Nuovo lavoro per la band australiana capitanata da Chris McCarter, chitarrista e tastierista, nonché cantante,dal 1997, anno della dipartita del cantante originale Michael Carrodus.
Dopo tre anni di preparazione ecco “Love, Hate and Sorrowâ€, anticipato da un EP del 2008 dal titolo “Amongst The Runes†contenente una splendida versione di Set the Controls for the Heart of the Sun dei Pink Floyd.
Nel complesso “Love, Hate and Sorrow†si presenta assai omogeneo, 12 tracce per un totale di poco più di 53 minuti, di elegante darkwave, che si muove sulle linee musicali caratteristiche della band, sicuramente influenzata da gruppi fondamentali come Joy Division e Death In June, ai quali hanno tributato il singolo “Ceremony / In Lonely Place†del 2003 e uno splendido rifacimento di “Fall Apart†proprio nel loro disco di esordio nel 1994.
In linea con il titolo, il disco è imbevuto di una latente sensazione di malinconia, alla quale si alternano costantemente momenti di forte energia, come reazione a quell’“odio e dolore†che costituisce il leitmotiv delle 12 tracce.
Canzoni come “Memoirs of a Butterfly†e “All dephets of despair†– rispettivamente le tracce 4 e 10 – sono forse gli episodi dove questo contrasto “amore/odio†è più marcato e il senso di “dolore si fa più intensoâ€.
Il disco, comunque sia, resta stabilmente rinchiuso in un perfetto gelo richiamando alla mente le fervide e raggelate atmosfere dei Jerusal Syndrom, progetto parallelo della band australiana. L’atmosfera ed il sound rasenta il perfetto rischiando di creare un totale distacco tra gli Ikon e l’ascoltatore, il quale si ritrova totalmente divorato dalla troppa appariscente malinconia e dalla condensata e fuorviante tristezza.
Le sonorità , tra l’altro, devono essere totalmente vissute ed assiduamente ascoltate per poter essere apprezzate e capite appieno nel loro vero significato nascosto. Il valore intimistico e la perfetta coabitazione di così tanto gelo e tristezza rischiano di nascondere e di strozzare la naturalezza del sound degli Ikon, che risulta ingravidare e gravare sulla già corrosiva sensazione di inquietudine che si respira.
Nel complesso “Love, hate and sorrow†si presenta come un classico disco di un’elegante darkwave, dalla quale riecheggiano con sempre più rinnovato vigore i Joy Division più malinconici, fino a lasciare spazio a quel “Nuovo Ordine†assai meno claustrofobico che gli Ikon fanno proprio attraverso la loro musica.
Raseyde
Gothic Rock
2009
Ikon