Era la metà degli anni 80 ed io ed i miei amici, appena adolescenti, iniziavamo ad appassionarci alla musica, dedicavamo interi pomeriggi all’ascolto di vinili, chilometri in treno per procurarci questo o quell’album. Un giorno, il fratello maggiore di uno di noi, studente universitario fuori sede, ci consiglia di ascoltare un LP, datato 1984, dal titolo “Siberia”, il gruppo, a noi sconosciuto, si chiamava Diaframma. Iniziammo ad ascoltarlo e cosଠandammo avanti per giorni interi. Quel gruppo di adolescenti, con la musica come comune denominatore, e tutta la vita davanti, iniziava a coprire le proprie distanze.
19 febbraio 2010, i Diaframma suonano a Torino, nonostante stanco per il lavoro stressante terminato appena un paio d’ore prima, non ci penso due volte e mi dirigo al concerto. Il Lapsus, forse il locale architettonicamente più bello che ho visto a Torino, era stracolmo di gente. Aprono il live “La Pioggia”, ottimo gruppo torinese indie-wave, già ospiti di darkitalia in uno dei primi eventi creati dall’associazione. I ragazzi, come già detto in una mia passata recensione, mi piacciono, sono bravi, sanno suonare, hanno personalità , hanno un sound energico e buona presenza scenica. Secondo me avranno un futuro nella scena indipendente italiana.
Dopo circa un’ora sale sul palco lui, il monolite della new-wave italiana, Federico Fiumani, accompagnato da Lorenzo Alderighi al basso e Lorenzo Moretto alla batteria, il volto segnato dal trascorrere del tempo ma sempre affascinante con il suo ciuffo brizzolato. Il pubblico applaude e lo acclama. Il live parte, neanche a dire, con “Siberia”, brano senza età , la gente inizia subito a ballare e cantare; Fiumani, nella sua semplicità , quasi antiartistica, convenzionale, ha una presenza scenica unica, un carisma che appartiene a pochi. Arrivano brani come “Diamante Grezzo”, “Gennaio”, “Tre Volte Lacrime”, belli, bellissimi e lui, l’idolo della folla, è sempre più scatenato, una furia sul palco, accompagnato dai suoi ottimi strumentisti si esibisce in un live new wave post punk tiratissimo Mentre suona, Federico, innamorato, come noi, della sua musica, non solo fa divertire, ma si diverte un sacco, l’audience in sala continua incessantemente a cantare e ballare, era tempo che non assistevo ad un live vero, appassionante come questo. Durane il concerto Fiumani fa anche un annuncio a favore del sostegno di Radio Black Out, storica radio torinese a rischio chiusura causa problemi finanziari.
Il concerto finisce tra gli applausi scroscianti, Federico ci saluta come fossimo tutti suoi grandi amici da tanto tempo, il giudizio del pubblico è umanime, grandioso, immenso, eccezionale! Al ritorno a casa, immerso nei miei pensieri, mi sono ritornati in mente quegli adolescenti che tanto si appassionavano alla musica; ora quel gruppo di amici di tanti anni fa non esiste più, ognuno, disperso per la sua strada, è solo a coprire il peso delle proprie distanze.