S – Il popolo di Darkitalia.it è molto impaziente di leggere quest’intervista e di saperne di pi๠sui DSI partirei da te nome cognome età e nick name da artista
V – Vittorio D’Amore, 29 anni, Victor Love Il nome d’arte non è altro che la versione inglese del mio nome vero
S – Raccontami un pಠdegli antipodi del gruppo, come nasce.. dall’idea di chi..
V – Ci siamo formati nella primavera del 2003 e l’idea era quella di fare un gruppo che miscelasse le caratteristiche del rock e dell’elettronica proitettata nel nuovo millennio. Il concept dei testi è sempre stato ispirato a tematiche derivanti dal Cyberpunk sia dal punto di vista letterario che cinematografico ma anche come subculture underground nella rete. Stilisticamente le principali influenze vengono dal rock’n’roll, punk e metal fuse con elettronica, ebm, industrial e techno. Io sono il compositore dei brani dei Dope Stars Inc,. fin dalla fondazione e al tempo ero influenzato sia dal mio passato rock e metal che dall’ambiente gothic industrial ed ebm quindi quello che ho cercato di fare già con il nostro primo demo EP “10.000 Watts Of Artificial Pleasures” è stato di mischiare queste influenze per produrre un ibrido a metà strada tra questi due mondi molto diversi e quindi utilizzare l’elettronica con un attitudine rock e viceversa anche dal punto di vista degli arrangiamenti. Il risultato è stato questo EP (10.000 Watts Of Artificial Pleasures) di 6 pezzi che includeva anche una cover di “Shock To The System” di Billy Idol che abbiamo fatto uscire online insieme con il sito web e che ci ha portato poi alla firma del contratto con Trisol.
S – Per quanto riguarda la formazione, siete sempre voi tre fin dall’inizio oppure ci sono stati dei cambiamenti, quando ancora dovevate emergere?
V – Inizialmente eravamo Io, Darin, Grace e Brian. Poi Alex prese il posto di Brian quando avevamo quasi completato le registrazioni di Neuromance il nostro primo disco uscito nel 2004 con Trisol in seguito è entrato alla chitarra La Nuit che già era presente ai primi live importanti subito dopo Neuromance abbiamo poi fatto un altro disco nel 2006 (Gigahearts) e subito dopo abbiamo cambiato formazione in seguito alla seprazione con Grace e Alex e prendendo un nuovo tastierista “Ash Rexy” che ci ha seguito per il live fino ad ora, mentre io sono ritornato a suonare la chitarra e cantare dal vivo. Come formazione ufficiale da studio ora siamo io alla voce, chitarra, synth e drum machine, La Nuit alla chitarra e Darin Yevonde al basso, come formazione live invece suoniamo con Ash Rexy che si prende cura della parte elettronica, sequencers, sintetizzatori ed effetti. Con il nuovo disco pensiamo di prendere anche un batterista per il live dato che i nuovi brani includono anche registrazioni di batteria acustica e giusto in questi giorni abbiamo provato diverse persone e abbiamo trovato un ragazzo molto promettente, un vero professionista, che presto annunceremo.
S – Vagando sul vostro sito, e sul vostro myspace, si nota molto il vostro modo di porvi che pare a metà tra lo stile dark, al giorno d’oggi molto seguito, e lo stile glamour, la domanda, è se avete preso una decisione insieme sullo stile da seguire oppure se essendo tu il compositore e quindi la mente del gruppo hai preso da solo queste decisioni
V – Diciamo che il tipo di immagine cha abbiamo sempre avuto è strettamente collegata al nostro personale modo di essere fin dall’inizio. ognuno di noi ha sempre avuto una propria identità che si esprime poi nell’immagine complessiva del gruppo. Non è stata una decisione presa a priori, semplicemente è un tipo di immagine che ci piace personalmente e che tra l’altro si accosta a quella componente glam rock’n’roll proitettata nel futuro che si rispecchia anche nel tipo di musica che facciamo.
S – Prima mi parlavi di una discendenza dall’immaginario e dalla cultura cyberpunk, difatti avete come accennavi prima coverizzato agli inizi Billy Idol, uno dei pi๠grandi esponenti di questa sub cultura avresti voglia di spiegare ai nostri lettori come interpreti TU quello che è l’immaginario cyberpunk attuale e quello che era invece ai tempi di Billy Idol?
