Eccoci, finalmente, in compagnia degli artefici del sogno musicale dalle lunari stanze “Moonlight Festival”. E’ davvero un piacere avervi qui con noi ed è stato un indescrivibile piacere attraversare insieme a voi i magnifici tappeti del tempo, ripercorrendo e rievocando gruppi, emozioni, incontri ed atmosfere che forse erano state fin troppo sepolte e fin troppo dimenticate. Io stesso ho definito il Moonlight Festival come un sogno lungo tre notti che forse ci inchioderà in una dannata malinconia ed in una inesorabile isterica e speranzosa attesa.
Roberto “Angel” : Innanzitutto vorrei sapere come è nata l’idea del Fano Moonlight Festival e quali sono stati i veri motori in grado di permettere la realizzazione e la razionalizzazione del sogno.
Annalisa: Chiaramente l’idea del Moonlight Festival nasce proprio dalla mancanza di un festival del genere in Italia. Ci sono stati vari tentativi negli anni passati di creare un festival sui generis, ma sfumate dopo la prima edizione per motivi ignoti, in Europa ci sono ormai realtà di festival consolidatissime, ed è ora che anche l’Italia abbia un suo punto d’incontro annuale, che non si limiti solo a sporadiche serate sempre con la stessa formula e con le stesse 100 persone! Ero stata a guardare la “scena” di questo genere musicale da troppi anni ormai, non si muoveva nulla, non era nemmeno divertente nà © fare dj sets, nà © andare alle serate “a tema”Â… Ci voleva un evento che unisse tutti gli amanti di questo tipo di musica in Italia e che facesse venire persone anche dall’estero. E cosଠci abbiamo provato.
Piero: L’amore per la musica è alla base dell’idea del festival, insieme alla consapevolezza che una bella cornice avrebbe potuto sottolineare il valore di questa “scena”, spesso relegata in posti angusti con impianti audio discutibili e organizzazioni approssimative. Vedere biglietti di ingresso alti per band che costano poco in locali discutibili ha generato in me la voglia di dimostrare che si possono fare eventi gratuiti e di alta qualità , spero che qualcuno abbia recepito il messaggio fra le righe e che qualcosa inizi a cambiare.
Roberto “Angel” : Un ambiente balneare popolato da ombrelloni, sdraie, piscine, gelaterie, ed una calda estate che bruciava ancor di pi๠le già accese anime dei partecipanti. Eppure in un contesto infuocato siete riusciti a rapire un frammento d’autunno all’inarrestabile sole. Potrei dire Fano è stata un insolito palcoscenico soprattutto per le orde di demoni laccati e vestiti di nero che si sono ritrovati immersi in un contesto balneare da vera e propria riviera. Come mai avete scelto Fano come teatro del vostro sogno?
Annalisa: Fano è la città dove sono nata e cresciuta e dove attualmente vivo, Fano ha avuto sempre un ottimo rapporto con la musica, ha ospitato molte rassegne musicali importanti anni addietro e nel presente ancora ne ospita. Ero sicura sin dall’inizio che la città avrebbe comunque accettato con entusiasmo un festival del genere.E cosଠè stato, i miei concittadini anche se vivono in una realtà provinciale, hanno una mentalità molto aperta, sapevo che non mi avrebbero delusa. Ricordo che anni addietro vennero a Fano per la loro unica data gli Einsturzende Neubauten, i Coil, Diamanda Galas, i Simple Minds e tanti altri, fu un successo che a Fano riecheggià ² per tanto tempo, il ricordo di quella rassegna è ancora vivo. Fano, come tutta Italia ha bisogno di musica di qualità , senza farsi imbastardire da cose come mtv, occorre rischiare per l’amore della musica, non stare lଠa guardare e a criticare, a lamentarsi dicendo che in Italia è tutto morto… Le chiacchere prive di fatti oggettivi uccidono. Poi la bellezza della città di Fano e le strutture di cui dispone sono una perfetta cornice per la musica e la cultura che ha proposto il Fano Moonlight Festival.
Piero: Fano è una città molto bella, sul mare, ricca di storia romana antica e medioevale, di cultura, dove è assente la musica contemporanea e spadroneggia l’evento classico e la sagra di strapaese, un’ottimo territorio dove iniziare a costruire qualcosa di artistico e culturale “alternativo” in una cornice splendida.
