Interferenze è il progetto tutto italiano creato da Jac poliedrico musicista fiorentino. L’album in questione è il secondo capitolo di una trilogia iniziata con “Green Fragments”.
La proposta musicale è un mix d’industrial rock, elettronica fortemente influenzata dai NIN, ed proprio qui il vero punto debole di questo album. Molte band italiane soffrono di quelle che a mio parare è un grande limite nell’affermazione a livello europeo dei nostri prodotti e cioè la voce, in quest’ultima generazione sembra che in molti soffrano di carenza di personalità o ancora più grave carenze linguistiche cercando di cantare in inglese ma non avendo l’adeguata preparazione nel farlo.
In Red Fragments Jac cerca di imitare Trent Reznor ma con risultati imbarazzanti. Canzoni come “Winter Storm” sembra frutto di un lamento invece che di una canzone, Jac non convince e sembra sforzarsi molto negli acuti con il risultato di soffocare le parole. Alla domanda come mai abbiano scritturato questo progetto, una risposta viene dalla parte melodica/strumentale veramente eccezionale, non a caso le migliori tracce vengono da quelle prettamente acustiche come “Red Fragments” in cui viene fuori la vera anima Industrial o nella ninna nanna elettronica “Slip Away” in cui le vocals appena sussurrate non intaccano l’ottimo lavoro melodico che s’installa immediatamente in testa.
In conclusione possiamo dire che se fosse stato un lavoro prettamente strumentale staremmo a parlare di un ottimo album ma le vocals rovinano tutto abbassando di molto il voto di quest’album e ponendo un interrogativo pesante per il futuro.