V – Questa è una domanda molto interessante perchè si collega molto a quello che è il concept del nuovo album. L’immaginario cyberpunk ha avuto un grosso boom negli anni 80 ma a quei tempi diciamo che molte delle cose che venivano descritte nella letteratura e nelle trasposizioni cinematografiche avevano una connotazione piuttosto visionaria dato che dipingevano un mondo, se pur non tanto distante nel futuro, ma che nella realtà ancora doveva concretizzarsi. Oggi invece viviamo in un era dove tante delle cose che fanno parte di questo tipo di immaginario hanno cominciato a prendere una forma concreta. Lo sviluppo tecnologico e delle reti globali ad esempio ma non solo anche tante visioni della società che venivano dipinte nel worldview del cyberpunk ora cominciano a diventare una realtà . Ad esempio l’impatto delle corporazioni sulla società , il peso politico che hanno, l’impatto dei media sulla gente e il sistema di controllo che si sta definendo sempre di pi๠in questi anni grazie all’avanzata delle tecnologie della rete, e anche la figura dell’hacker che sta cominciando a diventare sempre pi๠importante e reale nel suo impatto nella società moderna. Prima queste erano tutte cose che toccavano solo una piccola parte delle persone esperte e che conoscevano bene il mondo del cyberspazio. Ad esempio basta notare come anche i governi ultimamente stanno facendo di tutto per cominciare a trovare un modo per bloccare la rete e per assumerne sempre di pi๠il controllo. E di pochi mesi fa una dichiarazione di Rockefeller al riguardo che esprime il fatto di come internet sia stata una delle invenzioni pi๠pericolose del nostro secolo (per i governi ovviamente) e come sia necessario porre “rimedio”. Da qui il “cyber security act” che stanno cercando di far passare negli stati uniti. Un altro esempio è quello del capo dei servizi segreti britannici che sta rischiando il posto dato che la moglie ha pubblicato su facebook foto private che hanno messo a repentaglio la sicurezza dei servizi. Comunque anche tante altre cose come le nanotecnologie, la realtà virtuale sono tutte cose che si stanno concretizzando e da qui viene il titolo del nuovo disco, “21st Century Slave” che sta ad indicare il fatto che noi tutti oramai non possiamo fare a meno della tecnologia e rischiamo di diventarne schiavi. ma non essenzialmente della tecnologia stessa ma dell’uso che il sistema puಠfarne come strumento di controllo, Ed è per questo che l’unica via è quella di dominare la tecnologia per non essere dominati e rendere la società sempre pi๠sensibile su questi temi, onde evitare che questi strumenti sempre pi๠complessi possano prendere il sopravvento sulle masse.Ci sono degli studi statistici dettagliati che evidenziano come in un sistema informatizzato globale come quello che si sta creando oggigiorno c’è la concreta possibilità di influenzare le masse sistematicamente per ottenere determinati risultati sia commerciali che anche sociali e politici e di spingere le persone a credere o volere determinate cose e quindi condizionare la società tutta tramite l’utlizzo di questi sistemi
S – A proposito di politica e di controllo, l’immaginario cyberpunk dei primi ottanta si appoggiava molto ad una forma utopica di governo, che rasentava l’ideale anarchico, Tu in quanto Vittorio e i DSI di conseguenza, politicamente vi schierate? come vi definireste?
