bambina? Sembra una versione dannata di Alice nel paese delle meraviglie! è una tua musa… o piuttosto un tuo demono, che esorcizzi dipingendo?
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Forse tutte le cose che hai citato. Oltre alla bambina, in genere compare la raffigurazione di un femminile indifferente e crudele. Se è vero che qualche musa abbia ispirato alcune delusioni patite a suo tempo, ho cercato
soprattutto di esorcizzare alcune delle mie paure di allora.
6) Spesso nei tuoi dipinti prevalgono elementi macabri: in un dipinto un Demone uccide un angelo, mentre la Morte assiste quasi compiaciuta;Â in un altro, una santa (un’aureola intorno al viso verde e ghignante) pugnala un uomo dal volto animalesco; in un altro, un’enorme ragnatela rossa su uno sfondo punteggiato (da molto l’idea di Universo) porta conficcato nel centro-giallo (il Sole?) un enorme coltello; nel dipinto successivo, una
testa dal volto triste, reca una profonda ferita sulla fronte, mentre gli occhi stillano sangue; Un disegno rimanda a un’enorme mano dalle unghie rosse che sbuca dal terreno, con delle arpie/demoni che si intravedono sullo sfondo…hai ripreso anche la mano che si diverte a ghermire un cuore in un torrente….Hai dipinto anche una sorta di zombi (veste lacera, sporca di sangue) che pone, contrito, una rosa rossa su una bara di legno, decorata con un cuore intagliato…In un altro dipinto, un uomo morto giace composto, completamente illividito e biancastro… rimanda molto a Munch, cosଠcome il
dipinto dell’uomo accasciato a terra, con la bottiglia tra le mani!
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Hai ragione, gli elementi macabri sono ricorrenti e, da come li stai descrivendo, non si sa bene se io sia un genio o uno psicopatico (io direi nessuno dei due) 🙂
Molti elementi, come dici, rimandano a Munch; eppure non lo conoscevo al momento in cui li ho creati. Tanti simboli e allegorie si prestano a interpretazioni non oggettive, anche se io per avevo in mente il significato
di dare ad ognuno. Per altri, invece, io stesso tardo ad attribuire un significato preciso. Cosଠavviene per quella ragnatela sotto il cielo stellato, in cui il ragno sembra voler raggiungere quella luna sanguinante,
tagliata con un coltello. Altri sono scene pi๠ancora ambigue, per cui questa è l’occasione per dare due righe di spiegazione: l’enorme mano dalle unghie rosse appartiene ad una specie di pesce, che vorrebbe sembrare
graffiare la superficie del foglio in cerca di aiuto. Si scorge affiorare la sua testa, presa all’amo, e si vede uno stivale che lo schiaccia.
I’arpia/demone che si intravede sullo sfondo non è altro che una versione allucinata di Cupido, che scocca la sua freccia che ha all’estremità un cuore ghignante, e lo colpisce. Lo trovo molto discutibile tecnicamente, ma
quanto a fantasia malata, dai, nemmeno Munch era arrivato a tanto 😉
Il dualismo tra eros e sofferenza, frequente nei suoi quadri, è anche qui ricorrente attraverso molte scene che hai descritto. In una un angelo dalle fattezze femminili spara ad un essere grottesco maschile, che si copre le
orecchie dalla deflagrazione, mentre si puಠscorgere il suo cuore schizzare via. Ci sono altri esempi del genere, con il cuore personificato trafitto e
ferito. Un elemento frequente è che ad assistere queste scene, c’è spesso una luna ghignante.
Il Demone che uccide l’Angelo (letteralmente spiaccicato al suolo), altro non è che la vittoria del Male sul Bene a cui, purtroppo, siamo costretti ad assistere ogni giorno.  Â
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7) Ci sono anche elementi da incubo quasi alla Fussli: in un dipinto sui toni del viola e del blu si vede una donna che reclina il capo, completamente avvolta da creature deformi….e come dimenticare quella
figura giallo-limone, bicefala, vecchia e rugosa, con due seni giganteschi?!
