l’alba di sons of a tape..
Darkitalia intervista i Floorshow band del Lazio dalle spiccate sonorità darkwave . La band ha da poco prodotto la sua prima fatica musicale. La nostra redazione fa quattro chiacchiere con i ragazzi per capire le loro speranze , i progetti futuri ed il contenuto di questo disco che sta già facendo parlare di se.
Ciao Ragazzi e benvenuti su Darkitalia.
Innanzitutto raccontatoci chi sono i Floorshow , come nascono , da dove proviene il nome e come avete inziato la vostra carriera musicale .
Ci conosciamo da una vita e siamo sempre stati attratti dalla musica. Fin da ragazzini ci scambiavamo continuamente cassette e riviste musicali. Veniamo tutti dallo stesso paese e fin dall’adolescenza ci siamo sentiti disorientati e non in simbiosi con gli altri, in un certo senso estranei a tutto. La decisione di mettere su una band è stata automatica. Se cerchi sul vocabolario la parola Floorshow troverai qualcosa come spettacolo, intrattenimento, esibizione, messa in scena … Cercavamo qualcosa che riassumesse perfettamente un esperienza collettiva e Floorshow è stata la nostra scelta. Ovviamente il termine rimanda anche a numerosi riferimenti prettamente musicali, come il pezzo del Rocky Horror Picture Show o il brano dei Sisters of Mercy, anche uno spettacolo di David Bowie si chiamava 1980 Floorshow ed era ispirato a George Orwell…è curioso come a volte tutto torna…
Le vostre sonorità si muovono in bilico tra suoni death rock di pura matrice ottantina ma nel vostro stile è presente anche un frammento pi๠retrಠche ricordano un po’ il mondo rockabilly tornato in voga grazie soprattutto a band americane come i Calabrese o in Uk come Zombina and the skeletones. Come definireste la vostra musica ? Quali contaminazioni ha subito e che scena musicale seguite ?
Definire la nostra musica spetta ad altri, noi facciamo solo quello che ci viene a seconda di come ci sentiamo. Ogniuno di noi ha un background differente, non necessariamente ascoltiamo le stesse cose, la nostra musica è un contenitore dove tutto viene immagazzinato e reinterpretato attraverso le nostre esperienze. Non abbiamo distinzioni fra generi, e l’album ne è la prova. In questo momento il suono è molto influenzatoi dall’America e dall’Inghilterra degli anni settanta, dalla “Glam era” di T.Rex, Bowie, Roxy Music e New York Dolls ai deliri proto punk di Detroit e dintorni degli MC5, Stooges e Alice Cooper fino ad arrivare al ’77 e all’esplosione del punk con i Pistols, Damned, Ramones, Dead Boys, Suicide…
Ho avuto il piacere di vedervi dal vivo. Il vostro impatto è molto consistente sia dal punto di vista sonoro , ottima la miscela prodotta da tutti gli strumenti , sia dal punto di vista estetico grazie soprattutto all’eclettico carisma del vostro front-man. Come vivete e come preparate i live ? Avete qualche rito che eseguite prima di entrare in scena? ( apparte i fiumi di alcol che ingerite ? )
La luce viaggia piu veloce del suono. La componente visuale fa parte del concetto “FLOORSHOW” tanto quanto la musica e l’attitudine sul palco, dove mettiamo in discussione tutti i valori prestabiliti e i tabà¹. Si è detto spesso che l’immagine sia stata una delle cause principali della morte del rock che attualmente viviamo, soprattutto dagli anni 80 in poi, con l’arrivo di Mtv che ha iniziato ad abituarci a vivere la musica in maniera multimediale. In realtà sappiamo tutti che l’immagine conta ed è determinante nella comprensione stessa del rock da sempre, da quando Elvis ha mosso per la prima volta il bacino. Gli artisti rock degli anni 50 usavano già un sacco di mascara e ombretto, e si tingevano i capelli per simboleggiare una sorta di Rinascimento della musica, un aspetto quasi da divinità greca. Per noi è fondamentale che la nostra musica appaia come viene suonata, attraverso il contatto con il pubblico manifestiamo angoli della mente a cui ci è negato l’accesso perche non possediamo le parole per catturarli. A volte ci piace provocarlo solo per testarne le differenti reazioni. Ma la cosa che in realtà costantemente cerchiamo è il senso di identità . Non abbiamo un rito, solo un filo conduttore, la ricerca.
