Ho il piacere di presentarvi una perla preziosa, contemporanea della darkwave del nostro paese: I Goth Town! E’ passato diverso tempo dal vostro primo lavoro The Clouds, un ottimo album dal gusto decisamente gothic anni ’80, che vantava splendidi pezzi che auguro a tutti i nostri lettori di ascoltare, come Angel of Mercy, The Waiting Girl, Run, Fall Down, You are Loser, Under My Stone e potrei continuare fino a menzionare tutte le tracce dell’album… Mi auguro di cuore che non ci siano stati troppi imprevisti e complicazioni, per la pubblicazione del vostro secondo album Funebre. Dalle canzoni che ho sentito per la rete, si direbbe davvero promettente, pezzi come I Want To Die In A Winter Cold Day, To The End of Time e The Night Fall’s Drag Me Down sono davvero molto piacevoli per le nostre orecchie.
Goth: Grazie, ma visto che gli anni ottanta adesso sono un fenomeno di moda, e non vogliamo alimentare ulteriormente l’attuale ed inestinguibile revival, ci terrei a dire che quel disco suona in quel modo, perchè ho avuto la fortuna, forse immeritata, di suonare proprio negli 80s in varie bands, di conseguenza quel sound è nel mio dna da sempre.Riguardo al nuovo disco, non ci sono stati particolari imprevisti, siamo semplicemente in ritardo perchè impegnati anche in altre cose, come sempre, e inoltre, vista la palese diversità dal disco precedente, ha richiesto e richiede da parte nostra dei tempi pi๠lunghi, per valutare i diversi arrangiamenti, che spesso elaboriamo durante la registrazione stessa. Aggiungi il fatto che poi non abbiamo etichetta, nè management, nè produttore, e tantomeno distribuzione, tocca fare di tutto… ed ecco passati 3 anni.
Wilde: Per questo secondo lavoro, come il precedente, vi siete serviti di collaborazioni esterne di diversi musicisti? Ho notato nelle nuovi canzoni un certo interesse nel voler rendere il sound pi๠impegnativo e se non erro avete tralasciato un poco le atmosfere rockeggianti del primo album per abbracciare una strumentazione pi๠classica. Come mai questa scelta?
Goth: Nel registrare il disco precedente “The Clouds”, ho voluto che vi prendessero parte anche dei musicisti esterni al gruppo, infatti alla fine siamo diventati una decina. Questa volta invece, stiamo facendo tutto il contrario del precedente lavoro, anche sotto questo aspetto, almeno per ora, abbiamo registrato solo in due, Valentina per le parti di violino, ed io per tutto il resto, ma proprio in questi giorni stavo valutando una possibile collaborazione esterna. Per quanto riguarda l’allontanamento dal sound pi๠vicino al rock, ed anche ai suoni tipicamente darkwave, semplicemente una naturale evoluzione, ovvero l’esigenza di sperimentare nuove cose. Se non ricordo male, ho inciso il primo demo nel ’79, e nel corso degli anni, ho avuto voglia e modo di sperimentare facendo musica con mille influenze diverse. Ora in “The Clouds” mi andava di ritornare alle sonorità che ho amato agli esordi, ed amo ancora… ma stavolta ne saremo un po’ pi๠lontani. Non so come facciano gruppi dopo 20 o 30 anni, a suonare sempre le stesse cose, stessi suoni, stessi riff, stessi ritmi… sarà per paura di perdere consensi? In tal caso, non si fa pi๠musica, ma solo un prodotto ben confezionato da dare ai media, ed il triste revival di se stessi. “Al mondo nulla dura, eccetto il Mutamento” diceva Shelley. Personalmente, credo che si debba sempre seguire ed inseguire, le proprie vocazioni e le proprie passioni, alle quali se non metti un freno di proposito, hanno sempre un’evoluzione. Infatti molti pezzi, come avete già avuto modo di ascoltare, saranno semplicemente eseguiti con pianoforte, violino e voce, e senza artificio alcuno, questo per avvicinarci quanto pi๠possibile al sound ed all’intensità delle marce funebri della musica classica, senza esser realmente tali, facendo uso, rispetto al disco precedente, anche di tempi dispari, dodecafonica, molteplici cambi di velocità nello stesso pezzo, e variazioni dinamiche, in alcuni casi, molto enfatizzate, proprio per liberare, o almeno tentare di liberare quest’enfasi, in maniera diversa dal solito, nelle emozioni di chi ascolta, ed oltretutto, con delle esecuzioni pi๠vicine alla musica da camera, in duo o in trio, ma con l’aggiunta di una vocalità totalmente diversa da quel genere. C’è da dire inoltre, che anche la struttura della composizione è molto diversa, e questo è dovuto, oltre che all’arrangiamento, al fatto che nel disco precedente avevo composto tutte le canzoni con la chitarra, questa volte le ho composte tutte col pianoforte. Tutto questo ovviamente, non è detto che debba piacere per forza, cosଠcome è ovvio che non tutto piace a tutti… ma a giudicare dalle testimonianze delle prime 3 o 4 songs estratte, sembrano avere un riscontro positivo. Quindi “Funebre”, sarà essenzialmente un salto indietro nei secoli, con l’aggiunta di elementi moderni, ma pur senza usare i suoni e gli strumenti della darkwave anni ’80, il disco sarà pi๠dark e gotico che mai, ma ci saranno anche con alcune canzoni “traditional” per quanto riguarda la strumentazione, con chitarre elettriche, basso, batteria etc.