Chi è la donna sirena che si avvinghia allo squalo? Rimandano quasi all’Oubourous…e quell’uomo dal volto scheletrico, ghermito al braccio da due “angeli-arpie”?
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In alcuni lavori infatti emerge il gusto per il fantastico e in altri per il grottesco, nei quali non è possibile dare interpretazioni univoche. La sirena che si avvinghia allo squalo non raffigura altro che il dualismo
eros/thanatos in uno scenario marino: lei e l’altro non sono che i carnefici di un personaggio che assume le fattezze di un cuore.
L’altra scena di cui parli, senz’altro pi๠criptica, vede questo personaggio maschile scheletrico dalle tonalità giallo aureo. E’ lui in realtà che ghermisce il braccio di una creatura quasi angelica. Ad osservare la scena,
appesa ad un trapezio tenuto da una luna ghignante, una figura stilizzata che tende il braccio per carcare disperatamente di raggiungerla.Â
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8) Il dipinto del gatto impiccato… è un riferimento a Poe? La figura dell’impiccato è presente anche in un altro dipinto… questa volta ti sei ispirato alla famosa carta dei Tarocchi? Te lo chiedo perchè anche nei Tarocchi l’Appeso è pendente per un piede… anche se il tuo Appeso volge le spalle all’osservatore.
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“Il Gatto Nero†di Poe si presta benissimo ad essere rappresentato, ed è possibile che mi sia rifatto al racconto a livello inconscio. Quanto alla
figura dell’Appeso, invece, non ritengo di essermi ispirato ai Tarocchi. Â
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9) Chi sono i “due amanti”? La donna blu e l’uomo-animalesco? Perchè spesso rappresenti l’elemento maschile come animale deforme? In un tuo dipinto, c’è anche un mostruoso uomo gufo in blu jeans e sigaro in bocca…
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Questa coppia di “amanti†è guidata da valori diversi: lui pensa al sesso, ed è infatti ha i tratti di un maiale; lei pensa al denaro, e durante questo
abbraccio gli sfila il portafoglio. Sono vicini fisicamente, ma completamente distanti: non a caso lui è dipinto con tinte calde, mentre lei
con colori freddi. L’Amore, quello con la A maiuscola, in questo dipinto è assente. Quanto all’uomo gufo, dagli atteggiamenti severi, sembra quasi incarnare dei modi autoritari. La scelta di cui parli, a volte è legata a una qualche simbologia (ad es. l’â€uomo-maialeâ€), e altre sottende pi๠al gusto per il grottesco.Â
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10) C’è un altro dipinto molto disturbante: si vede una donna dal collo a serpente che, a gambe aperte, sfacciatamente, manovra un cuore burattino dall’aria triste e affaticata, coronato di spine…
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Già , confermo che è un dipinto disturbante. Abbiamo insieme elementi simbolici e grotteschi, dato che la donna ha collo e seni assolutamente deformati. Dal fumo della sigaretta emergono elementi da incubo. Nonostante
le tonalità siano prevalentemente luminose, la scena che si presenta all’osservatore non è dissimile ad alcune rappresentazioni di Rops, altro
artista apprezzato ma conosciuto successivamente. Mi piace molto rappresentare il cuore esteriormente come parte anatomica (sia pure stilizzata), ma al tempo stesso come una parte viva resa persona, in grado
di provare forti emozioni. Lo stesso vale per il dipinto con il cuore con le fattezze di un volto, preso a martellate.   Â
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11) In un altro dipinto, si vede un uomo magrissimo, ricurvo su se stesso, che sembra portare una donna dai capelli biondi sulla schiena… mentre una
sorta di viso deforme, dall’aria mesta, guarda lo spettatore…
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Quella donna pare essere il suo sogno e il suo incubo, comunque un peso che si porta sulle spalle. Ma pare essere anche un suo prolungamento fonte di
tormento e di dipendenza, non dissimile dalla sigaretta e dalla bottiglia. Quanto al viso deforme, come gli occhi sullo sfondo, paiono quasi una parte di sà©, o di uno spettatore che assiste tristemente a questa scena. I capelli biondi circondano la base della testa deforme sullo sfondo, quasi a imprigionarlo come una lama o dei tentacoli.    Â
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12) In due dipinti virati sul rosso cupo, si vedono degli esserini piccoli, sofferenti, trafitti e sanguinanti….sono metafore di aspetti del tuo Io?
