Rieccoci quest’anno a Bolkow, ad attendere la nuova edizione del Castle Party, l’evento dark più importante e grosso dell’Est europeo. Con me (D4rkb4db0y), Blackossian, Krystal e la sua ragazza, Sara.
Arriviamo nel paese da Wroclaw (Breslavia in italiano) con il bus, con un tempo veramente pessimo che ci accoglie: pioggia, vento e freddo. Neanche ci si voleva credere. Dopo un po’ di problemi iniziali, sperando che migliori la situazione, ci mettiamo alla ricerca di un posto dove stare per questi giorni, ma alla fine troviamo solo per la giornata e per la sera del warm up, delle camere all’Hotel Bolkow. Dopo aver fatto un giro per il paese, passiamo dal castello, e a rivederlo mi salta il cuore in gola.. attendo il festival con ansia, i ricordi dell’anno scorso mi saltano nella mente e mi fanno sorridere: chissà come sarà quest’anno… Mangiata qualche specialità locale tra cui Pierogi e Gulasz, e preparato il tutto, passiamo la sera al Sorrento dove c’è già un djSet batcave seguito da Woodraf, conosciuto l’anno scorso, non trovando molta folla perchè gran parte della gente del festival arriverà domani per il Warm Up. Camminando per le strade ancora sotto la pioggia battente, riporta ad una sensazione di vissuto e tradizionale insieme, familiare, come è effettivamente l’ambiente circostante.
Arriviamo al Piwnica, ancora in fase di allestimento, per vedere com’è. Ci beviamo una birra in compagnia di un ragazzo che era là per allestire il locale, che si è poi scoperta essere non troppo leggera.. e torniamo quindi a casa, stanchi e un po’ sfatti. E con Krystal che non ha mantenuto la promessa del mattino stesso di non bere più Alcohol (possiedo un video che lo testimonia).
Giovedì 21 luglio
{phocagallery view=category|categoryid=7|imageid=1078|float=left} Il tempo non migliora, piove, ma i presenti al festival non si scoraggiano e il festival inizia la sera all’Hacjenda Club, con le danze che riempiono questo grande club, birre ovunque, tavoli pieni di gruppi di persone che parlano, o urlano, sbattono bicchieri e cantano in festa.. mentre non c’è quartiere per chi ha voglia di muoversi seguendo il ritmo proposto al momento dal jukebox.
Presenti al piano di sotto che suonano, H-EXE, LECTER, SYNCROPATH, MONSTERGOD. Sento ogni tanto i concerti sottostanti, il suono proveniente dalle scale, ma non posso assistervi frontalmente a causa della massa di gente presente attorno al palco, resto quindi al piano di sopra dove c’è la parte del pub con tavoli, e resto a ballare al djset dei presenti eseguito tramite il jukebox in mezzo ai tavoli, impostato da chi si proponeva a selezionare il brano. Nel frattempo ho già perso i contatti con gli altri, chissaddove sperduti per il paese o anche per il locale, chi lo sa, probabilmente in condizioni non troppo di lucidità.
Chiude verso le 4 di mattina e mi dirigo al Piwnica a vedere che fanno, rimanendo fino alle 6 quando questo locale chiude e manda tutti a dormire, nel mentre scambio qualche parola e qualche birra con la compagnia di polacchi rimasti fino a tardi con me.
Venerdì 22 luglio
{phocagallery view=category|categoryid=7|imageid=1106|float=left} La mattina ci svegliamo con la solita pioggia, ma dobbiamo anche levare le tende dall’hotel.. quindi verso le 11 usciamo per cercare un appartamento, fortunatamente per noi, per la strada incontriamo un tizio in van che ci chiede (cioè, urla dalla strada) se vogliamo un appartamento. Penso che se non lo avessimo incontrato saremmo stati fradici per il resto della giornata, e poco dopo troviamo la nostra nuova dimora nella casa di una gentile coppia di polacchi, che ci offre una parte del soggiorno (che in realtà è stato un 2 camere più bagno per noi). Felici per aver trovato l’appartamento, veniamo a sapere che i concerti sono dilazionati alle 17 (poi ri-dilazionati alle 20, poi definitivamente annullati per quel giorno), è un po’ scazzati dopo diverse birre e convenevoli con varie persone al Sorento io e Blackossian ci dirigiamo verso il Piwnica. Passiamo la giornata tra i DjSet, socializzando con gotici e gente del luogo, mentre ad un certo punto incontro anche Sara e Krystal dentro il club, che hanno evidentemente superato i limiti con vodka e birra, più di come avrei potuto io stesso… mi ritrovo ad un certo punto della nottata abbastanza scarico da dovermi ridirigere a dormire, un po’ deluso e stanco, ma insieme contento della giornata trascorsa, che le persone con cui ho interagito hanno reso speciale comunque!