Roberto “Angel” : La città , sicuramente non abituata a questo tipo di musica, si è ritrovata immersa in una sorta di girone infernale dantesco. Gli sguardi degli abitanti della città marchigiana all’inizio potevano sembrare terrorizzati e spesso attoniti di fronte alle schiere di gotici in attesa. Nonostante questo, con il passare del tempo, i cittadini ed i turisti sembravano aver vinto le loro paure ed incuriositi si sono riversati, in gran numero, verso il cuore del festival partecipando anche attivamente al dancefloor ed al main stage. Penso che questo sia uno dei pi๠grandi punti a vostro favore, troppo spesso siamo vittime di superficiali giudizi e di gratuite cattiverie. Fano Moonlight Festival è stato un vero sponsor ed un vero testimonial della musica gothic soprattutto in una nazione dove questo tipo di musica è spesso ucciso e sepolto sul nascere. Sicuramente per voi è stata una dura lotta per riuscire ad organizzare il festival e sono sicuro che nel vostro cammino non sono mancati i bastoni fra le ruote.
Come siete riusciti ad abbattere i pregiudizi e le paure?
Annalisa: Come dicevo sopra, Fano era già abituata ad una realtà musicale importante come quella proposta al Moonlight Festival. Ovviamente agli occhi di coloro che non sono invece abituati a vedere realtà diverse da quelle provinciali o cittadine (per la serie: chi non si è mai spostato dalle proprie 4 mura di casa o chi paventa di essere vissuto tanti anni all’estero , di avere una mentalità aperta e poi si rivela la persona pi๠bigotta del mondo), la paura prima del Festival c’era: una settimana prima del Moonlight qui a Fano girava voce che si sarebbe fatto un rave (non so come mai proprio il rave!!) e che gli intervenuti avrebbero messo a ferro e a fuoco la città , ovviamente sono ed erano voci dettate dall’ignoranza di chi non conosce questo tipo di cultura e musica, tali voci sono state poi smentite nel giro di 24 ore, poichà © il comportamento assolutamente pacifico degli intervenuti ha confermato il giusto, ovvero che l’abito non fa il monaco. I pregiudizi li ha abbattuti il pubblico stesso con il suo comportamento dimostrando che era accorso per il Moonlight Festival solo per amore della musica, e non per creare danni o disordini, cosa che ho sempre sostenuto, ed avevo ragione. Molta gente e l’opinione pubblica si è dovuta ricredere, io aspetto ancora scuse da tante persone per averci rivolto accuse e timori infondati ed averci ostacolato durante lo svolgimento, che hanno solo rovinato l’atmosfera una settimana prima del Festival, atmosfera che poi si è rivelata magica durante l’evento stesso! Sono stata felice durante la tre giorni di vedere ballare durante i concerti e afteshows fianco a fianco gente in puro stile goth e persone assolutissimamente “normali”, magari anche con figli! Fantastico! Ho anche visto molti cittadini incuriositi dai vari vestiari esibiti al festival, curiosità sana, di qualcuno che è sorpreso… E altri che invece credo non fossero intimoriti, nà © incuriositi, credo solo che provassero compassione nel vedere gente alle 3 di pomeriggio con 40 gradi all’ombra vestiti in pvc e new rock! Effettivamente con quel caldo per un attimo ci ho pensato anche io, già si moriva con sandali e canottiera!
Piero: Il pregiudizio ci ha ostacolato molto durante l’anno di preparativi, non abbiamo avuto grossi aiuti economici, abbiamo avuto piuttosto un “via libera” di provare e dimostrare che cosa si sarebbe potuto fare, siamo stati “osservati” e messi alla prova, non pagati. L’enorme numero di sponsor tecnici presenti sulla pubblicità dell’evento sono sopratutto enti o aziende che ci hanno offerto in parte o in toto il loro materiale o i loro servizi a titolo gratuito, volendo credere insieme a noi alla scommessa di questa enorme impresa, enorme perchè fatta solo da due persone motivate e tenaci.In poche e semplici parole, quel poco che è arrivato è stato tutto investito per garantire ad artisti e pubblico la pi๠alta qualità tecnica e di ospitalità .
Roberto “Angel” : All’inizio di tutto so che non volevate mostrare al pubblico la vostra identità , Vorrei sapere il motivo di questa scelta che ho apprezzato anche io ma è giusto che vi prendiate i meriti di quanto è stato fatto.
