Angel : Ciao Riccardo è un piacere averti qui su Darkitalia Vorrei innanzitutto che prendessi per mano i lettori di questa webzine e ci conducessi attraverso l’anima di questo tuo nuovo progetto. Come nasce questo sogno? Quali sono gli elementi portanti sia musicali che visivi di questo tuo sogno digitale?
Riccardo : Ciao Roberto, il motivo della genesi di questo progetto, è la naturale voglia di esprimere a pieno e liberamente ogni mio desiderio musicale. I brani di questo disco nascono per caso, in modo spontaneo e senza alcuna imposizione stilistica che al contrario rischi di avere quando fai parte di una band dal suono così personale come gli Argine. Nel progetto Spiral69, sono libero di far vivere tutto ciಠche mi passa per la testa, mixare il pop al dark, i Beatles a i Nine Inch Nails, oppure comporre ballate folk e vestirle con abiti synth pop, senza dover dare conto a nessuno di quello che compongo, perchè nessuno si aspetta niente.
Angel : Facendo un tuffo nel passato , raggiungendo l’alba della tua carriera musicale posso dire che il tuo estro musicale sia molto mutato e maturato. Sicuramente forte e significativa risulta l’esperienza negli Argine ma in questo disco sono riscontrabili anche chiari riferimenti ai tuoi primi. Giunto fin qui e dopo aver dato vita a questo progetto come pensi di essere evoluto musicalmente e quali esperienza hanno maggiormente giovato alla tua carriera musicale?
Riccardo : Sicuramente gli anni negli Argine hanno cambiato il mio modo di ascoltare, intendere, suonare e comporre musica, poi ho avuto una bellissima esperienza come compositore di soundtrack per film che mi ha aperto gli occhi. Da solo, potevo creare le tele sonore che mi si palesavano in mente, senza doverle spiegare ad altri e quindi poi travisarle al momento della creazione,sacrificando, per esigenze di gruppo, l’idea e la suggestione iniziale.
Angel : Entrando nel tuo emisfero musicale sono riscontrabili , soprattutto per chi è amante dell’Ethereal Folk Music , nel tuo cd assonanze con questo genere musicale. Questo carattere musicale però non risulta essere determinante ed il vero motore del tuo disco. Nel suo interno infatti si possono facilmente ripercorrere ed ascoltare riferimenti ad un rock melodico spesso deviate da venature pop. Questo connubio evidenzia come il disco sia frutto di una densa e minuziosa tua ricerca del dettaglio musicale. Quanto è durata la registrazione e musicalmente come è avvenuto questo processo di mutazione musicale che potrei definire quasi genetica?
Riccardo : La composizione dei brani dell’album è durata poco più di un anno, ovvero dal Febbraio ’08 all’Aprile’09, ad eccezione del brano “Cover Me”, il primo brano in assoluto scritto per questo progetto nell’estate del 2005, durante un viaggio per un concerto a Modena con gli Argine . La scelta stilistica dei brani, degli strumenti utilizzati e dei testi dell’intero album, non è altro che una decodifica di immagini in chiave sonora di sentimenti che ho vissuto sulla mia pelle. Ad esempio, le parti composte per pianoforte o per violino e violoncello, sono complementari alla mia voce, non sono solo parte di un arrangiamento. Il loro suono e le trame che creano, sono le parole che non sono riuscito ad esprimere nei testi.