Wilde: Come vorreste promuovere prossimamente la vostra nuova fatica? Ho notato con piacere che su youtube gira un videoclip di “To The End Of Time”.
Goth: Devo purtroppo darti una risposta alquanto vaga, perchè al momento abbiamo la possibilità di promuoverlo solo online, sui vari siti come myspace e youtube per l’appunto, ed attraverso le varie radio e portali, che di tanto in tanto ci ospitano e ci promuovono. Poi vedremo in futuro come si evolverà tutto questo… To the end of time, la breve versione video della omonima canzone che sarà sul nuovo disco, il video è stato realizzato tutto in un pomeriggio e compare su un Dvd compilation realizzato in Germania. Appena avremo tempo, ne realizzeremo dei nuovi.
Wilde: Pensate che sia riuscito meglio The Clouds o Funebre?
Goth: Ma non credo di doverlo dire io, ognuno potrà , se vorrà , dare un giudizio personale, magari a qualcuno piacerà il primo, ad altri il secondo, ad altri non piacerà nessuno, ad altri piaceranno tutti e due… e tutto questo per svariate e diverse motivazioni, tecniche , stilistiche o emozionali. Inoltre sono talmente diversi che il confronto è un po’ difficile, entrambi sono dei concept albums, “The Clouds” sul concetto ermetico e romantico delle nuvole, come luogo dove poter sognare e dove i nostri pensieri sono lontani dalla “sporca” concretezza terrena. “Funebre” invece parla della morte, ma come ho avuto già modo di dire, non per ossessione, paura, o tendenze suicide, in realtà è una dedica al regno dei morti, un luogo nel quale ci si arriva, “in genere”, quando si è al massimo della conoscenza terrena, di conseguenza è anche il luogo che custodisce tutto il sapere umano. Credo sia il luogo pi๠affascinante che possa esistere nel nostro immaginario, o “realmente” in quello che dopo potremmo trovare, un posto senza confini, che contiene tutti i nostri pensieri, di cui perà ² i vivi non sanno nulla. Un affascinante luogo di culto, non solo per il suo mistero, ma proprio perchè racchiude e nasconde in sè la conoscenza, la sapienza e la saggezza, che noi tutti vorremmo avere, ma che mai avremo. Di conseguenza, una nostra grande aspirazione dovrebbe essere, per quanto possibile, il raggiungimento massimo del sapere in vita, che è molto diverso, ed anzi non c’entra con l’aver cultura… e soprattutto, condividerlo, prima che la Morte venga a custodirlo per sempre.
Wilde: In questi ultimi anni il nostro paese (ma anche nel mondo) prolifera di nuovi gruppi dalle tendenze nostalgiche, a cui piace suonare musica legata all’ondata Post-punk, ma c’è anche molta gente che critica malamente queste opere che si rifanno al passato e afferma che il movimento sia già morto da tempo. Che cosa ne pensate in proposito?
Goth: Una delle tendenze pi๠comuni, musicalmente parlando, quando si ha mancanza di idee, è creare i revivals di altre epoche e stili, ma la bruttezza non sta ovviamente nell’anacronismo, ma nella pochezza dell’apporto che tutto questo puà ² dare alla musica, con le dovute eccezioni. Certo chi non ha vissuto la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, e non ha idea di cosa fosse in quel momento il contesto storico, politico e sociale, oltre che musicale e ascoltando le nuove bands puà ² anche pensare che non siano male… ed in realtà non lo sono, se non hai conoscenza del passato, ma se invece ne hai, ti rendi conto facilmente che anche bands molto osannate, sono in realtà dei cloni e niente pià¹.