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Non saprei, ma senz’altro chiunque disegna o dipinge, a livello pi๠o meno conscio secondo me mette del suo. Non saprei dare una simbologia certa a questo disegno, che vede queste creature fantastiche sdraiate su quello che dovrebbe essere un enorme cero e trafitte dalla fiamma. Tra i due, forse è pi๠facile interpretare quella dell’angelo solitario, seduto un un ambiente dalle tonalità quasi infernali, con la propria ombra alle spalle.
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13) In un disegno (sempre con lo sfondo cosmico) si vede una donna pipistrello che abbraccia un piccolo scheletro; è un dipinto che si carica di un profondo Weltschmerz, sembra quasi di udire un persistente urlo
cosmico…Sullo stesso stile, hai dipinto anche un’enorme viso di donna, ieratica e spettrale, dal collo lughissimo, che fissa l’osservatore…
rimanda quasi a un cobra; C’è poi un disegno, sempre mesto e cupissimo, che raffigura due angeli che si abbracciano l’un con l’altro; se si guardano i
loro volti (tra l’altro, in tutti i tuoi dipinti, i volti dei personaggi sono sempre molto espressivi) si nota che è solo uno di loro (molto femminile) che sorregge l’altro, dal viso molto pi๠stremato…
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Sono disegni in cui è evidente il gusto del fantastico, su un ricorrente sfondo siderale. La donna pipistrello si prende cura del piccolo scheletro: fatto sta che la piccola cratura è già Morta, e a poco servono le sue
attenzioni. Quanto alla donna dal collo lunghissimo che fissa l’osservatore, altra creatura fantastica, ho appunto cercato di concentrare tutto sul suo
sguardo, per renderlo pi๠magnetico possibile.Riguardo ai due angeli, hai fatto delle osservazioni esatte, ed in questo
caso, dal punto di vista maschile, la necessità di un sostegno femminile è fondamentale (ovviamente vale anche il vice versa). Nell’Amore, quello puro e spogliato da crudeltà e opportunismi (i protagonisti sono due angeli), il supporto reciproco è fondamentale. Il culmine del positivo sembra arrivare in un altro disegno, quando due amanti guardano la luna portata, come in dono, da due Angeli.
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14) In un tuo dipinto c’è un “multiviso” che mi ha ricordato l’arte di Clive Barker in “Abarat”. Hai mai visto le immagini di quel libro? Tra l’altro, questa simbologia del “multiviso” la ritroviamo anche in tuo dipinto, dove
si vedono tre visi in uno: uno allegro, dal color carne, contrapposto a uno piangente sangue, dall’incarnato blu; al centro, un volto rancoroso, sui toni violenti del giallo e del violetto.
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Sinceramente no. In quel dipinto ho voluto mettere in scena diversi stati d’animo (allegria, rabbia, tristezza, fino ai volti pi๠cupi raffigurati su sfondo nero). Le scelte cromatiche accompagnano i diversi umori. Ognuno puà²
riconoscersi in uno di questi volti, buon per lui se in quello dai colori pi๠rosei. Fatto sta che ci si potrebbe identificare in un viso diverso a seconda di periodi e circostanze.   Â
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15) La maschera che guarda i due “fantasmi-angeli”… è sempre un elemento demoniaco?
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E’ legata al gusto per il fantastico, non necessariamente razionalizzabile.
Forse è legata al dualismo bene e male ricorrente in ognuno di noi: la necessità è quella di sfuggire il demoniaco.Â
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16) Mi è piaciuto moltissimo anche “l’uomo pipistrello” solitario, in mezzo a una sorta di fiume blu immenso, che sembra quasi “tapparsi le orecchie”….e “gli esseri-campane”: la morte che è pronta a falciare il
piccolo essere che stringe a sè…è un dipinto veramente surrealista!