Annalisa: Sinceramente volevo rimanere all’ombra non per chissà quale astruso motivo, ma solo per portare avanti il lavoro nella maggiore serenità possibile, sapevo che era un lavoro durissimo e non volevo farmi distrarre da futili intromissioni. Solo per questo.
Piero: Nell’ombra ci sarei rimasto anche oltre la prima edizione, ma dovendo lavorare con tanti preziosi collaboratori questo sarebbe stato impossibile, quindi eccoci qui a parlarne. Anche io ho preferito lavorare in serenità un’anno intero senza farmi influenzare da troppi pareri esterni, alcuni li ho saputi cogliere da solo ascoltando e leggendo cose, ho voluto evitare raccomandazioni stile “mi manda Picone” da parte di conoscenti ed amici. Volevo essere libero di agire. L’idea di come è stato il festival era piuttosto chiara sin dall’inizio per noi. Posso dire che è stato esattamente come l’abbiamo pensato un’anno prima. Non volevamo e non vogliamo essere osannati per quanto fatto, è stato tutto cosଠnaturale e spontaneo per noi fare tutto questo e lo rifaremo con altrettanto entusiasmo. Speriamo solo di non dover leggere o sentire ancora tante fantasie e cose assolutamente fuori luogo che ci hanno fatto solo sorridere, e come è evidente, non hanno minimamente influenzato il lavoro svolto e mai lo faranno.
Roberto “Angel” : Parliamo del Live e del vero cuore del Moonlight Festival, ovvero la musica. Il primo giorno so che ci sono stati molti problemi che hanno “deviato” il percorso dell’evento attraverso ritardi. Le solite leggende metropolitane parlavano di una mancata coordinazione degli organizzatori o addirittura dei problemi tra il Moonlight ed il comune di Fano. Odio le voci, soprattutto se sono prive di fondamenta e per questo ci tengo a sapere da voi stessi le vere motivazioni che non hanno permesso la regolare partenza del festival
Annalisa: esatto, sono leggende metropolitane!
Venerdଠil ritardo è stato solamente di un’ora, l’unica fonte del ritardo è stato il ritardo accumulato durante la mattina e la sera precedente nel montaggio delle strutture palco, impianto e luci, c’è stato un ritardo solo ed esclusivamente dovuto alla logistica, per chi forse non lo sapesse, e tende ad essere “velenoso”Â, tengo a precisare che la sera prima era appena terminato il Fano Jazz Festival nella stessa location e nello stesso palco, ci siamo dovuti fare in quattro per smontare e montare tutto nel pi๠breve tempo possibile, io temevo che il ritardo dovuto a queste cause fosse addirittura maggiore, ed invece ce la siamo cavata con solamente un’ora di ritardo e non per motivi legati alla nostra organizzazione. Purtroppo abbiamo dovuto tagliare il djset monografico di Tot en Tanz, e per questo motivo gli ho lasciato il mio spazio di djset nell’afterhow di sabato! Assolutamente non ci sono stati problemi di coordinazione interna, nà © quantomeno con il Comune di Fano, il Comune ci ha seguiti e supportati da quando il festival era solo un embrione fino a fine manifestazione e per questo non finirà ² mai di ringraziare l’amministrazione comunale di Fano. L’amministrazione era presente durante il festival, non ci ha mai abbandonati! Su vari forum leggo un sacco di cose che la gente si inventa sulle dinamiche organizzative del festival addirittura ho letto che domenica il concerto di Ira K è stato spostato perchè Ira è arrivato tardi! Assolutamente NO! Colgo l’occasione per dire che Ira è stato spostato a fine serata per scelte puramente artistiche, per dare una continuità di dancefloor dal palco centrale all’area aftershow, tutto qui! Ira è un professionista e non voglio che si dicano certe cose false sugli artisti, sono stati tutti ineccepibili.
