Ascoltare i Current 93 non è assolutamente facile e non è facile ancor di più trovare parole che riescano a definire l’oscuro mondo eclettico che si cela dentro la demoniaca mente di David Michael Bunting, “Aleph at Hallucinatory Mountain†rappresenta sicuramente l’incarnazione più profondamente eretica dell’artista . Il contesto scelto lo vede contrapporsi ad Aleph , l’Origine , Dio in persona ed alla sua creatura vestita di limiti Adam. Atmosfere non umane che solcano mari interiori spesso fatti di niente si imbevono della maledizione vocale di David Tibet , ingegnoso tetro menestrello che vomita la sua malata visione sul contesto pregno di un rosso sangue come anche l’artwork del cd ne è stessa vittima sacrificale.
La lontananza , l’inquietudine e l’odio presenti sottoforma delle sue stesse spiritate parole si contorcono , mutano e si muovono in un psycho-folk rinnovato ed assolutamente intimistico. L’esilio spirituale nel quale si è rifugiato l’eclettico frontman sembra , sin dalle prime note del disco , aver giovato e non poco alla sua arte che assume una parvenza molto più ispirata ed assolutamente d’impatto. Cosi quando la creazione ha inizio ecco piombare l’oscura maledizione degna di uno dei più sadici ed abili sciamani “Almost in the beginning was the murderer”. La plumbea visione pessimistica e notturna pone la sua totale decadenza in totale contrapposizione alla nascente creazione ed all’avvenente vita creata da Aleph .
La maledizione si tramuta in musica o più precisamente in un eclettismo musicale incardinato da un doom dalle parvenze maledette e da uno psycho-folk che farebbe sobbalzare anche il già deviato David Lynch. A questi due frammenti c’è da aggiungere però un eclatante novità . Il sound che a primo ascolto potrebbe sembrare intatto mantenendo costante tutti i canoni sonori del “ trade-mark “ targato Current 93 presenta tasselli nascosti che conducono direttamente agli anni settanta o più precisamente al frammento musicale legato allo stoner ed allo psichedelico di quel periodo. Aspetti ed innovazioni coagulate dalla mente esplosiva di Tibet che dimostra ed evidenzia come tali mondi musicali siano congeniali alla sua opera musicale e come riescano ad insidiarsi nelle carni digitali di questo splendido lavoro senza lasciare alcuna traccia di sangue. Dopo il diabolico gioco chiaroscurale ed un incesto sonoro di morte ed amore ecco arrivare l’acustica “Poppyskins†opera partorita direttamente dal delirante fingerpicking di James Blackshaw che rievoca in tutta la loro totalità ed essenza i fasti elettrici della band . Le gelide schitarrate , inquilini abituali del fervido mondo musicale di Tibet e soci si riaffacciano nella fuorviante “On Docetic Mountain†dalle sabbathiane sonorità che si incrociano ai deliri espressi dalle puttane dei pensieri di David . Il disco scorre liquido e livido attraverso deliri ed imprecazioni mentali.
Il cielo grava come soffitto di cemento per quasi tutta la durata del disco con estetiche e particolari concessioni ad un impavido rock e sciogliersi in lacrime di catrame con la conclusiva “Ur Shadowâ€. Da notare come l’ultima traccia giunga dopo l’iraconda “ Not Because The Forx Barks “ dai valori maledetti ed impervi ma soprattutto sadici e crudeli dove anche la chitarra vomita continui opprimenti deliri, Un disco che nasconde nelle sue sonorità l’avvenuto patto diabolico stipulato da Tibet ed il diavolo in persona. Azzeccate intromissioni di aspetti sonori ricercati e sopraffini si aggiungono al maestoso lavoro fatto in studio da Steven Stapleton . Un disco che aggiunge una nera gemma al quadro Current 93 ancora una volta sopra le righe ed ancora una volta fuori dal mondo.
Angel
Neofolk
2009
Current 93