Darkitalia: Ciao Ronny e grazie per averci concesso il tempo per rispondere alle domande sui Clan of Xymox. Puoi parlarci della line-up attuale della band?
COX: Io ( Ronny Moorings ) scrivo i testi, registro e mixo tutta la musica e le parole delle canzoni. Mojca si occupa degli artworks di ogni disco. Quando l’album è ultimato passo il materiale al ersto della band per una verifica. Durante i live Ronny suona la chitarra e canta, Moica suona il basso, Mario chitarra e Yvonne alle tastiere
D: Avete formato la band nel 1984 e pubblicato molti album, suonato in moltissimi festival e cambiato tante etichette discografiche. Come mai adesso siete approdati alla TRisol?
COX: E’ stato un suggerimento di Steph (della precedente etichetta Pandemonium), sapeva che la Trisol è forte sul mercato, a differenza della dia (piccola) etichetta, e ci ha consigliato di passare alla Trisol perchè è ha ottime band e un’ottima reputazione.
D: Nel corso degli anni avrete fatto sicuramente tanta esperienza, e immagino che non basterebbe una semplice intervista per sapere tutti i dettagli. Ma forse c’è qualche episodio particolare che ci vorresti raccontare?
COX: Non sono uno a cui piace guardare indietro nel tempo, non mi piace vivere tutti i ricordi ci sono tante cose nuove che ci aspettano ogni giorno. Ma se ne volete sapere uno, penso al live a città del Messico, con 30 mila persone che è un piccolo record per la nostra band. E’ stata un’esperienza emozionante sentire il boato del pubblico dopo ogni pezzo, la pazzia durante il concerto con le persone che si accavallavano per arrivare sul palco.. wow!
D: Avete cambiato il nome della band per un certo periodo, riducendolo semplicemente a Xymox. Qual è il motivo di questo intermezzo e la differenza rispetto al nome originale?
COX: Xymox è stato il primo nome. Poi l’ho cambiato in Clan Of Xymox, e dopo un po’ l’ho ridotto di nuovo per motivi di semplicità . Il corso degli anni ’90 secondo me, col senno di poi, è stato un po’ troppo commerciale, cosà ¬ con gli anni successivi, quando i pezzi hanno ripreso un certo stile, è stata una scelta logica riutilizzare il nome Clan Of Xymox, per dare il messaggio che lo stile è ritornato alle origini di nuovo. Da quel momento non ci sono stati pi๠cambiamenti quindi ci chiamiamo ancora Clan Of Xymox 🙂
D: Pensi che ci siano differenze musicali tra XYMOX e Clan of Xymox?
COX: Le differenze sono semplici: gli Xymox erano prodotti dalla Polygram (ora Universal) con 2 album sperimentali, il resto è uscito sotto il nome Clan Of Xymox, con la 4AD e dal 1997 a oggi.
D: In questi giorni la band compirà 25 anni di vita. Festeggerete la cosa?
COX: No, non ci pensavo affatto. Mi sento come se fossi all’inizio, strano a dirsi lo so, ma è cosà ¬ che mi sento. Allora dovrei anche considerare il 1997, che nella mia testa è come una sorta di rinascita, e festeggiare il 12 anni, ad ogni modo non posso dire di aver creato una sorta di marchio nella mia carriera che abbia bisogno di essere celebrato…
D: Come percepisci il cambio della scena nel corso degli anni?
COX: La musica è diventata pi๠usa e getta. Non sono rimasti molti amanti della musica, di quelli che collezionano cd o vinili, come prima che comparisse il lettore mp3. La gente preferisce scegliere pezzi da un album su i-tunes, è un peccato perchè la maggior parte della musica devi scoprirla pian piano, i brani migliori si scoprono sempre tardi. Difficilmente le persone si siede ad ascoltare realmente la musica e lascia scorrere un album (o pià¹) per intero. It is more the instant gratification we are after these days. La scena è molto frammentata e mi sembra che un sacco di persone non vadano a questo o quel concerto (finchè si frequenta l’ambiente) perchè non rientra nella categoria giusta per loro (o almeno cosà ¬ dicono o pensano). Le band di ogni frammento della scena non differiscono l’una dall’altra e sfortunatamente il passaggio da un genere a un altro è molto ridotto. Io personalmente vado a vedere un sacco di band differenti e compro tanti tipi di musica, la varietà per me è il sale della vita.