Piero: I ritardi sono stati minimi grazie ad uno staff tecnico ineccepibile che ha saputo rivoluzionare l’intero enorme piazzale da jazz club a location da grandi eventi in poche ore. Purtroppo abbiamo perso la maggior parte del pomeriggio al telefono e di persona a dover rassicurare le persone che ci ospitavano che avendo visto la tipologia di pubblico che stava inondando Fano si stavano preoccupando oltremodo creandoci milioni di problemi inesistenti e reinventandosi le regole degli accordi presi precedentemente, scorrettezze che ci hanno fatto perdere tempo, in parte recuperato. A riprova di questo, nei seguenti due giorni è stato tutto puntualissimo anche se le scorrettezze sono continuate, ma sono state inghiottite dal successo dell’evento. Vi assicuro che chi in poche ore ha cercato di rovinare il nostro lavoro di un anno dovrà risponderne.
Roberto “Angel” : Un festival di ampio respiro internazionale con la partecipazione di storiche band come i Sex Gang Children gli Specimen ed i Neon. L’Italia della “musica non convenzionale” non ha mai vissuto un festival di queste proporzioni che non ha nulla da invidiare a quelli “pi๠noti” come i festival Tedeschi, Americani e Giapponesi. Vorrei precisare ed evidenziare che il festival era gratuito a differenza di altri eventi. Sono curioso di sapere come siete riusciti a convincere le band sopracitate tra cui gli Specimen che se non erro era la prima volta che si affacciavano all’Italia
Annalisa: eheh gli Specimen ci hanno pensato su due mesi prima di darci la risposta definitiva della loro partecipazione! Comunque è stato bello vedere gli Specimen felici! Suonavano per la prima volta in Italia e per la prima volta in un palco all’aperto!
Piero: Questa prima edizione del festival ha voluto presentare alcuni gruppi storici degli anni ’80, per iniziare un percorso culturale e storico dovuto, per far conoscere dove e da chi è nata la musica new wave, goth e dintorni, sia all’estero che in Italia. Non sono stati chiamati casualmente o “per risparmiare” gruppi del passato, sono stati volutamente scelti perchè senza loro forse ora non saremmo qui a parlare di questo festival, non esisterebbe il Moonlight, non esisterebbe Darkitalia e cosଠvia, la storia è importante e noi siamo il risultato di essa. Sex Gang e Specimen sono stati dei capostipiti del movimento e Neon sono indubbiamente una pietra miliare per l’Italia.
Le altre band hanno rappresentato esempi di come questo discorso sia stato raccolto e portato avanti in maniera eccelsa da gruppi pi๠giovani fino ai giorni nostri. Questo è il concept musicale del festival che come hai ricordato bene è stato ad ingresso gratuito! Sono stati molto contenti gli artisti che hanno potuto mangiare del buon cibo, gustarsi alcune comodità che solo l’Italia puà ² offrire e godere dell’alta qualità tecnica. Gli Spetsnaz, Sex Gang Children, Specimen hanno detto che MAI hanno trovato un suono cosଠpulito e perfetto in un festival. Leggeremo le interviste ai gruppi sul prossimo numero di Ascension Magazine dove loro stessi vi diranno queste cose.
Ora sulla Specimen Tv si vedono i loro video registrati al Moonlight, significherà qualcosa?
Spero di si!
Alcuni dati tecnici: impianto audio Nexo da 30.000 watt (lo stesso usato dagli Oasis nell’ultimo tour), mixer 48 canali in sala e mixer 48 canali sul palco, drumfill, sidefill, monitor in abbondanza, set luci e proiezioni da grande evento.
Spero di non vedere pi๠serate di pessima qualità spacciate come festival, ecco come si genera la diffidenza del pubblico e la voglia di fuggire verso l’estero. Un’ultima curiosità : Gli Spetsnaz suonano in un gruppo swing e rockabilly a Stoccolma! Ecco da dove vengono certe espressioni nei testi come “I met a dame” classiche del boogie fine anni ’40.
Ecco da dove vengono certi stacchi musicali terzinati e certe melodie orecchiabili loro.
Roberto “Angel” : La scelta musicale è stata variegata e direi molto eclettica. Assolutamente da infarto sono state le performance dei Sex Gang Children ma soprattutto dei Katzenjammer Kabaret, gruppo di giovane vita che sta ricevendo numerosi consensi nei pi๠disparati palcoscenici Europei e dai pi๠accaniti critici musicali. L’oculata scelta dei gruppi è testimoniata anche dalla folta schiera dei tedeschi presenti al festival che hanno macinato chilometri per invadere la Marina dei Cesari. Questo evidenzia che il “notturno eco” del Moonlight si è sparso oltre i confini italiani raggiungendo appunto la Germania ma anche il resto dell’Europa.