V – Diciamo che tendenzialmente non siamo schierati politicamente ma comunque condividiamo gli ideali di libertà di espressione e libertà individuale, e il rifiuto del controllo sistematico di governi totalitari, Un tipo di governo che purtroppo diventa sempre pi๠una possibilità concreta considerato l’evolversi delle cose. Nell’immaginario “cyberpunk” viene spesso identificata la presenza di super stati con un unico governo centrale, un unico sistema monetario e bancario. Queste sono infatti tutte cose verso cui molti governi negli ultimi anni si stanno indirizzando utilizzando la paura delle persone e il terrorismo come scusa per portare la società a muoversi verso questa direzione ed è pressochà © evidente che la globalizzazione che è stata tanto promossa finora ha dato dei frutti tristemente negativi perchà © ha portato ad una divisione sempre pi๠grande tra ricchi e poveri, e a creare entità corporative sempre pi๠potenti esenti da controllo che senza un minimo di etica hanno creato gravi danni in tutto il mondo dato che l’unico ideale che perseguono è quello del profitto a tutti i costi. Personalmente penso che l’anarchia allo stato puro è un concetto troppo utopico per potersi realizzare ma che grazie alla tecnologia si possa raggiungere un livello dove se non altro l’autorità dei governi venga limitata e condizionata dall’opinione pubblica in maniera pi๠pesante. Cosa che comincia anche a succedere in molti casi se per esempio guardiamo a quello che è successo in Iran di recente. La rete comincia ad avere un forte peso politico e comincia ad ottenere dei risultati se pur non ancora radicali.
S – Parlando appunto di povertà e ricchezza, ma rientrando pi๠strettamente nell’ambito musicale, come ben saprai emergere non è mai facile, e senza i fondi è ancora pi๠difficile.. vorrei sapere voi come avete fatto, quanto ha contato la fortuna, quanto la bravura e quanto lavoro c’è dietro, e da dove sono arrivati i primi fondi per la lavorazione e la registrazione dei vari brani..
V – Posso dirti che fin dall’inizio c’è stato un lavoro costante e abbiamo iniziato senza il supporto di alcun tipo. Ad esempio ho registrato io personalmente il nostro primo EP a costo zero e questo appunto grazie alla tecnologia. Infatti al tempo, nel 2003 cominciavano ad esserci i primi software abbastanza “completi” per poter produrre a casa un disco, cosa che ora si è evoluta ancora di pià¹. Al tempo era un po’ pi๠difficile ma dato che io ho sempre militato nel campo dell’informatica sono riuscito ad imparare da solo ad utilizzare questi strumenti per registrare e mixare e abbiamo cosà ¬ prodotto il nostro primo demo. Il lavoro perಠnon è finito là ¬ perchè senza un impegno costante fatto su internet, spedizioni a tutti i giornali e cosà ¬ via sarebbe stato impossibile. La cosa che penso abbia fatto la differenza è l’aver sempre cercato di dare il massimo e non solo produrre un demo di una qualità decente, ma anche di presentarlo nel migliore dei modi curando tutti gli aspetti artistico professionali, a partire dal sito web, fino ai promo package di presentazione a magazine e alle etichette ma anche il modo di porsi nei confronti degli addetti ai lavori in maniera seria e professionale. Purtroppo tantissime band non hanno alcuna idea di come fare questo, e a volte non sanno neanche come contattare un giornale, o una label e cosà ¬ si affidano a delle agenzie che il pi๠delle volte non fanno niente. Noi invece abbiamo fatto tutto da soli, o meglio, io ho gestito tutta la parte amministrativa con un lavoro costante che mi ha permesso di ottenere dei risultati, anche perchà © è una cosa che mi è sempre piaciuto fare. Già prima dei dope stars inc avevo un sito dove promuovevo gratuitamente i gruppi e cercavo di fare scambio date. Per quanto riguarda l’aspetto economico devo dire che non abbiamo mai chiesto somme ingenti per produrre i nostri album anche perchè ho sempre curato l’aspetto della produzione e al massimo abbiamo avuto spese di studio limitate che ci hanno permesso di affrontare i nuovi dischi.
S – Il tuo consiglio è quindi di muoversi in maniera da far sentire la propria musica in giro, insomma non risparmiarsi.. Sicuramente quest’intervista verrà letta da molti esponenti di band emergenti , e vorrei chiederti se voi sareste disposti ad aiutare, ovviamente una volta ascoltati i brani e appurata la qualità , queste band, ad esempio remixando uno dei loro brani, di modo da dare visibilità e curriculum, oppure aiutandoli in altri sensi?