Questo tipo di sensazione si è persa col tempo, solo col WGT la sento di nuovo, quando la città è piena di gente vestita di nero.
La cosa buona è che le persone possono scoprire in modo semplice nuova musica o gruppi che non avevano mai sentito, è tutto a disposizione nel web, foto, musica, video e tutto! L’altra faccia della medaglia è che la gente non cerca pi๠di quello che gli viene proposto dalle grosse compagnie nelle pubblicità o in tv, o delle band di tendenza del periodo, la stessa ragione per cui un certo detersivo liquido ha sempre la formula pi๠innovativa per un risultato pi๠pulito…
D: A proposito del business musicale. E’ ovvio che sta diventando sempre pi๠difficile per le etichette i gruppi e i negozi di dischi sopravvivere. Come si puà ² far fronte alla situazione attuale?
COX: In un certo senso dovrebbe essere pi๠facile con tutti i modi possibili di vendere musica. Il fatto è che c’è sempre una maggiore offerta, quindi potenzialmente per la stessa quantità di persone che compra musica ci sono pi๠cose da poter comprare. Penso che costruirsi un seguito è un buon modo di cominciare a vendere, sperando che i fan continuino a seguirti con gli anni a venire, vedi Depeche Mode e Placebo. Non credo queste siano band che soffrono. Quindi il modo di stare a galla c’è, anche se bisogna comunque nuotare 🙂
Quello che cerchiamo di fare noi è produrre qualità e non quantità , e i nostri fan se ne rendono conto della cosa. Il declino del reddito delle etichette discografiche è un’altra questione che puà ² essere risolta se facessero cosà¬: ho detto molte volte alle etichette che c’è una soluzione per questo problema, se le multinazionali lasciassero che i provider internet prendessero delle royalties sulla base dei download di ogni persona, non infrangeresti la privacy degli utenti, il provider aggiungerebbe semplicemente nella bolletta la somma dei download mensili.
L’etichetta renderebbe il provider internet parte pdel dell’industria cinematografica e musicale, cedendo loro una percentuale degli incassi, come fanno con gli editori. Il download è sempre individualizzabile da un indirizzo IP (che in ogni caso il provider ha). Gli editori dovrebbero dare dei programmi di download (per tracciare le canzoni scaricate) ai provider e tutto risulterebbe perfetto penso.
Sarebbe meglio anche per il consumatore, niente pi๠pagamenti con carta di credito, o login su vari music-provider, solo una semplice bolletta mensile col totale dei download. Invece le multinazionali cercano di perseguire ogni persona se mette le cose online, il che non è un modo intelligente per gestire questo grave problema. A mio modo di vedee non è un problema chi carica files sul web, perchè chi scarica paga per l’utilizzo, quindi sono tutto contenti. Quindi, in breve, gli internet provider e le società di copyright divrebbero lavorare insieme, altrimenti ci sarà una lenta morte del settore cosଠcome lo conosciamo adesso.
L’idea mia e di Mojca di diritto d’autore consiste nell’ottenere 1 centesimo per ogni download legale effettuato con questo sistema che garantirebbe il nostro futuro 🙂 Sfortunatamente le etichette a cui ho spiegato questo metodo non sono multinazionali, ma piccole o indipendenti senza alcuna facoltà o potere decisionale nell’industria… quindi continuiamo a nuotare..
D: La scena si è evoluta molto e la teconlogia permette sostanzialmente a tutti di creare musica. Che vantaggi avete avuto come Clan Of Xymox da questa evoluzione?
COX: Si, tutti possiamo fare musica, sicuro, assolutamente! Questo permette alle persone di registrare su PC con un programma di musica. E’ una buona cosa, ma la musica prima deve essere creata. Un po’ come con la pittura, anche se vernice e pennelli sono a disposizione di tutti, cià ² non significa che tutti possono dipingere! Alcune qualità devi possederle. Lo stesso vale per il fare musica, alcuni sono pi๠bravi di altri nel farla , lo stesso vale per i pittori e qualsiasi altra professione che necessita abilità .