Piero: Il passa parola sui forum di tutta Europa e sui canali internet ormai convenzionali come myspace ecc hanno generato interesse anche fuori dai nostri confini, molti stranieri sono venuti a Fano e sono sicuro che l’eco della buona riuscita del festival ne farà arrivare sempre di pi๠anno dopo anno, inizia una lenta ma inesorabile inversione di tendenza: meno Italiani all’estero, pi๠stranieri in Italia. La scelta musicale è stata si variegata per creare l’alternanza tra generi musicali, tutti parenti stretti ma diversi, alternanza di emozioni e di atmosfere, dal gruppo che si fa notare per il look esagerato (in fondo lo spettacolo è anche questo), dal gruppo rigoroso e scuro, dal gruppo pi๠teatrale, a quello pi๠viscerale e introverso, a quello pi๠rock e di grande effetto live.
Roberto “Angel” : A tirare le redini dei “notturni demoni” in un insolito contesto fatto da Batcave, Goth , Cabaret , Industrial ed Elettronica c’era un rediVivo Clive Malcom Griffith tornato alla carica direttamente dai fasti di Video Music ,della Bolognese Erotica e dall’ultima nota partecipazione alla Grammy Awards 2008 per Sky. Un presentatore di tutto rispetto per il festival. Come ha vissuto l’esperienza gothica Clive? E come è stato il vostro rapporto con lui?
Annalisa: Clive è un amico di Piero da tanti anni, io lo conoscevo solo per nome, ma appena Piero mi ha proposto lui come presentatore non ho esitato un attimo!
Piero: Clive lo conosco sin da quando aprଠVideomusic, chi ascoltava new wave negli anni ’80 sa che il volto e la voce di Clive sono strettamente legati a quella musica, era l’unica e la prima tv musicale in Italia. Anni fa suonai al suo matrimonio e pure ad una sua festa di compleanno a Roma, siamo rimasti sempre in contatto bene o male. Il periodo gothic Italiano l’aveva già vissuto anni prima ed è stato assolutamente a suo agio, è un professionista e non ha avuto bisogno di tante indicazioni, pensate che di giorno girava per Fano e parlava con la gente prendendo appunti, al microfono, alla sera, parlava di aneddoti e curiosità della città che non sapevamo neppure noi! Geniale! Sono molto contento che sia venuto, è stata la ciliegina sulla torta. Il valore aggiunto.
Roberto “Angel” : Una lieta sorpresa per i nostrani Neon che hanno scelto proprio il Fano Moonlight Festival per presentare alcune tracce del loro prossimo disco. Domanda di rito, dopo aver assaggiato le mielose note delle nuovissime tracce, quando è previsto il nuovo disco? Potete darci qualche anticipazione in merito ?
Piero: Il disco nuovo sarà un lungo parto, ma non doloroso, stiamo suonando all’infinito una grande quantità di nuove composizioni, ci vorrà ancora tempo ma solo per non tradire l’alta qualità di suoni e arrangiamenti che ha sempre contraddistinto la produzione Neon. La nostra esibizione al festival è stata molto intensa, so che è piaciuta molto e ne sono felice.
Roberto “Angel” : La vera perla di questo Moonlight Festival è stato sicuramente il rapporto band-pubblico. Percorrendo la Marina dei Cesari si potevano incontrare tranquillamente Andi Sex Gang , gli Specimen , Neon ed i Katzenjammen Kabaret . Dopo il live capitava spesso di ballare nel djset sotto le note dei Bauhaus con loro. Scene di vita semplici da vero e proprio “Amarcord “che dimostra come il nostro vivere la musica sia di un altro pianeta in confronto alla musica ” convenzionale ” e dimostra come il vostro lavoro ed il vostro sudore siano riusciti a creare una sorta di favola . Siete riusciti davvero a creare un contesto fantastico ed a far piangere di gioia molti partecipanti che ora orgogliosi mostrano le loro foto con i loro beniamini.
Annalisa: Abbiamo fatto arrivare gli artisti un giorno o due prima delle loro esibizioni proprio per questo motivo: perchè stessero in mezzo al loro pubblico e si sentissero “coccolati” prima del loro show, viceversa anche per rendere felici i fans, che magari non avrebbero avuto l’occasione di scambiare due parole con gli artisti, in quanto la maggior parte di loro sarebbe partito la mattina successiva allo show.