Angel : Giungendo nel profondo oblio emozionale del disco posso dire con certezza che il tema principale di questo tuo platter sia l’amore. Quest’ultimo viene da te espresso con toni assolutamente chiaroscurali che dipingono con esattezza le due facce principali come quella della passione e come quella del dolore. Ritengo questa scelta non solo azzeccata ma forse il vero oscuro motore di questo tuo microcosmo musicale che innesta con assoluta semplicità l’aspetto intimista del disco. Riferimenti espressivi posso sicuramente riscontrarli nelle tue modulazioni vocali che mutano notevolmente a seconda delle emozioni che esprimi. Il raccontare le emozioni e soprattutto il tramutare le proprie esperienze di vita in musica o in arte risulta essere sempre fuorviante e spesso risulta essere un labirinto senza uscita. Io ti faccio i complimenti per come hai tradotto il tuo nascosto mondo in musica ma vorrei sapere da te se pensi di essere riuscito ad esprimere alla perfezione quello che hai dentro e come ti sei sentito nel momento in cui hai visto e toccato i tuoi demoni invisibili che sono ora divenuti reali attraverso la tua musica.
Riccardo : Si, si tratta proprio di demoni, quando parli con qualcuno dei tuoi problemi, spesso non lo fai per avere una risposta che li risolva, ma per renderli reali..qualcosa che pronunci diventa, anche solo per un attimo, reale. Quando ho avuto l’intero album tra le mani ed ho ascoltato tutti i brani in sequenza, ho capito l’importanza vera che hanno le persone di cui parlo e quanto sono profondi certi tagli che sapevo di avere ma non volevo vedere.
Angel : Come abbiamo detto il disco estende le sue atmosfere attraverso l’arcano mondo incantatore dell’amore. Nelle tue ballad si nota moltissimo il continuo gioco tra detriti e gioielli . Sicuramente le tue esperienze di vita ti hanno portato a trascrivere questi testi che vengono spesso cantati attraverso espressioni che potrei definire cantautorali. Forse proprio questo aspetto delle tue liriche riesce a condensare ed a gravare ancor di pi๠nella complessiva atmosfera sommessa del disco che si manifesta in modo esponenziale grazie alle molteplici intromissioni di suadenti violini e vecchi pianoforti. Quanto sono importanti per te i testi di questo disco e per chi non li avesse capiti potresti gentilmente descriverci qualche storia o qualche aneddoto?
Riccardo : Trovo quasi terapeutico l’effetto che hanno avuto su di me i testi di questo album, diciamo che mi sono abbondantemente risparmiato un po’ di sedute dallo psicanalista¦
Ogni brano ha una storia, un volto, un gemito o una lacrima¦in “Cover me” si parla di un risveglio accanto ad una persona che amiamo ma che non ricambia pi๠lo stesso sentimento, mentre “Kissing Juda” è una fotografia della nostra società , un bacio intenso e passionale che ci obbliga a dover metterci tutti in linea, rintronandoci di benessere fittizio, ambizioni e potere. “Echo” è l’unica non autobiografica, è ispirata dal protagonista di “Wild at heart” di Lynch, racconta un amore tanto forte ma sporco e carnale che si consuma in un bagno.
Angel : Come accade per gli Ashram , Corde Oblique ed Argine l’impatto visivo risulta essere anche in questo tuo disco uno degli elementi peculiari. Spesso ascoltando la tua musica si viene trasportati dentro i negativi di una fotografia incastrata tra presente e passato. La dissonanza perಠcon questi gruppi che legano maggiormente la loro espressione visiva nei luoghi e nella loro cultura è che tu concentri il tutto nelle emozioni umane e negli aspetti personali ma si possono comunque trovare riferimenti a luoghi e ad atmosfere che hai sicuramente visitato durante i tuoi viaggi.. Potresti raccontarcene qualcuna che ti ha colpito in modo particolare?
Riccardo : Molte canzoni hanno come ambientazione dei colori molto familiari a paesi come l’Inghilterra o la Germania, proprio a Berlino, in una fredda mattina dello scorso Dicembre, durante una passeggiata senza meta, registrai sul mio cellulare la linea vocale della title track dell’album, ma d’ispirazione è stata anche una meravigliosa e solitaria spiaggia marchigiana dove è stata pensata la canzone “Erase” o la mia città adottiva, Roma dove vivo gran parte delle emozioni poi tradotte in musica.