Faccio un esempio su tutti, tra i Franz Ferdinand e Gang Of Four: i F.F. (ma potrei fare decine e decine di nomi) non solo fanno (male) le cose che facevano 30 anni fa i Gang of Four, ma si vestono e si pettinano anche uguali, si atteggiano allo stesso modo… ed è una band che non mi dispiace nemmeno, ma dopo che li ho ascoltati 4 o 5 volte, mi hanno già stancato, proprio perchè ho ascoltato quelle cose 30 anni prima… se poi non hai ascoltato a sufficienza realmente gli 80s, puoi ascoltare il revival a valanga e non ti stancherà , forse. Ricordo invece che quando comprai “entertainment” dei Gang of Four, nel 79 o nell’80… boh.. avrà ² consumato il vinile, dalle tante volte che l’avrà ² ascoltato, cosଠcome tanti altri gruppi, che se si va a vedere, erano tutti molto diversi tra loro, avevano influenze stilistiche e musicali diverse, e se ascoltavi un riff di chitarra, potevi renderti conto da subito a quale gruppo appartenesse, tanta era la diversità di suono tra una band ed un’altra. Oggi, se metti in fila Maximo Park, Departure, Interpol, Franz Ferdinand, Bloc Party, Editors etc., e senti solo il sound delle chitarre, non distingui a chi appartiene, questo perchè hanno tutti un’unica influenza… l’aviaria, che non se li prende.Ad ogni modo, ho notato anche che molte persone hanno le idee confuse sulle bands degli 80s, delle quali tante sono sconosciute, o poco conosciute ai pià¹, e si mescolano spesso i gruppi underground di quel periodo a quelli che invece sono stati dei fenomeni di moda, sempre grazie ai media… come le bands new romantic, la finta new wave italiana, che era proprio roba terra terra, e cazzate varie elettrofuckinpopsynthwave, di personaggi appena usciti dal parrucchiere, con la vita dei pantaloni che gli arrivava ai capezzoli, e con le spalline delle giacche imbottite con un chilo di polistirolo… che quando c’era il vento, se li portava via come gli aquiloni… certo mi attirerà ² le antipatie di alcune riesumate bands di plastica, pi๠che altro italiane, che oggi passano per “cult band”, ma siccome non me ne puà ² fregar di meno, ci tengo di pi๠a testimoniare la realtà , che a dire che era tutto bello e seducente, come spesso la stampa e la tv dicono, e fanno credere e sembrare. Le innovazioni, musicalmente e culturalmente parlando, sono state fatte dalle bands che erano meno conosciute, principalmente inglesi e americane, molte delle quali sono anche sparite dalla circolazione, gente di strada che non aveva bisogno di truccarsi per fare musica… e ci sono ancora tante cose, da scoprire e da riscoprire, del post punk e della new wave, di 20 e 30 anni fa, ma nulla da aggiungere dei tempi moderni a mio avviso.Se c’è una lezione che alla fine degli anni 70 il Punk ci ha lasciato, è stata quella del rompere i confini tra i generi, distruggere per poi ricostruire, anarchia e democrazia in un’unica parola… e di conseguenza “creare” prendendo spunto da qualsiasi altro stile, ma di creare con le proprie idee, non di clonare… modificare e plasmare secondo il nostro istinto, secondo il nostro modo di vedere le cose, secondo il nostro spirito e secondo il tempo e il modo in cui viviamo.
