XVIII secolo. Francia. Il marchese francese De Sade, scrive romanzi pornografici che fanno grande scandalo fra la popolazione parigina e l’imperatore Napoleone stesso. Il marchese, chiuso in un manicomio, si fa aiutare per la pubblicazione dei suoi libri perversi, dalla bella Madeleine, una lavandaia che ha la madre cieca.
Le continue pubblicazioni dei libri del marchese, scateneranno la furia dell’inquisizione e della censura, che vieta assolutamente la diffusione di quei testi. Ma tramite delle voci, il marchese (che oltre ad essere scrittore è anche drammaturgo), viene a sapere che un censore ha avuto tensione sessuale con una minorenne allevata dalle suore, e ne realizza un dramma teatrale che suscita scandalo fra i presenti. Nonostante le suppliche dell’Abbé de Coulmier il marchese continua a scrivere i suoi racconti, fino a quando l’abate non fa tagliare la lingua a De Sade. Il marchese morirà dopo aver ingoiato un rosario mentre lo stesso abate, per la morte del marchese e di Madeleine, assassinat
Passione necrofila ed emozioni che neanche il tempo è riuscito ad impolverare sono sicuramente due delle caratteristiche di questo capolavoro del cinema targato Kaufman. La pellicola si inserisce in un contesto storico a cavallo del XVII secolo in una nobile Francia decimata dall’instancabile demone della ghigliottina. Sulfureo e cupo , nascosto e senziente proprio in questo nefasto periodo il De Sade dona lacrime , sangue e vita ai suoi demoni ed ai suoi pensieri scrivendo racconti e poesie sfacciate e deliranti. Neanche i suoi demoni e le minacce dell’imperatore non riescono a placare la sua frenetica arte che spesso come un vampiro succhiasangue si impossessa della sua già dannata anima riducendolo in un martire pronto a tutto addirittura ad usare il suo stesso sangue pur di non tarpare il suo genio creativo . Proprio la sua arte lo costrinse ad essere rinchiuso in un manicomio.
Intrigante e stravagante la sua vita all’interno di quelle squallide quattro mura del manicomio di Chanteron. Genio e follia sembrano banchettare continuamente con i suoi pensieri mentre i suoi dannati vizi e le sue macabre voglie lo consucono in un tunnel senza uscita fatto di sesso e morte. Nella sua prigionia grazie al suo fascino dannato riesce a sedurre la bella lavandaia Madeleine che rimarrà il suo unico punto di riferimento e di contatto con il mondo esterno. Proprio la figura della giovane Madeleine sarà carne da macello per l’insaziabile banshee artistica che risiede nel poeta. Ingenua e provocante la lavandaia non riesce a distogliere gli occhi dalle necrofile scritture del marchese e come un avvinazzata arrossisce e si dimena tra le immagini ed i pensieri sessuali che prendono forma nella sua testa. Come un’edera cattiva gli scritti allungano le radici nelle pareti della sua anima obliandola e rendendola sempre di più insaziabile. Madeleine dona di continuo gli strumenti per la creazione del sesso al Marchese De Sade , carte , penne e lenzuola vengono introdotte nel tugurio dell’artista che come un drogato allo stato terminale produce scene e personaggi in maniera smisurata . I suoi scritti vengono poi divulgati verso il popolo francese anch’esso succube di questo assenzio sessuale.
L’amore platonico e carnale dieìventa oggetto principale delle discussioni di tutto il popolo di Francia . L’amore sporco sembra superare di gran lunga i dibattiti politici di quel periodo . Nemmeno l’imperatore riusci ad arginare questo fenomeno ma infastidito dal continuo divulgarsi di questi demoni nefasti decise di torturare e di allontanare Madelaine dal tumulo di De Sade. La scena si fa claustofobica e la pazzia prende totale possesso dell’artista. Il sangue si fa inchiostro e la follia si fa carta e nonostante tutto De Sade riesce a completare l’opera con il suo stesso sangue sulle mura della sua prigione. La morte dei suoi demoni non attende ad arrivare e dissanguato ma con il suo spirito sazio raggiunge finalmente il suo delirio. Una storia dai caratteri nefasti ed ironici , dove spesso l’ironia stessa sembra superare il grottesco. Interessanti gli innesti di Kaufman come la figura del prete , Joaquin Phoenix , lacerato tra l’amore di Dio e quello di una donna ovvero Madeleine. Bellissimo il duetto tra redenzione e dannazione genio e razionalità . “Uno scrittore che produce più di quanto legge dà prova certa di dilettantismo. Ecco cominciate con la Bibbia. E’ più divertente. E infinitamente meglio scritta.” “Questo mostro che chiamate Dio ha lasciato penzolare suo figlio come un quarto di bue. Non oso pensare cosa farà a me!” replica sarcastico il Divin Marchese.
La pellicola è incentrata sicuramente sulla forza della parola e sull’ipocrisia ed il genio. Interessante e sicuramente teatrale è la figura del Divin Marchese di Kaufman sicuramente letteraria e classica ma spesso ricondotta alla sua totale umanità attraverso i suoi limiti ed ai suoi lividi che lo rendono cosi sensibile e spesso debole. Un cast d’eccezione che vede attori del calibro di Michael Caine , Kate Winslet e Jaquin Phoenix interpretare i personaggi principali di questa pellicola . Un film che ripercorre le stanze cubiche dell’anima del Marchese e della proibitiva francia dell’800 . Un film che è passato , a parer mio , in sordina ma che merita sicuramente di essere visto. Concludo con una frase dello stesso Marchese “La mia prosa sublime filtrata dalla mente dei pazzi”.