Piero: Essendo musicista so quanto è duro viaggiare, esibirsi e ripartire, non dai il massimo in questo modo, non fai un bello show. L’intensità delle performance di cui abbiamo potuto godere al Moonlight sono state frutto dell’atmosfera serena che gli artisti hanno respirato grazie anche ad un pubblico affettuoso e presente.
Roberto “Angel” : Le foto del dancefloor della Marina dei Cesari stanno facendo il giro del mondo. La vostra organizzazione ha reclutato una folta schiera di dj dai pi๠rinomati locali sparsi nel suolo Italiano che grazie alla loro musica hanno sedotto e trascinato anche le pi๠apatiche anime presenti al porto.
Da sottolineare come la musica in realtà non è mai terminata e si poteva ascoltare a partire sin dal primo pomeriggio alla pizzeria Portonovo.
Le anime notturne hanno preferito di gran lunga il bagno musicale a quello del mare.
Annalisa: perಠanche un bagno al mare si poteva fare con quel caldo, nemmeno io sono un’amante del mare, non vado mai, ma in quei giorni, che vi assicuro sono stati i pi๠caldi dell’estate qui a Fano, avrei avuto voglia di un bel tuffo in acqua! Ah, una piccola curiosità : c’è stato qualcuno che ha pregato per noi…pensate che lunedଠ3 agosto pomeriggio c’è stato il diluvio universale qui a Fano, l’abbiamo scampata bella!
Piero:I Dj, i veri eroi del festival, si sono proposti loro, ci hanno aiutato tanto nella promozione, sono venuti a spese loro e sono stati la spina dorsale di tutte le tre giornate, senza nulla togliere ai concerti ovviamente, ma senza loro non sarebbe stata la stessa cosa, so che molti che non si conoscevano, appartenenti a diverse organizzazioni hanno stretto amicizia e faranno scambi di ospitate questo inverno, sappiamo tutti come sia difficile creare legami e collaborazioni di lavoro tra gruppi diversi, qua è stato possibile, grazie a tutti loro, davvero.
Roberto “Angel” : Presenti anche alcune monografie ed un mercatino, che hanno evidenziato come l’attore principale, oltre la musica, sia stata anche la cultura. Un peccato che le monografie siano state a dire il vero poco seguite ma queste hanno sicuramente evidenziato come il vostro intento di far vivere e far respirare la musica sia sicuramente riuscito alla perfezione immergendo i partecipanti in una malinconica atmosfera che non si respirava pià º dagli anni 80.
Annalisa: peccato per le monografie, ho notato anche io che il pubblico non era molto interessato, sottolinerei anche le conferenze mattutine, ma credo solo perchè il pubblico faceva molto tardi la notte! Nella prossima edizione le conferenze saranno al pomeriggio, e non in quella canicola che era il teatro!
Piero: Le conferenze sono state interessantissime, hanno veramente completato il quadro di un format a 360°, dimostrando ancora di pià º come la musica è soprattutto cultura e non solo ballo. Certo si dovranno rivedere gli orari, poco consoni al popolo della notte.
Roberto “Angel” : Curioso come gli abitanti ed i negozianti di Fano ci abbiamo salutati alla nostra partenza , ringraziandoci e rinvitandoci al pi๠presto nella loro città . La stretta di mano del locandiere del Portonovo è la dimostrazione di come il Festival non abbia causato danni collaterali alla cittadina ed ai vacanzieri e di come sicuramente il Moonlight Festival sia stato importante anche per le sorti economiche della cittadina Marchigiana soprattutto in questo periodo di crisi. Ho letto che molti giornali del posto ed anche nazionali hanno dato risalto al buon comportamento del pubblico ed alla buonissima organizzazione. Avete ricevuto numerosi consensi e moltissime congratulazioni?
Annalisa: Si, molti consensi al di là dell’organizzazione, il merito, ripeto è del pubblico, qui a Fano si stanno tutti meravigliando dell’estrema educazione del pubblico accorso, questa è la vera soddisfazione, purtroppo in queste manifestazioni, solo se succede qualcosa fuori posto si è etichettati a vita. E abbiamo dimostrato, insieme al pubblico che la musica viene prima di tutto!
Continuiamo cosà¬!!
