Inception è un film del 2010 scritto, prodotto e diretto da Christopher Nolan e interpretato da Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Ken Watanabe, Joseph Gordon-Levitt, Ellen Page, Marion Cotillard e Cillian Murphy, vincitore di 4 premi Oscar 2011: miglior fotografia, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro e migliori effetti speciali.
Che sia un genio lo aveva ampiamente dimostrato nei suoi eccellenti ” Memento ” ed “Insomnia” . Che sia stato capace di replicarsi e di produrre film dall’alto quoziente intellettivo lo avevamo notato nel suo splendido “The Prestige”. Che sia stato capace di creare ambientazioni filo-gotiche/grottesche e di rilanciare nel grande cinema uno dei personaggi animati più introversi ed oscuri come “l’uomo pipistrello” lo avevamo visto con il suo eccellente “Batman Begins” e per ultimo ” Il Cavaliere Oscuro”
Questa volta però Christopher Nolan esagera, delira, inventa e devasta la mente umana producendo un film che si incastra perfettamente nello scaffale dei grandi classici cinematografici posti nel “limbo” tra psicologico e fantascientifico non molto distante dai must del genere come Matrix e Memento o per la scelta dei temi a Dark City ed al Tredicesimo Piano.
Per la prima volta il film è prodotto in toto dalla camera oscura della sua mente mettendo da parte le collaborazioni esterne e mettendo da parte soprattutto l’aiuto del fratello Jonathan, concentrandosi tra l’altro su di un aspetto mai trattato prima, quello del subconscio e degli universi paralleli. Gli effetti visivi , creati magistralmente in modalità foto realistica riprendono moltissimo gli aspetti e gli elementi stranianti come l’utilizzo di piani di realtà diversi che finiscono per sovrapporsi come avviene appunto in Matrix , nel Pasto Nudo ed in Existenz.
Il concetto del sogno o realtà appare il vero incubo di Nolan. Il reale ed il surreale si incastrano, si smontano e si rimontano innumerevoli volte ignorando completamente le leggi fisiche , la chimica e la psicoanalisi . L’irreale diventa reale o il reale è davvero l’irreale? La pellicola si muove su questo surreale contesto in un continuo sfiorare la totale catarsi soprattutto nella storia d’amore descritta in perfetto contrasto tra puro ed ossessivo. Proprio nell’amore Cristopher riesce ad esprimere egregiamente la sua idea dei ricordi che risultano essere spesso i protagonisti delle vicende irreali e spesso sono proprio loro a far capire se quello che si è vissuto sia stato reale o meno.
I vari strati che disegnano questa incredibile architettura cinematografica, nonostante il caos e i forse troppi elementi messi a bollire nel già denso calderone popolato da meta-sogni, sogni e realtà parallele , tutto sommato sono installati su delle impalcature abbastanza solide e su delle idee molto valide. Certamente va detto che chi guarda deve mostrare estrema attenzione ad ogni affermazione, ad ogni sguardo ed ad ogni singola mossa dei protagonisti che spesso risultano essere in grado di far cadere il film in catarsi , in altri strati ed in altri mondi paralleli.
Il punto focale resta proprio quest’ultima affermazione , ovvero, guardare il film con estrema accuratezza. Eppure nella pellicola risulta essere fortissimo il bisogno reale di Nolan nell’istruire lo spettatore sulla teoria del “sogno nel sogno” spesso rallentando la narrazione fino ad arrivare ad utilizzare tecniche di slow-motion come nel caso del secondo livello del sogno a gravità 0. Questo perché il regista è consapevole della non propria facilità e scorrevolezza della pellicola ma , secondo me , è più consapevole dell’esistenza di troppi distratti che rischiano di perdersi con estrema facilità nonostante i continui e ripetitivi indizi presenti nel film messi sapientemente ed in modo puntuale che aiutano a riprendere il filo logico.
Due parole vanno spese anche per gli effetti speciali deliziosi e spettacolari soprattutto nelle scene di una Parigi che si arrotola su se stessa, nei quadri di Magritte ed Escher riprodotti su scala gigante , le persone che camminano sul soffitto , il continuo giocare con le leggi fisiche ed il continuo creare labirinti , scale e mondi assurdi e surreali .
Un film che fa dell’assurdo il suo solido punto di forza. Una pellicola nata in un idea “innestata” dici lunghi anni fa nella mente del regista che dopo continui cambi , continui ripensamenti ha visto la luce solamente ora. D’altronde un sogno può essere lungo una vita ed un “innesto nell’irreale ” può realmente innestare un cambio di vita reale.
Come spesso accade nei suoi film il finale è tutto da interpretare .. forse potrà avere le sembianze di un maledetto tarlo che vi farà perdere la ragione .. o forse se avete prestato attenzione.. il finale .. non vi sconvolgerà più di tanto ..