Ci siamo appena svegliati in un posto in cui tutto intorno è bianco, intriso di freddo e i contorni delle cose, intorno a noi sono indefiniti e labili, in cui la solitudine ci attanaglia e l'eco del rumore che sentiamo ci accompagna alla ricerca di un raggio di speranza.
Seguiamo le note di "Stasis", che nella musica indica una forma musicale che si sviluppa lentamente ed è cosi che si evolve, soffocante all'inizio con pianti strazianti e deliranti a cui si sovrappongono soffici arpeggi di piano nella seconda parte che ci cullano nella speranza di ritornare ad ammirare il sole. "Forever-never" ci distoglie dall'amabile illusione, atmosfere acide e confuse rallentano le nostre percezioni e le vocals appena sussurrate, suonano come tristi sirene. "Vernadsky dream" cerca di distogliere l'attenzione tentando di spiegare quest’assurdo panorama raccontando della Noosfera con un suono techno che ci consiglia di modificarlo con la conoscenza. Ci proviamo ma una bufera di neve ci porta a "Share" dove suoni di trombe e bit impazziti ci sorprendono.
Il viaggio continua con "acid dawn" un’intricata marcia Industrial che suona quasi come un raccoglimento, una visione di un futuro alternativo un invito a proseguire su questa strada, anche se la melanconia ci sorride e ci parla come in "illegitimate" semi – ballad electro, dilatata in un tempo che sembra non voler passare in cui anche il semplice gesto di camminare ci sembra eterno. E' per questo che cerchiamo una via di fuga, in "evening rotting" i bit si uniscono fino ad arrivare ad una traccia ebm veloce e tagliente come il ghiaccio. "Periscopes" in cui ritornano le trombe ci racconta l'amaro destino di un essere intrappolato un lungo e doloroso sanguinamento che in "eternal constant" ci fa capire con un malinconico piano che possiamo sederci su questo pezzo di giacchio e rimanere ad ammirare quello che abbiamo perché non possiamo più tornare indietro, è questo il nostro mondo ora.
Tutto questo è "Stasis" dei russi Helmynthe, in cui troviamo un crossover musicale unico e intelligente, unica pecca la quasi totalità d’informazioni sulla band e la sua distribuzione che lo penalizza. Il consiglio è quello chiudere gli occhi e godersi il viaggio, benvenuti in Siberia.
Helmynthe – Стазис / Stasis