Angel : La title track del tuo cd , Sweet L. , You e And I love Her dimostrano tutto il tuo mondo nascosto. So che è una domanda difficile ma queste tracce trasudano dolore e speranza allo stesso tempo e sembrano essere magiche poiché mosse da un tuo sogno dai contorni reali. Bellissimo è come dedichi tali emozioni ad una figura credo femminile che sicuramente risulta per te assolutamente di divina importanza divenendo cosi il personaggio principale del tuo teatro mentale e passionale. Non ho potuto però notare come spesso questa passione sia continuamente lacerata da emozioni tristi e malinconiche e spesso tradotta in lacrime che molto spesso riescono a far tremare addirittura le tue modulazioni vocali. Il disco è dedicato a qualcuno in particolare?
Riccardo : C’è una musa, Sweet L. non è solo un gioco di parole, “L” può essere letto come “Hell”, ovvero inferno, ma è anche l’iniziale del nome della mia compagna. La canzone è una dichiarazione di resa nei confronti del mio amore per lei, è il mio abbassare gli scudi..e spesso quando ci si pone privi di difese rispetto ad un amore si puಠincappare anche nell’inferno di quest’ultimo. Mentre “You” è una difficile dedica per mio padre.
Angel : Riprendendo per un momento la parte chiaroscurale del tuo disco e l’aspetto prettamente musicale risulta molto affascinante la tua semplicità nonostante il dietro le quinte del tuo aspetto sonoro risulti molto intricato e frutto di una certosina ricerca dei dettagli. Come sei riuscito ad ottenere questo risultato?
Riccardo : Per la creazione dei brani ho immaginato una composizione totalmente in chiave digitale..sognavo i Depeche Mode privati di sintetizzatori e tastiere, costretti a lavorare con chitarre acustiche, violini e batterie lo-fi, il tutto post-prodotto e loopato dai New Order su campionatori Akai S900!
Su questa idea di composizione ho iniziato a lavorare e trattare i suoni acustici in modo digitale spesso,all’interno dell’album, molti suoni di chitarre o pianoforte sono stati stravolti a tal punto da sembrare synth o archi poi per far quadrare tutti i suoni insieme ho dovuto lavorarci moltissimo tecnicamente come fonico e non ti nascondo d’aver passato intere notti a curare le frequenze o il riverbero di tre note di pianoforte!
Angel : Sicuramente il cambio di rotta dai paesaggi degli Argine a quelli più intimistici di Spiral 69 ha fatto si che il risultato musicale abbia spostato il suo baricentro musicale attraverso un aspetto pi๠morbido e soprattutto pi๠melodico. La tua espressione musicale sicuramente graffia il passato manifestandosi anche nel presente con grande naturalezza. Pop , Rock , Folk e Gothic riescono a regalare clichè sonori dolci ed agrodolci allo stesso tempo riuscendo anche ad apparire per te inediti ed assolutamente non derivativi. Come ti sei trovato nel vivere questi nuovi frammenti musicali? E da dove hai preso gli stimoli e soprattutto le ispirazioni per incastrare questi aspetti sonori nel tuo disco?
Riccardo : Accenni di questa mia visione pi๠“pop” di musica li ho avuti su gli strascichi delle ultime date del tour di “Le luci di Hessdalen” con gli Argine, già quel disco, rispetto ai precedenti, aveva un approccio pi๠immediato e meno intimista, ma specialmente nei concerti iniziammo ad avere un attitudine pi๠punk-wave e meno folk..
Al momento di iniziare a comporre “A Filthy Lesson for Lovers”, sentivo forte l’esigenza di essere “semplice”, trovo l’approccio pop o rock mischiato alla wave e al folk sia un passo in avanti verso una maturità artistica, paradossalmente semplice ma profondamente più complessa.
