Antologia che racchiude molti autori “sconosciuti” -i famosi sono solo Tanith Lee, Ray Bradbury e Dean Koontz- che hanno dedicato qualche loro novella al tema della stregoneria.
Le storie sono eterogenee, spesso con finali aperti e prevalgono delle innovazioni stilistiche: in alcuni racconti – 2 o 3 anche tendenti all’umorismo- la figura della strega viene calata in ambito moderno, quasi da donna-manager, affacendata a conquistare più cuori possibili come in “Desiderio” di Crosson, o una variante raccontata come una favola sull’amore “impossibile” tra un vampiro -eternamente bello- e una strega -destinata ad invecchiare- (“La figlia della strega” di Tilton)
C’è anche qualche racconto come “Lo stregone Evoragdou” di Schweitzer o “Tuoni, lampi o pioggia” di Kaminsky dedicati alla controparte maschile delle streghe….
I miei preferiti sono stati “Pan di zenzero” di Somtow (una rilettura sagace della fiaba di “Hansel e Gretel”), “Alla ricerca di Anton La Vey” di Nancy Holder (particolarissimo e innovativo racconto che cala la stregoneria nei coloratissimi e acidissimi anni ’70 e non difetta di suspense e colpo di scena finale -tranne un’inizio di 2 o 3 pagine un pò noioso- ) l’ancestrale “Iscrizione” di Jane Yolen, scritto molto bene come una novella rinascimentale, “Natura morta con croco” di Turzillo e il notevole “Lo scippatore” di Koontz -il racconto più “splatter” tra l’altro-
“Il difetto” principale è che mancano dei “passaggi forti” a base di horror o di erotismo -in tal senso il titolo dell’antologia è fuorviante- e questo rende alcuni racconti troppo fantastici e non propriamente horror…forse se cercate emozioni forti storcereste un pò il naso di fronte a dei racconti piacevoli, si, ma troppo bon ton….!
Comunque se vi dovesse capitare sotto mano datele uno sguardo..sicuramente però si poteva fare di più proponendo anche dei racconti che calassero la mano anche su aspetti più torbidi e morbosi, intervallandoli ai racconti più soft o di matrice fantasy.