Per me la tecnologia è stata importante sin dal primo giorno. Tutti i miei strumenti sono stati vintage synth, rythmboxes, registratori a 4 o 12 tracce, il mio computer Atari 8 bit, e quindi anche io ho potuto creare musica per conto mio. Il mio vantaggio è stato che ho imparato a suonare la chitarra, suonando la chitarra impari anche il basso, cosà ¬ è pi๠semplice realizzare un brano da soli. Ora si puà ² fare la stessa cosa con meno fatica, è tutto incluso nel PC (io odio questa parola, io preferisco il mio Mac), ma in fondo niente è cambiato, devi saper scrivere la musica, pensare alla canzone, scrivere le parole e le melodie ecc.
Se fai merda, esce merda, lo stesso vale per la pittura 🙂
D: Che raccomandazione puoi fare per le nuove band che cercano di emergere tra tutte le tante nuove uscite
discografiche?
COX: Scrivete canzoni mediocri o estremamente brutte e chiedete alla ragazza pi๠carina della classe di cantare. Fate un video da pubblicare su youtube con un titolo stupido, cosà ¬ che milioni di persone lo vedranno per curiosità , chiamate un emittente tv parlandogli del vostro video visitatissimo, e in breve una multinazionale vi offrirà un contratto di cui vi pentirete dopo qualche anno 😉 perà ² almeno avrete i vostri 15 minuti di gloria! Ogni altra strada è bloccata a causa delle vendite inesistenti (a causa della pirateria) delle etichette indipendenti di qualità che non riescono a portare avanti il loro business, e l’ultima cosa che vogliono è far firmare un contratto a un nuovo gruppo sconosciuto rischiando di perdere altri soldi. Quindi, mi spiace, ma il futuro sembra tetro… per tutti noi.
D: E cosa fate per la vostra band per salvarla dal collasso?
COX: In realtà assolutamente nulla. Io faccio solo quello che faccio, confido nella piccola percentuale degli abitanti del pianeta che riconosce cià ² che faccio con la mia musica e che finora ha funzionato per me. Il lavoro effettivo dietro le quinte è sempre l’etichetta, in questo caso Trisol che ha la conoscenza di come raggiungere i nostri potenziali ascoltatori che non conoscono ancora la nostra band.
D: Clan of Xymox è sicuramente un progetto “mangia-tempo”, ma non hai altre muse a cui ti piacerebbe dedicare del tempo?
COX: In un certo senso non c’è molto altro oltre la musica. Se ho del tempo libero lo sfrutto per rilassarmi, che ritengo sia una cosa molto importante. E mi rilasso leggendo un libro, guardando un film , trascorrere serate con amici, musica e vino.
D: Bene, parliamo del nuovo album «In love we trust». La canzone «Emily» è uscita come nuovo singolo dell’album. che mi dici di Emily? Si tratta di una persona reale o solo pura finzione?
COX: Come sempre si tratta di un nome fittizio. Non avrei mai scelto un nome vero. Per me è una semplice canzone d’amore, la sensazione di innamorarsi di qualcuno, in questo caso una ragazza di nome Emily, e cià ² che avviene nella vostra mente.
Naturalmente un argomento che è stato toccato un migliaio di volte e pià¹, ma a me suona fresco e azzeccato. Il coro della canzone dice tutto…
D: La ragione per aver scelto questo pezzo come singolo?
COX: Semplicemente perchè ha il sound e la lunghezza giusta per un classico single.Abbiamo suonato questa canzone dal vivo già prima della sua uscita e non potei fare a meno di notare che la gente la cantava con estrema facilità . Alcuni miei amici hanno figli che vogliono ascoltare questa canzone ogni giorno a casa, quindi se il pezzo piace anche ai ragazzi va bene come single 😉
D: Nella traccia 2 c’è una seconda voce femminile. Ci puoi rivelare i retroscena di questa cosa?