Angel : Il valore intimista della tua musica fa si che le tue emozioni siano rese pubbliche. Sinceramente credo che questo sia un vero atto di forza poiché entrando nei tuoi dettagli e nelle tue voragini si riescono a scorgere veri e propri bagliori notturni della tua anima.. Sappiamo entrambi che le emozioni siano quasi utopistiche da trasmettere e che ci voglia follia ed allo stesso tempo pazzia nonché un difficile banchetto con le proprie schiere di angeli e demoni sempre pronte a muoversi attraverso segnali di guerra Non hai paura che le tue emozioni non possano essere del tutto comprese ? Non hai paura che la società vampira sempre pronta a distruggere tutto e tutti, possa capire i tuoi sogni e le tue emozioni in modo sbagliato?
Riccardo : Purtroppo viviamo in un periodo storico di appiattimento emotivo. à ˆ facilissimo già nella vita di tutti i giorni essere incompresi, figuriamoci all’interno di testi spesso criptici o visonari, quindi è un rischio che si corre sempre.
Angel : Siccome sono uno strafissato della goth music posso dire che dopo una assoluta perdita esemplare nei tuoi cunicoli musicali sono riuscito a scorgere frammenti ed emozioni che si avvicinano molto anche ai Joy Division soprattutto nel tono sommesso e nella malinconia. Tuffandoci nel tetro mondo della musica non convenzionale ovvero quella della Goth Music di cui sicuramente sarai un ascoltatore quali gruppi riescono a stuzzicare la tua curiosità ?
Riccardo : Sono cresciuto ascoltando i Joy Division, Cure, Nine Inch Nails, Johnny Cash e Nick Cave. Trovo tutti questi artisti presenti in qualche modo nelle mie composizioni.
Ultimamente I miei ascolti stanno prendendo una virata più elettronica..credo d’aver consumato il primo album de She wants revenge, o “Matter + Form” degli NVN Nation.. ma anche gli Spiritual Front o gli Ashram.
Angel : La musica sicuramente negli ultimi tempi non riesce più a regalare quella magia e quella capacità di regalare emozioni sincere e pure. Oramai tutto viene sepolto attraverso superficiali giochi di potere e stupidi impatti commerciali . La tua musica invece ricorda molto quella degli anni d’oro soprattutto perché fa del suo regno prettamente l’impatto emozionale. Come reputi la musica odierna ? E secondo te come si è mutata nel corso degli anni? Calcolando che ormai i dischi non si vengono quasi più ad acquistare grazie soprattutto ai download selvaggi del mondo cybernetico , non hai paura che il tuo disco venga preso solo per Kissing Juda e proprio per questo possa perdere il filo conduttore del tuo progetto ?
Riccardo : La rete è un arma a doppio taglio, ora tutti possono pubblicare i propri lavori tranquillamente senza dover trovare un produttore o un distributore. Questo metodo di distribuzione è ottimo e rende liberissimi di esprimersi artisticamente con il mondo, ma sta anche sovraccaricando internet di band mediocri e prive di una propria storia e sudore.
Io faccio musica da almeno quindici anni, e prima di vedere il mio nome stampato su di un cd, ho dovuto fare lunghe trafile da pseudo produttori, scaricare e caricare furgoni per andare in giro a suonare la mia musica (spesso gratis) solo per farmi conoscere. Questo ha fatto in modo che la mia idea di fare il musicista fosse pi๠un˜attitudine di vita, piuttosto che una via per fare soldi.
Trovo questo mia ultima “fatica” un po’ senza tempo, proprio perchè non segue cifre stilistiche dettate dalle mode, quindi se viene apprezzato ora per Kissing Juda, c’è sempre tempo per scoprire gli altri brani..
Per quanto riguarda il discorso vendite..è vero che i dischi non si vendono pi๠nei negozi (se pensi che in un qualsiasi megastore di musica c’è tutto tranne che la musica), ma specialmente in Europa, purtroppo non in Italia, la gente si sta abituando a comprare legalmente la musica in rete. Spiral69 sta andando forte in alcuni paesi del nord Europa sul piano digitale e comunque durante i nostri concerti riusciamo sempre a vendere molte copie dell’album.