V – Guarda noi abbiamo sempre collaborato con tante band e ove possibile io ho sempre cercato di fare remix e non solo. ad esempio ho lavorato con diverse band come produttore e fonico, tutte band che ho anche aiutato a trovare un contratto discografico successivamente, non sono un tipo che si tiene stretto i contatti per una questione di gelosia”¦ molti lo fanno ma io preferisco aiutare quando possibile. E’ ovvio che poi tutto dipende molto dalla band, non tutte riescono a suscitare l’interesse delle label. Quando ho potuto ho sempre cercato di indirizzare tutte le band con cui sono stato in contatto con consigli di questo tipo, e quello che ho notato dopo anni che lavoro con centinaia di band è che appunto molte pensano che tante cose sono impossibili e da qui saltano a conclusioni del tipo che se non si è raccomandati non si fa niente. Io posso dire è che la realtà è ben diversa e se si pensa di poter stare a casa guardando il muro aspettando un contratto piovere dal cielo non si puಠandare molto lontano..Molte band tra l’altro pensano che una volta che si ha una label il gioco è fatto mentre invece è tutto il contrario, Una label è importante per la distribuzione ma la maggior parte del lavoro, anche se si è in una label medio grande bisogna farselo da soli. Questa è un pಠla tipica mentalità italiana. quella dello stipendiato presso gli enti pubblici”¦ una volta trovata la label si pensa di aver finito e che si diventerà famosi! Quello che ho visto io è che dopo che abbiamo firmato la mole di lavoro che ho dovuto affrontare è solo aumentata! (ride) e se non ti dai da fare il risultato è essere droppati come si suol dire nel’ambiente. L’impegno deve essere costante e ogni giorno è importante avere nuove idee per far crescere il gruppo. Ci sono tante persone che pensano a priori che una cosa è impossibile quindi tanto vale non provarci, Invece le volte che ho provato a fare cose che sembravano impossibili, non sempre, ma spesso si sono realizzate e hanno avuto dei risultati inaspettati. Specialmente oggi con la rete è possibile riuscire a mettersi in contatto con tutti e non ci sono pi๠quel tipo di barriere di una volta. Quindi qualsiasi gruppo che ha intenzione di sbattersi ha un mondo di opportunità davanti. basta usare il cervello. E sopratutto basta lavorare con le proprie mani perchè pensare di affidarsi ad altri, almeno per esperienza, posso dire che è solo una illusione.
S – A proposito di cià², a far parte dei vostri dischi si trovano gruppi davvero importanti con remix e riedizioni dei pezzi, inoltre avete partecipato a rassegne di importanza europea elevata quali il WGT e l’amphi ti và di parlarci un pಠdello sforzo che hai dovuto affrontare per avere contatti con gruppi di nomina internazionale e per partecipare a eventi di tale calibro?
V – Questo è un altro esempio che si collega a quello che dicevo sopra. Tanti dei gruppi che ci hanno fatto il remix, li ho semplicemente contattati e mi hanno risposto. niente di pi๠facile. Nessuna raccomandazione o cose del genere e nessuno sforzo la maggior parte li ho contattati dal sito ufficiale e basta. Vedi questo è proprio quello di cui parlo tanta gente si ferma ancora prima, tanti gruppi non si sforzano neanche di cercarsi i contatti dei giornali, farsi una lista e spedire i pacchi perchè pensano sia una cosa impossibile che solo una agenzia puo fare. Io invece cosa ho fatto? mi sono andato a prendere tutti gli indirizzi su internet. ho fatto una lista. ho fatto un package fatto bene. con biografia, foto, disco stampato a due lire in cartonato e ho spedito a pi๠di 300 magazine, questo nel 2003 al tempo dell’ep.. tutto fatto con un po’ di lavoro e tanta pazienza. Il risultato è stato che da li a pochi mesi abbiamo avuto un sacco di recensioni e ci hanno contattato 4 label. Se tu vai a chiedere a un qualsiasi gruppo X ti risponde con cose del tipo…eh ma dove li prendo gli indirizzi ecc ecc.. già nel 2003 la maggior parte dei magazine avevano gli indirizzi online sui propri siti. Invece piace pensare che uno è raccomandato e chissà come ha fatto. ma è ovvio che se speidisci a 300 magazine 100 te la faranno la recensione e poi dipende anche dal gruppo, se piace o non piace ovviamente.. Io quando ho iniziato non avevo contatti con nessuno me li sono fatti da solo i contatti ed è una cosa che possono fare tutti. Se poi uno non ha voglia è un altro discorso. ma sono sicuro che chi ha passione come me e che pensa sia una cosa importante per la propria vita perchà © è un sogno che vuole portare avanti, bene, basta sforzarsi un attimo.. “Do it yourself” è uno dei motti cyberpunk pi๠importanti.. (ride).