Alla fine però ho pensato che magari passare per l’Hacjenda e vedere la chiusura sarebbe stato più piacevole, ma era purtroppo troppo tardi quando sono passato, ho quindi dovuto interrompere definitivamente e andare a riposare.. fiducioso che almeno il giorno dopo i concerti sarebbero iniziati!
Sabato 23 luglio
{phocagallery view=category|categoryid=7|imageid=1140|float=right}Arrivo in ritardo a metà dei Monolight, il primo gruppo che finalmente apre il festival, conosciuti qualche sera prima nel mezzo delle festicciole dei club. Aggressivi ed energici, hanno un rock particolare quasi riconducibile alla leggerezza dell’indie, molto ascoltabili, che hanno nel loro repertorio anche qualche canone Industrial. È poi la volta dei Freakangel, electro industrial pesante dall’Estonia, Hetane, leggere distorsioni e dolcezza che la loro elettronica ha mischiato quasi naturalmente. è poi la volta dei Blindead, purtroppo gli unici che mi sanno di già sentito, su cui non ho molto da dire. Numerosi ai Nosferatu e agli Zeraphine, è arrivato il momento del Gothic Rock nel festival, molte persone affluiscono davanti al palco. (Nel frattempo Blackossian scappa che deve prepararsi per il djset) Ottimi concerti, gruppi con un’ottima resa dal vivo, arrivando verso sera agli Umbra et Imago, metal molto strano, mischiando troppe sonorità diverse tra loro non possono essere effettivamente definiti, magari molto vari ma sempre Metal, scenico il cantante vestito da pirata. Ultimi, Diary of Dreams..come dire, la perfezione, 2 ore di concerto assolutamente memorabile, bisogna dire che la loro dark wave ha chiuso la giornata dei concerti meglio di chi chiunque altro potesse fare.
Nel frattempo al Sorento c’era Dj BlackOssian, che a quanto raccontatomi dai presenti all’evento e dallo stesso, ha riempito il locale di pura wave inglese ed italiana, facendo impazzire la pista, io non ho potuto presenziare e sono arrivato che aveva appena finito. Mi rilasso un attimo sui divani e do un’occhiata al locale: pieno di vita, allegria, gente che parla e che si conosce, goth e non. Vado qualche momento in pista con il subentrato Dj “NachtStalker Kaneda”, deathrock e wave a mille, anche se molti,troppi pezzi fanno parte dei “troppo abusati”, alcuni anche ripetuti. Me ne vado un po’ più tardi, finita la serata, ritrovo Krystal, Sara e BlackOssian a casa.
Domenica 24 luglio
{phocagallery view=category|categoryid=7|imageid=1173|float=left} Un po’ stanchi, un po’ disfatti, un po’ tristi ma carichi per l’ultimo giorno del festival, arrivo con BlackOssian al castello in tempo per vedere, sempre a metà a causa dei miei ritardi, i Reactor7X: ebm molto sostenuta, piacevole da ascoltare e da ballare, esteticamente sullo stile dell’Alec Empire visto l’anno scorso, melodicamente Harsch. Arrivano poi i Brastrvo Luny (CZ) che ho potuto vedere poco ma ascoltare in giro per il castello, molto atmosferici e dolci quando lo permettono. I Controlled Collapse, sempre ebm, ma molto più leggeri e incentrati più sulle melodie acustiche, live perfetto. Arrivano poi gli italiani: i Dope Stars Inc. , sostenuti hanno colpito la folla, l’area davanti al palco si muoveva freneticamente, probabilmente molti erano anche curiosi di sentire questo rock, un po’ alternative ed indie, un po’ industrial, arrivato dal profondo Sud Europeo. È poi la volta dei Diorama, darkwave pop proprio loro: hanno tirato fuori il meglio del repertorio, e hanno fatto bene: la folla è stata scaldata in arrivo dei Suicide Commando e Project Pitchfork, che hanno chiuso il festival in modo esemplare. I primi, attesissimi, hanno scatenato la loro ebm potente ed aggressiva, mentre i secondi hanno riportato al classicismo, electro-industrial più soft ed impegnato, ma sempre energico “come vuole la tradizione”. Il festival, anche per quest’anno s’è concluso. Ci si avvia tutti verso l’uscita del castello, molto lentamente ma sempre tra facce allegre, felici di quest’esperienza. Vado verso il Sorento a bere qualcosa ma torno presto a casa (si insomma, relativamente presto, di certo non prima delle 2), ritrovando tutti i compagni di viaggio.
Che dire alla fine? Nulla, ciò che si prova in questo evento non può essere descritto, va vissuto a mente aperta e con voglia di farsi assorbire da un’altro modo di concepire il festival musicale, e soprattutto non farsi buttare giù dalle avversità che si incontrano.. ricordando che ciò che rende speciale questo evento annuale è l’ambiente presente in tutte le sue sfaccettature, luci e ombre, colori, musica o persone che siano.