Angel : Ora una delle domande di rito della nostra webzine. Come definiresti la tua musica in tre semplici parole?
Riccardo : Sturm Und Drang
Angel : Qualche ultima domanda e poi abbiamo concluso. Vorrei sapere ora qualcosa sulle tue esperienze dal vivo. Purtroppo la cultura del live ultimamente si sta perdendo in modo smisurato complice anche l’implume apatia della società italiana che sembra non essere più quella di una volta. Come ti sei trovato con il pubblico? E come cerchi di condurre attraverso la tua musica l’aspetto visivo del tuo sound visto anche che molto spesso i locali non curano molto l’atmosfera ?
Riccardo : I nostri live sono dei cantieri aperti. in un anno di attività live, ho condiviso il palco con tanti incredibili musicisti che hanno apportato il loro contributo al mio progetto, tanto per citarne alcuni, Edo Notarloberti (Argine, Ashram) al violino o Andrea Freda (Spiritual Front) alla batteria, fino a Claudia della Gatta, violoncellista dei Negramaro. Ora la band si è assestata con Stefano Conigliaro alla batteria, la bravissima Licia Missori al pianoforte, Enzo Russo alla chitarra e chiaramente io alla voce e al basso, il tutto supportato dall’inserimento di sequencer e synth alla mercè di tutta la band!
Durante un live degli Spiral69, puoi scontrarti con momenti molto duri o con interludi di pianoforte, oppure assistere a suite elettroniche o ascoltare ballade in modo molto intimo.
Angel : Riccardo e Megasound , un binomio che posso ritenere assolutamente avvincente complice anche la produzione ed il mixaggio rasente al perfetto. Come è nato l’incontro tra voi due? E quali sogni e speranze vi accomunano?
Riccardo : L’incontro con i ragazzi della Megasound è nato per caso, uno dei loro responsabili è anche il gestore di un locale della capitale dove suoniamo spesso. Dopo un nostro concerto gli proposi di ascoltare il disco, accettಠe nel giro di pochissimo tempo ci ritrovammo per firmare un contratto! Avendo io totalmente prodotto artisticamente, e in parte anche esecutivamente l’album, avevo bisogno di un partner che curasse il lato burocratico/gestionale del progetto, e il team Megasound è davvero serio e professionale, cosa davvero rara in questo campo. La speranza è chiaramente quella di riuscire a crescere insieme, e supportarci sempre a vicenda.
Angel : Progetti e speranze per il futuro . Posso dire che la nebbia si dirada già nell’immediato con questo ” The Wedding Dress ” che evidenzia tutto il tuo prolifico momento artistico. Il titolo è eloquente e mantiene a grandi linee l’impatto musicale e visivo di Filthy Lesson for Lovers e mantiene anche il contesto d’amore espresso anche qui nella sua totale effervescente malinconia. Le due tracce si dividono e si differenziano riprendendo in parte la desolazione alla Ashram di Shining Silver Skies , con Ethon I e quella pi๠vicina ai tuoi attuali canoni sonori ( Wedding Dress). Possiamo parlare di un MCD ufficiale ? E come mai Wedding Dress esce a cosi breve distanza dal tuo nuovo cd?
Riccardo : Wedding Dress è il primo di una serie di brani che pubblicherಠgratuitamente attraverso la rete, ho davvero tanto materiale in continua evoluzione e sento il bisogno di condividerlo. Ho intenzione di pubblicare ufficialmente nella seconda metà del 2010, un Ep di 4 brani. In mente ho un micro concept vicino alle sonorità di Ordo rosarius equilibrio.
Angel : Bene siamo giunti a conclusione di questa piacevole chiacchierata. Lascio l’ultima parola a te e non vedo l’ora di conoscerti dal vivo il prossimo 5 Gennaio. Un grazie sincero. Roberto
Riccardo : Grazie a te Roberto, e grazie a Darkitalia per tutto il supporto che mi sta dando!