S – Dopo questa spiegazione sugli inizi dei DSI, vorrei sapere, prima di loro in quali gruppi hai suonato?
V – Quando sono nati i DSI suonavo in altri due gruppi, I “Chaos Zero” dove cantavo e facevamo crossover metal e i “My Sixth Shadow” dove suonavo la chitarra e facevamo gothic rock.. Con i my sixth shadow già avevo inziato a fare le prime esperienze per la promozione mi ricordo ancora che abbiamo preso 4K su kerrang con il demo (ride), e tutti dicevano che era impossibile.. già con i MSS infatti avevo cominciato a fare sul serio dal punto di vista della promozione e sbattimento poi i chaos zero si sono sciolti per motivi non dipendenti da me mentre con i my sixth shadow abbiamo fatto un disco con una label truffa ed è capitato nel periodo in cui sono nati i DSI. Poi da li molti dei membri si sono allontanati per motivi personali, hanno cambiato vita o si sono ritrovati troppo impegnati per seguire la band e io non ce la facevo pi๠a stare appresso a tutti e due i gruppi quindi da li a poco ci siamo sciolti..Tra l’altro avevamo un disco nuovo pronto che non è mai uscito, alcuni brani di quel disco sono usciti sul disco nuovo dei “This Void Inside” gruppo di Dave, ex cantante appunto dei my sixth shadow con cui componevo i brani.. Diciamo che i my sixth shadow sono stati un po’ l’anticamera dei dope stars inc. anche per certe cose collegate all’immagine. Non tanto come genere che era parecchio diverso anche se già li utilizzavamo elettronica mista a rock.. Diciamo che i Dope Stars Inc. sono il progetto dove ho potuto portare all’estremo certe tendenze rock metal ed electro.. Alla base volevo riuscire a fondere motely crue/guns’n’roses, rammstein, shotgun messiah, vnv nation e atari teenage riot pi๠o meno le band di riferimento al tempo come stile, Poi la cosa si è evoluta”¦
S – Quindi qui sopra hai citato i tuoi capi saldi musicali? Oppure i tuoi ascolti sono pi๠verso altro?
V – Si li ascolto, ma io ascolto molte cose.. diciamo che quando ero pi๠piccolo ho ascoltato tantissimo metal tipo metallica, sepultura, slayer, pantera, fear factory, iron maiden etc.. ho avuto anche un lungo periodo crossover, quindi korn, deftones, system of a down. Poi dark gothic, tra tutti, the cure, bauhaus, joy division, e christian death.. Nel contempo ho sempre ascoltato molta musica rock anni 70 e anni 60 dai led zeppelin, pink floyd, ai genesis etc”¦
S – Ora come ora invece verso cosa sei orientato?
V – Beh.. tra il 90 e il 2000 ho cominciato ad ascoltare molta techno, elettronica spinta dagli atari, aphex twin, prodigy, chemical brothers fino all’industrial, quindi vnv nation, apoptygma, das ich, suicide commando e cosà ¬ via”¦Ultimamente ci sono poche band che mi piacciono davvero, preferisco cmq sempre ascoltare roba anni 80 in generale a partire dai depeche mode ovviamente, e tanta musica classica nell’ultimo anno anche per via del progetto “epochate” la nuova band che ho fatto con “Noras” che mi ha anche riportato ai tempi di quando ero veramente un bambino ancora e suonavo il pianoforte
S – Band di spicco secondo te in quest’ultimo periodo?
V – Tra le ultime band che mi hanno interessato di queste nuove…posso dire “shiny toy guns”Â,e i “the sounds”Â.
S “ Hai accennato alle varie esperienze e alle emozioni che hai provato suonando sullo stesso palco di grandi artisti, hai qualche aneddoto da raccontare ai nostri lettori?