Piero: Che il pubblico fosse educato si sapeva, che abbiamo volutamente tenuto fuori certi generi musicali che avrebbero portato una tipologia di pubblico poco adatta alle location forse è stato poco evidente ma lo dico ora, nulla è stato lasciato al caso. Mi spiace solo che per questa prima edizione si sia parlato pi๠del colpo d’occhio e dell’educazione piuttosto che dell’alta qualità della musica, della cultura e dell’evento unico. Ma è solo l’inizio, il resto arriverà …
Roberto “Angel” : Sicuramente ora l’invidia avanzerà le loro torri nello scacchiere della goth music. Qualche festival è già nato e qualcuno sicuramente cercherà di strapparvi il vostro sogno. Posso dire personalmente che quanto avete fatto non è descrivibile a parole e spero che il vostro lavoro abbia il giusto riconoscimento. Avete in programma serate per ricordare l’evento ? Come cercherete di non far tornare nell’ombra l’anima del Moonlight Festival?
Annalisa: Mah, per me l’invidia non esiste non fa proprio parte di me, quindi non riesco a concepire come gente sia invidiosa del lavoro altrui.Ognuno tende a tirare l’acqua al suo mulino con il proprio lavoro, a me personalmente non interessa guardare o criticare altri festivals passati presenti e futuri, voglio solo far crescere il Moonlight come se fosse un bambino, con tutta la dedizione e passione che posso avere. Con i vari collaboratori djs ed organizzazioni che sono stati presenti al festival già ci stiamo muovendo per creare una serata fissa itinerante in Italia, con marchio Moonlight che porti bands dal vivo, sicuramente saranno grandi eventi che non si ridurranno ad avere vita in locali minuscoli. Poche serate, ma fatte per bene. La prima serata Moonlight sarà a Settembre/ Ottobre, a Bologna, poi ci muoveremo altrove. Comunque rimanete sintonizzati su Fano Moonlight Festival 2009oppure su Fano Moonlight Festival su MySpace Music. Ascolta gratis MP3, guarda le foto e i video musicali..
Piero: Ben vengano altri festival in Italia e speriamo che la gente vi partecipi invece che emigrare all’estero per mancanza di offerta di qualità qui da noi, il mio desiderio è sempre stato quello di piantare un piccolo seme per contribuire in minima parte a far crescere qualcosa non solo a Fano, ma in tutta Italia. Abbiamo un patrimonio culturale ed architettonico che il mondo ci invidia, mettiamolo in evidenza.
Roberto “Angel” : Ora la domanda che tutti si aspettano. Ci sarà un Moonlight 2010?
Annalisa: Certo che ci sarà .
Giusto ieri siamo già partiti insieme alle amministrazioni comunali, provinciali e regionali per il progetto del Moonlight Festival 2010, che sarà un po’ diverso da quello del 2009, pi๠grande e con sorprese che forse nessuno si aspetta o spera. La prima indiscrezione è che saranno aggiunte due locations in pià¹, già abbiamo confermato un paio di bands. Le bands che verranno quest’anno saranno sicuramente di maggiore importanza rispetto a quelle del Festival 2009, ma vi assicuro che non saranno bands viste e straviste…
Piero: Certo che ci sarà , altrimenti tutto il lavoro fatto fino ad ora sarebbe stato vano.
Roberto “Angel” : Un festival un sogno , un “bagno” di cultura e musica come non si è mai vista in Italia. Io vi faccio i miei pi๠sentiti complimenti e lascio l’ultima parola a voi.
Annalisa: Io vi ringrazio infinitamente, e ringrazio voi di darkitalia per essere stati i primi che sia prima del festival, sia durante il festival e anche ora, dopo il festival ci avete supportato ed aiutato con grande devozione e passione, ormai fate parte inscindibile del Moonlight Festival, non ci sarà Moonlight senza Darkitalia, quindi preparatevi a lavorare duro per il prossimo anno! :PPP
Piero: Grazie a tutti quelli che ci hanno creduto ed hanno contribuito con non pochi sforzi e sacrifici ed hanno “sofferto” insieme a noi per rendere tutto questo possibile, ogni persona che è venuta è stata preziosissima, cosଠcome ogni partner che ci ha sostenuto dal primo all’ultimo momento, grazie per la fiducia e grazie per il vostro insostituibile lavoro.
A presto!