I torinesi Sell System possiedono una grande quantità di "glucosio musicale" . Nelle loro sonorità ritroviamo tutta la nostalgia degli anni ottanta ,espressa e dosata da buoni ingredienti di musica synth-pop ed elettronica. La loro musica spazia attraverso letargiche atmosfere che riportano in vita i primi Depeche Mode e Frozen Plasma affogati in melodie molto dolci e malinconiche. La band si muove attraverso un sottile equilibrio chimico coagulato da una indiscussa maestria nel combinare moog e sintetizzatori attraverso un synth teutonico di rara bellezza . "Crema e melassa" , nonostante l"'impegno dei torinesi ,non riescono comunque a creare l"'effetto sorpresa.
Un ascolto un po"' più attento permette di notare come nel disco non abbondino innovazioni degne di nota. I Sell System , infatti , sembrano essere rimasti incastrati nelle concentriche ragnatele della musica "eighties" limitandosi a spolverare composizioni appartenenti ai mostri sacri del passato senza mai trovare la via della fuga. Un immobilismo che non permette di valutare perfettamente l"'agonismo sonoro degli italiani e che rischia di indebolire e di far crollare dentro i dannati gironi della banalità questo " Red room ".
Il cd si apre con un crescendo di intensità emotiva a tratti inebriante. " Silente of the double faces " riesce comunque ad ubriacare l"'ascoltatore grazie alla sua altissima gradazione melodica-malinconica.. "Save me " , secondo brano di questo "red room " espone tutto il suo gusto retrò e la sua appartenenza al passato mondo "ottantino" attraverso una flebile impalcatura elettronica sorretta da tastiere vaporose. "Black Rose " ci riporta ai primordi dei Depeche Mode attraverso un grazioso viaggio sintetico e minimalista. "Egocentric" è avvolta da un buon tappeto di sintetizzatori e trascinata dalla voce di Rikux che implode nelle nebulose atmosfere spaziali. Suggestive le atmosfere dream-pop che ritroviamo nella successiva traccia "Afternoon song" deviata da buoni arrangiamenti e da un ormai immancabile gusto retrò. Il gioco di loop trova nuova vita nella più movimentata "Thrill of pleasure " dove liquide tastiere assecondano buone sovrapposizioni vocali.
" I want" , forse la vera impennata del disco e forse anche la più originale , accenna una melodia di razza molto avvolgente e molto più crudele rispetto alle precedenti tracce per poi ritornare alle struggenti atmosfere con Simple Song. Leggere brezze elettroniche trascinano la canzone in una tetra vertigine popolata da buoni "miditempi" elettronici. "Time with me " chiude il cd con la stessa malinconia con cui si era aperto.
Dividerei essenzialmente il disco in due frammenti ben distinti. Posso evidenziare e ribadire che i Sell System possiedono senza ombra di dubbio un innato talento per gli arrangiamenti elettronici. I torinesi , infatti, riescono a coniare egregiamente melodie pop e sonorità elettroniche attraverso espressioni musicali che si avvicinano al mondo dei sogni. Tuttavia non riescono a mantenere una propria identità sonora e sembrano essere ancora incapaci di osare e di uscire dai tunnel sonori infestati da sonorità espresse infinite volte da infiniti gruppi. La chiave e l"'unico accenno ad un tentativo di fuga potrebbe sicuramente essere "I Want " che riesce , anche se per un breve istante , a finire per conto suo. Sottolineo che "Red Room" è il primo full lenght per i torinesi Sell System . Sono certo che riusciranno ad esprimere tutta la loro arte ed a trovare al più presto una propria identità sonora.
Sell System – Red Room