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Ti ringrazio. Anche qui il fantastico è ricorrente. Â
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17) Pi๠in generale, quali sono i Pittori o gli Artisti che senti pi๠tuoi? E per curiosità , ti piace l’Action Painting?
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Direi senz’altro Munch, che perಠho conosciuto successivamente. Troppo spesso per ignoranza lo si identifica solo con “Il Gridoâ€, dimenticando la
vena creativa, le scene e i simboli allucinati di cui è stato portavoce, soprattutto nel raffigurare i rapporti tra eros e sofferenza. Te ne direi
anche altri, ad es. Caravaggio, il disegnatore Alfred Kubin, il simbolismo in generale, certi aspetti del surrealismo (es Dalà¬).
Riguardo all’action painting, ti dirಠche non sento a me molto vicine le forme che sfociano nell’astrattismo, o dove la sperimentazione è
fondamentale nel far emergere i moti dell’inconscio. Preferisco far riaffiorare questi attraverso scene enigmatiche e simboli.   Â
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18) Perchà© dipingi? Pensi di poter organizzare qualche evento o qualche collaborazione con qualche altro Artista, non necessariamente Pittore, ma
magari musicista? Per esempio proprio poco tempo fa abbiamo parlato con Davide di Albireon, soffermandoci appunto sulla ricerca artistica/pittorica
che sta approfondendo cd dopo cd col Pittore Massimo Romagnoli… hanno anche realizzato un art-movie….
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Ora non sto pi๠dipingendo. Quando lo facevo era una sorta di valvola di sfogo dove affioravano tensioni, paure e quanto di negativo sentivo. Per questo il risultato era spesso, anche a livello emotivo, di ansia e
stanchezza. Sinceramente non ho mai pensato di a forme di collaborazione con qualche altro Artista. Ad ogni modo, gli scambi culturali sono sempre un bene.    Â
19) Visto che sei anche un grandissimo appassionato di sonorità oscure…. quale canzone o band assoceresti alla tua Pittura?
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Ognuno potrà ritrovare in queste immagini una colonna sonora a tema, e ogni “filone†potrebbe averne una a se stante. Uno dei brani che mi vengono in
mente è “Burning from the Inside†dei Bauhaus; per le rappresentazioni pi๠eteree “Summoning of the Muse†dei Dead Can Dance, in genere anche qualcosa
di Sopor Aeternus pi๠cimiteriale (ad es tratto dall’album “Es reiten die toten so schnellâ€). Per una eventuale mostra, un mix accuratamente
selezionato, ma anche un’opera targata Devil Doll. Insomma, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta.Â
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20) pensi che un giorno riprenderai a dipingere?
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Al momento no, poi non si puಠmai dire: per me la pittura e il disegno erano soprattutto uno strumento per scaricare tensioni e paure. E devo dire che,
affiornado, non mi facevano stare meglio. Era un pಠcome stare a nervi scoperti. Attualmente non ne sento l’esigenza: ho raggiunto un equilibrio
interiore sotto i punti di vista affettivo e lavorativo, che ha messo in secondo piano questa attività . Avrei bisogno inoltre della privacy pià¹
assoluta, ed inoltre il tempo libero è davvero poco. Ognuno perಠavrebbe sempre qualcosa da dire, quindi chissà … Se ricominciassi, forse i lavori
non sarebbero cosଠ“violenti”, ma non mi vedrei a dipingere prati con fiorellini rossi e gialli illuminati dal sole, con tutto il rispetto per chi
sente di farlo. Invece, un bel mare in tempesta, con un cielo minaccioso e altri simboli, quello sempre!Â
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21) Concludi a tuo piacimento!
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Spero di non avervi depresso troppo, e vi assicuro che sono un tipo molto meno deprimente di quello che si potrebbe pensare ;-)Â
Grazie infinite per questa intervista, e un saluto a tutti i lettori di Darkitalia, che spero siano stati favorevolmente colpiti da ciಠche hanno
letto… e visto