Ora anche qui l’esempio è semplice, fateci caso… sapete bene che negli anni ’50 c’era il rock and roll, nei ’60 la psichedelica, nei ’70 c’era il rock duro molto vario, che poteva andare dalle cose tipo Led Zeppelin ad altre tipo Stooges etc. etc., e verso la fine c’è stato il Punk. Negli ’80 c’è stato il post punk e la new wave, con mille influenze diverse, nei ’90 gi si cominciano a perdere colpi, c’è un per nulla innovativo grunge, che cerca di pescare la propria essenza in varie epoche musicali dei decenni precedenti, peraltro senza riuscirci, e che seppur carico di rabbia, ha lasciato molto a desiderare proprio per originalità (se volete vi faccio un esempio su una canzone dei Nirvana e su una dei Killing Joke di 10 anni prima, che ha un titolo appropriato all’argomento… no, gli indizi li avete, cercatela), e ora cosa c’è? Tornano gli anni ’80!!! (cazzo che risate!) Ma che puttanata… Che per un ballo in maschera puà ² anche andar bene, ma se centinaia o migliaia di bands fanno o tentano di rifare gli anni ’80, significa solo che le generazioni attuali non hanno una propria identità , son finite le idee, son finite le ribellioni giovanili, adesso è tutto in mano ai mass-media… ti martellano talmente tanto, che alla fine anche inconsciamente cedi, e cià ² che fai, non è cià ² che credi o che vorresti fare, ma solo il frutto di una democratica dittatura basata sulla psicologia… sembra di vivere in “1984” di Orwell, eliminano le parole dal vocabolario e ti fanno credere che la guerra è una buona cosa e la pace non lo è… E non è una cosa cosଠastratta come qualcuno potrebbe obiettare. Possibile che ancora non ci si sia resi conto che gli interessi della politica mondiale, delle industrie e dei grandi managers, attraverso i media, ci manovrano a proprio piacimento? E se riescono a inebetire le nuove generazioni, cosଠcome stanno facendo, tutto peggiora, e non è pi๠solo una questione musicale… E’ morta la rivoluzione, perchè stanno uccidendo la ribellione, quella pura e sacra ribellione, che da sempre ha contraddistinto e pervaso i ventenni, e che da sempre nell’arco dei secoli ha reso liberi gli uomini e cambiato la storia. Quindi basta… gli anni ’80 sono morti quando sono iniziati i ’90, spegnete la Tv, usate bene internet, uscite in strada, parlate guardando in faccia i vostri simili, create il caos, distruggete questa dittatura mascherata da democrazia, e usate le vostre idee e la vostra intelligenza per ricostruire e cambiare questo mondo di merda.
Wilde: Purtroppo nel gothic contemporaneo, soprattutto quello italiano, affiorano molte band che puntano pi๠sul trucco e su un pessimo sound elettronico. Io sono molto contrario a questa cosa… Come li vedete questi modaioli incalliti?
Goth: Incredibile coincidenza, mentre rispondo a questa domanda mi viene in mente che oggi è lunedଠ23 febbraio… e domani è carnevale. Lascia che godano anche loro.
Wilde: Che ne pensate dei musicisti attuali, commerciali e indipendenti? Secondo voi ci sono degli artisti che dovrebbero smettere di suonare? (sorrido) Potete rispondere anche in modo diretto.
Goth: Beh, se parli di musica commerciale, anche se indipendente, allora dovrebbero smettere tutti, oltre che di far musica, anche di farsi chiamare musicisti o artisti… in realtà fanno solo canzonette, come facevano una volta i buffoni a corte, e adesso la corte è la Tv, quindi se cerchi dei buffoni, sai dove trovarli. Credo che invece nell’underground italiano, quello vero (perchè c’è anche quello finto), ci sia oggi un fermento molto forte, di gruppi davvero molto bravi e con le idee chiare, che io personalmente produrrei anche gratis se potessi. E credo anche che il livello qualitativo e tecnico sia anche migliore che in passato, ovviamente è dura emergere, anche se realmente vali, principalmente perchè le case discografiche sono delle aziende che puntano “unicamente” al ritorno economico, e i produttori non sono certo persone che si intendono di musica, tutto questo sempre con le dovute eccezioni del caso.
Wilde: So che conducete dei progetti esterni ai Goth Town, ci piacerebbe saperne di pià¹.
Goth: Per quanto riguarda me, al momento, proprio per dare priorità al disco, sono fermo con la produzione dei miei impossibili cortometraggi, che spero di riprendere al pi๠presto, per quanto riguarda la musica, sto valutando insieme a degli amici e compagni di palco di vecchia data, di remixare e ristampare alcuni dischi delle nostre bands degli ottanta, sperando che le bobine siano ancora in buone condizioni. Valentina non so, al momento dice che non rilascia interviste, gli altri sono tutti morti da tempo.
Wilde: Avete in programma qualche data prossimamente?
Goth: Non a breve, anche se ci chiedono spesso di suonare, al momento preferiamo dedicare il poco tempo che abbiamo a terminare il nuovo disco, poi vedremo.
Wilde: L’ultimo punto e poi vi lascio spazio libero; come mai la scelta del nome Goth Town?
Goth: E’ un segreto che al momento non possiamo svelare… E’ stato un piacere parlare con voi, ci si vede in giro. (Goth)