COX: In inglese dici l’ave Maria (Hail Mary è il titolo) quando preghi per qualcosa che si desidera o per chiedere perdono ecc, quindi ha un significato biblico 😉
D: C’è un leit-motiv in «In Love we trust» che è il filo conduttore di ogni pezzo?
COX: C’è una canzone dell’album chiamata “In Love We Trust” che ha un significato molto cinico, perchè si tratta di una scissione, non il credere nell’amore, ma nella lussuria. Molte canzoni riprendono questo tema, perà ² ci sono anche brani con altri temi come “Morning Glow”, “Home Sweet Home” e “On A Mission”, in ogni caso si, la maggiorn parte dei testi riguardano le conseguenze dell’amore, del tradimento e della divisione.
D: Perchè hai dato all’album il titolo della traccia 5 “In Love We Trust”?
COX: Perchè pensavo fosse abbastanza cinico mettere quel titolo a grandi lettere nella costola del cd 😉
D: Di cosa tratta la traccia “Home sweet Home”?
COX: Il testo parla di un OBE, un’esperienza fuori dal corpo. Descrive la salita e la discesa dello spirito fuori dal corpo, realizzando alla fine che il posto migliore è il proprio corpo.. quindi “Home Sweet Home”
D: E di che missione si tratta nella traccia finale “On A Mission”?
COX: I testi riguardano la politica negli U.S.A. che si intreccia nel gioco Shadowrun. Shadowrun è un gioco di ruolo cartaceo ambientato in un futuro immaginario in cui le grandi corporazioni controllano la vita dei propri dipendenti e il ritorno della magia ha alterato la vita della gente, la politica e il potere. E’ stato scritto nel momento in cui il pi๠grande idiota del pianeta era al potere.
D: I vostri dischi hanno sempre un suono unico, ma cercate sempre di ottenere suoni molto “vecchi”. E forse questa è l’unicità dei Clan Of Xymox: riuscire a mettere caratteristiche nuove e creare nuovi impulsi senza perà ² negare le radici. Tutto questo è frutto di un processo consapevole e impegnativo, o nasce tutto in modo intuitivo?
COX: Credo che la mia musica riflette solo il mio gusto musicale di oggi. Perchà © la musica è personale per me ho sempre messo la mia personalità nelle canzoni, e cià ² ha gasrantito un fattore costante in tutta la mia carriera musicale. I suoni sono sempre un fattore di grande ispirazione per me, cosà ¬ io sono sempre alla ricerca di cose nuove o semplicemente le creo io. Combinare questi due fattori insieme e si ottiene il sound dei Clan Of Xymox, con una stimmate molto personale.
D: Puoi descrivere il nuovo album in poche parole?
COX: Per me si tratta solo della fine di un periodo, questa volta 3 anni dopo l’ultimo album. In questi anni ho scritto e lavorato sulle nuove tracce. Per me è ancora una naturale evoluzione dei Clan Of Xymox. Mi piace l’oscurità , la sensazione generale e del suono.
D: Progetti per il futuro?
COX: L’ultimo DVD è uscito l’anno scorso e ho fatto quasi tutto il montaggio. Ci ho perso parecchio tempo ed io non lo farà ² nuovamente. Non voglio pensare a molto pi๠avanti, tutti gli spettacoli sono stati fissati per quest’anno e il prossimo anno, beh, vedremo che cosa porterà …
D: A proposito di concerti, quale posto del pianeta ti piace andare di pi๠o dove ti piace suonare?
COX: Potevi chiedermi direttamente di parlare di un posto in cui non andremo in tour. Ti avrei risposto il Sud Africa.
Essere in tour significa fare una toccata e fuga delle città . Per fortuna in sud America rimarremo un po’ pi๠a lungo, poichè è impossibile volare e suonare di continuo, devi riposarti qualche giorno prima di volare di nuovo. Quindi in questa prospettiva drei che mi piace molto il sud America, lo strano ibrido di culture e architettura, il buon cibo e il vino.
D: Grazie per aver risposto alle nostre domande e congratulazioni ancora per i 25 anni e speriamo di poterci godere i Clan Of Xymox per altri 25!
COX: Gazie a voi, i migliori auguri!!