V – Nessuno in particolare devo dire ho conosciuto tante di quelle band”¦Forse una su tutte potrei dire di aver avuto l’onore di conoscere Aaron dei My Dying Bride che è anche venuto ai nostri concerti in UK, è una persona fantastica, e poi io adoro i My Dying Bride..
S – Passiamo a parlare del vostro ultimo album, ho ascoltato e recensito l’album ci hai già spiegato la vena cyberpunk da cui è nato, e l’origine del titolo devo dire che ad un primo ascolto l’album appare davvero d’impatto, ti và di descrivercelo un po’?
V – Allora, partiamo dicendo che i primi 4 rappresentano una sorta di introduzione al disco dove c’è un brano pi๠electro e meccanico, che è “omegadrones” con anche un tipo di ambientazione molto cyberpunk specialmente nella parte finale..Poi 21st century slave che è diciamo il pezzo simbolo del disco che rimane cmq un pezzo molto da club, e che richiama un pಠal disco precedente “gigahearts”Â. Secondo me, è una sorta di nuova “bang your head”Â. Poi it’s today è un po’ un ritorno verso “neuromance” a quelle sonorità un po’ pi๠happy ed è un brano anche abbastanza veloce con parecchi lead synth. la quarta è la ballad del disco quindi rappresenta il lato pi๠romantico e melodico. Dopo li riparte il tema cyberpunk con “digital warriors” e “megacorps” dove in particolare la prima si ispira al cyberpunk manifesto ed è una sorta di “inno” cyberpunk e la seconda riprende il concept delle corporazioni, entrambi sono due brani abbastanza aggressivi. Abbiamo poi “criminal intents” e “neuromantics” che si collegano al concept di “Neuromancer” di William Gibson quindi guerre di hacker nella prima e droghe sintetiche nella seconda. Posso aggiungere che “Digital Warriors” è forse il pezzo pi๠riuscito nell’identificare anche una sorta di genere che noi chiamiamo “cyberpunk rock” perchè è un brano che ha sia componenti fortemente rock’n’roll e punk che componenti cyber. Ad esempio il brano parte molto electro con cassa dritta, per poi evolvere e cambiare radicalmente diventando molto pi๠rock’n’roll, il tutto sempre condito da vari synth, quindi per certi versi si accosta molto al genere che facciamo e che ci piace definire appunto Cyberpunk Rock. “Ovvero un misto di musica electro punk e rock con testi ispirati al cyberpunk”Â. Tornando agli altri pezzi dopo “neuromatics” ci sono “outlaw thrones” e “the world machine” che includono entrambe tematiche pi๠attuali che si riferiscono al mondo odierno, mentre la conclusiva it’s for you è un altra ballad ed è un esperimento acustico che abbiamo voluto fare, visto che non abbiamo mai avuto niente di acustico finora un brano. ovviamente contaminato da influenze electro.
S – Bene, vuoi ancora dirci dove potremmo sentire i Dope Star Inc. live nei prossimi mesi?
V – Andremo in tour ad ottobre con deathstars, the birthday massacre e diary of dreams, poi faremo altre date a metà novembre in Uk da soli a londra, manchester e birmingham e una data negli Stati Uniti a Halloween a Philadelphia che saranno presto annunciate”¦Il tour di ottobre comprenderà 17 date in germania, olanda, francia, austria, svizzera, cecoslovacchia, e salteremo una data del tour per partecipare ad un festival expo cyberpunk che si terrà ad helsinki il 23 ottobre, una mostra di cultura cyberpunk dove siamo stati invitati per rappresentare la sezione musica.. Stiamo poi programmando altre date per l’inizio del 2010.
S – E per quanto riguarda l’Italia?
V – Per l’italia stiamo aspettando che riaprono i locali dopo la pausa estiva per organizzare delle date spero per gli inizi del 2010, Uscendo l’album in estate non è stato possibile ancora organizzarci poi in Italia è veramente difficile riuscire a suonare. Lavoriamo comunque con una agenzia, “machada promotion”Â, che si sta occupando di questo.
S – Bene direi che l’intervista puಠdirsi conclusa Victor Love per Darkitalia.it passo e chiudo! ti ringraziamo molto!
V – Grazie a te e a darkitalia.it e speriamo di suonare presto in Italia!