Nell’arte , e soprattutto nella musica si possono trovare infiniti richiami di carattere intimistico-esistenziale. Il nostro genere spesso si infila nelle lapidi di un mal di vivere , ovvero spesso la musica definita darkwave viene accostata ad una sorta di malessere interiore . Voi che praticate questo genere di musica come vi rapportate con il mondo , chi sono realmente i Floorshow e cosa vi spinge a suonare questo genere di musica? Che tematiche racchiudono i vostri testi e cosa sperate di trasmettere a chi vi ascolta.
La musica si potrebbe definire, a livello sociologico, come l’espressione artistica del ventesimo secolo. In genere il tema ricorrente è il solito quesito di molti artisti, il rapporto fra l’individuo e l’universo. Noi siamo sempre stati attratti da ciಠche è enigmatico. Non conta solo quanto si rivela componendo una canzone, non basta creare dei personaggi, raccontare storie, essere autore o attore della tua commedia, deve essere caratterizzato da una tessitura, un aspetto che a volte potrebbe essere piu importante del contenuto lirico. Il rock è uno strumento, un modo di fare le cose. Non è un suono ne un genere musicale ma un modo di affrontarsi e di mettersi in gioco. La musica popolare non crea alcun nuovo valore, riflette semplicemente quelli che la società ritiene validi in questo momento.
Siete alla prima vostra uscita ufficiale. Cosa vi aspettate dal vostro Son of a Tape. Speranze , timori e certezze !
Dopo averci sudato parecchio, arrivi ad un punto in cui lasci perdere e dici: -à© il nostro album, l’abbiamo messo a disposizione di tutti…che vada come deve andare.
La scena Italiana è in fermento. Sicuramente fanno notizia le buonissime nuove uscite di gruppi come Spiritual Bat , e dei Ghost Effect su tutti. Qualcuno tempo fa asseriva .. eppur si muove! Credete che qualcosa nel nostro genere stia cambiando e si stia muovendo sul serio? Come descrivereste musicalmente l’Italia?
Abbiamo avuto l’occasione di partecipare ad un grande evento come il Trip to the Moon festival, dove ha partecipato praticamente l’intera scena goth romana, ma nessun portale o rivista specializzata se ne è occupata adeguatamente.
Per il resto ci siamo fermati ai Not Moving…
Avete da poco partecipato al nostro festival Gothic Room . Cosa pensate dell’iniziativa e cosa secondo voi dovrebbe cambiare nella testa degli organizzatori?
Il gothic room è stato uno dei pochi contest credibili a livello nazionale. E poi dava l’opportunità di suonare al Moonlight festival che è un esempio di professionalità e di voglia di smuovere la nostra sottocultura portandola a livelli piu “popolari”. Generalmente perಠil resto dei contest funzionano tutti come funzionano le altre cose in Italia e non sono affatto utili a nessun tipo di scena…Questo avviene perche chi se ne occupa la maggior parte delle volte non ha una cultura musicale e quindi è interessata solo al profitto, sfruttando e speculando sulla voglia che i ragazzi hanno di suonare davanti ad un pubblico. à© da qui che si dovrebbe ripartire…
Progetti in testa? Quale tarlo sta scavabndo cunicoli nel vostro cervello?
Abbiamo appena finito di girare un videoclip e stiamo già lavorando al nuovo materiale, per il resto quello che conta di piu adesso è promuovere l’album, fare concerti ed espandere la nostra musica a piu gente possibile.
La musica descritta dai Floorshow in solo tre parole.
No Hai Banda
In attesa del vostro CD , che presto verrà recensito nelle nostre pagine , vi lascio l’ultima parola . Grazie per l’intervista !
Grazie a voi di Darkitalia per la vostra disponibilità e per averci concesso questo spazio, è stato un piacere.