A dispetto di quanto ci raccontano le antologie scolastiche, Dante rideva eccome. E bisbocciava mezzo ubriaco in osteria sfidando gli amici con rime poco ortodosse ispirate alle loro mogli. Petrarca, saputello e sempre roso dall’invidia, era amico di quel simpatico sporcaccione di Boccaccio, che amava le donne carnose e carnali e a loro dedicava le sue novelle. Amava le donne, soprattutto se sposate, anche Foscolo, che con quella sua aria imbronciata e irrisolta le conquistava una dopo l’altra. E se in molti sogghignano anche solo a sentir parlare del rapporto fra Pascoli e la sorella, forse pochi sanno che il “fanciullino” Giovanni si trasformò in un detective da fiction televisiva per risolvere il giallo della cavallina storna. E, infine, il dubbio che ha tormentato generazioni di studenti: d’Annunzio, poi, quella costola se la tolse davvero? In queste pagine ci sono tutti i big della storia della letteratura italiana, più qualche gruppo nelle Nuove proposte, come i Comico-realisti, i Futuristi, gli Scapigliati. Uno dopo l’altro, i grandi autori studiati a scuola vengono raccontati nei loro aspetti più insoliti e quotidiani, tirati giù per la giacchetta dal piedistallo e messi in mutande, fino a farli sembrare magnificamente simili a noi. E fra un aneddoto e una battuta, la passione per la letteratura finisce per travolgere il lettore proprio nel bel mezzo di una risata.
Sì, certo.
Letteratura italiana.
No, non è una bestemmia.
Si chiama cultura.
Avete presente cosa sia la lettura contestualizzata?
Mio malgrado, al liceo me ne hanno fatta poca. Si tratta di uno studio, di qualsiasi materia di tratti, che prevede il tener conto, come dice il termine, del contesto storico-sociale in cui ha vissuto l’autore in esame; quindi studiando anche la storia del periodo, la moda, i modi di dire, i comportamenti ben visti e quelli mal visti al tempo, i linguaggi, i modi di pensare che hanno circondato la nascita e l’evoluzione.. di ciò che si sta esaminando.
Fortuna che scartabellare quì e là come un topo di biblioteca non mi disgusta.
Perchè trovarsi in mano questo testo (interamente alternativo alle metodologie d’insegnamento scolastico) di Antonella Landi è stato superlativo. Per prima cosa colpisce l’immagine di copertina: un profilo di Dante con addosso la tutina adamitica blu con stemma rosso che solitamente riconduciamo all’immagine di Superman. Solo che al posto della S, sul petto ha una brillante D. Ovvio.
Poi, leggendo il retro del libro.. fantastico.
“Boccaccio aveva una passione incontenibile per la ciccia delle donne. Ma il bello, poi, era che non se ne pentiva mai. Non faceva come Petrarca (‘l’amo’, ‘non l’amo’, ‘l’amo’, ‘non l’amo’): lui amava. Senza riserve, senza misura, senza controllo, senza ritegno.
Di pancia.
Di brutto.”
Come non prenderlo?
Voglio consigliare questo testo a chiunque, perhcè è davvero la gioia di chi ama le buone letture.
E’ la gioia anche di chi ha detestato la letteratura italiana, o, per meglio dire, ha detestato il modo dittatoriale in cui vengono imposti gli autori.
La Landi, professoressa di Lettere presso una scuola di Firenze, ha voluto frantumare gli piedistalli e gli altarini limitativi su cui si è soliti porre gli autori di vecchia data, in modo tale da far trasparire l’uomo vero, fatto di carne ed ossa (e sangue, nervi, e tutto quanto di più terreno di possa essere), che c’è stato dietro alle più alte rime e prose che si possano ricordare.
A dispetto di quanto ci raccontano le antologie scolastiche, Dante rideva eccome. E bisbocciava meszzo ubriaco in osteria sfidando gli amici con rime poco ortodosse ispirate alle loro mogli.
Petrarca, saputello e sempre roso dall’invidia, era amico di quel simpatico sporcaccione di Boccaccio, che amava le donne carnose e carnali e a loro dedicava le sue novelle.
Amava le donne, soprattutto se sposate, anche Foscolo, che con quella sua aria imbronciata e irrisolta le conquistata una dopo l’altra.
Senza ridicolizzarli, la Landi riesce a ridare umanità ai grandi autori studiati a scuola, e a superare il linguaggio polveroso della critica per metterci faccia a faccia con la potenza e la bellezza delle loro opere.
Poi, da una che insegna a Firenze e ben si muove nella Maremma, cosa v’aspettereste, se non tante grasse risate insieme a personaggi d’alta caratura?